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domenica, Ottobre 2, 2022

Un esempio per tutti

Un esempio per tutti

Durante l’Assemblea Maurizio Longhi ha tratteggiato un profilo di Francesco Liberati.
Lo riportiamo integralmente

Francesco Liberati ha messo al servizio della Banca 60 anni della sua vita, dei quali 13 come Direttore Generale dal 1987 al 2000 e poi 22 come Presidente del Consiglio di Amministrazione dal 2000 a oggi. E questi anni, questo lavoro hanno creato la realtà bancaria che tutti conosciamo.
Liberati ha iniziato il suo lavoro nel 1962, nel locale retrostante alla stazione di servizio su Via Casilina ed oggi, grazie alla sua opera, alla sua guida, la Banca di Credito Cooperativo di Roma è la più grande BCC italiana.
Certamente, i numeri nella loro realtà ed oggettività forniscono una informazione chiara ed immediata: per questo motivo il primo merito di Francesco Liberati è di aver determinato la crescita del patrimonio della banca, il più importante valore per noi soci, che siamo i proprietari di questo patrimonio.
Il patrimonio di Bcc Roma dal 1987, anno in cui Francesco Liberati è stato nominato Direttore Generale, fino ad oggi, è passato da 12 a 870 milioni di euro, con un incremento di oltre il 7mila per cento! E come si vede, è stata una crescita costante, armoniosa, anno dopo anno, senza nessuna interruzione.

Uno scorcio della borgata dove nacque la Banca


E lo stesso incremento hanno avuto gli impieghi in favore di famiglie e imprese, la raccolta del risparmio, il numero dei soci, dei clienti e dei dipendenti.
Ma alcune volte, i numeri non sono sufficienti a far comprendere in pieno l’importanza di quello che è stato creato: nel caso di Francesco Liberati è proprio così.
Francesco Liberati ha creato in BCC Roma un modello comportamentale, un sistema di valori che oggi è riconoscibile nell’operato di tutti coloro che lavorano per la banca, dai consiglieri di amministrazione, alla Direzione Generale fino al più giovane assunto dei 1477 dipendenti.
Questo modello comportamentale è basato sui suoi insegnamenti, sul suo esempio, sulla sua passione, sulle sue lucide e molteplici capacità, sulla sua determinazione, tenacia ed intraprendenza, sulla sua leadership trascinante.


Francesco Liberati ci ha insegnato che l’efficienza gestionale è il primo valore da perseguire a beneficio della banca e di tutti coloro che lavorano per e con la banca.
Ma, allo stesso tempo, da lui abbiamo imparato che gli utili di gestione non vanno reinvestiti soltanto nell’azienda, ma anche nelle persone e nei territori e che gli utili servono affinché la banca possa realizzare la sua missione identitaria di società cooperativa e di ente mutualistico, contribuendo al miglioramento delle condizioni sociali ed economiche delle comunità e dei territori dove opera. Francesco Liberati ha esaltato l’importanza di rispettare ogni interlocutore, di agire correttamente, di seguire comportamenti eticamente ineccepibili, di essere sempre uniti e di gestire la banca in armonia.


Il riconoscimento di cui parla lo statuto è quindi per le sue doti umane e manageriali di vero cooperatore e per i suoi particolari meriti nell’aver dato luogo a uno sviluppo di lungo termine della Banca, profondendo capacità gestionale, visione imprenditoriale e sensibilità sociale, lavorando per il continuo rafforzamento aziendale sul piano patrimoniale e organizzativo, nonché nella scelta delle persone che nel tempo hanno contribuito alla crescita della Banca di Credito Cooperativo di Roma.
Ho fornito una sintesi sicuramente riduttiva dei motivi per i quali Francesco Liberati merita il riconoscimento “di particolari doti e meriti”, ma sono sicuro che altri interventi dopo il mio sapranno esprimere meglio questo pensiero.
Voglio però concludere con una considerazione che non guarda al passato, ma che è rivolta in avanti, ai prossimi anni.


Noi sappiamo che Francesco Liberati non è stato soltanto un Presidente, ma sappiamo che ha lasciato un segno ed una impronta indelebile in questa banca, ne ha creato la sua anima, la sua identità bancaria cooperativa.
Ecco, io sono sicuro che Francesco Liberati non sarà soltanto un Presidente Onorario, un presidente emerito, ma continuerà a restare vicino alla banca, al Consiglio di Amministrazione ed alla Direzione Generale e non farà mancare il suo consiglio, il suo supporto, la sua umanità, la sua esperienza e la sua capacità di restare un punto di riferimento centrale per tutti noi.
Francesco Liberati continuerà ad essere presente per costruire il futuro di una banca ancora più solida, ancora più efficiente e più protagonista nei territori.
È per tutto questo che, a nome del Consiglio di Amministrazione che rappresento, vi propongo la nomina di Francesco Liberati a Presidente Onorario della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

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