24.3 C
Roma
sabato, Giugno 25, 2022

I capolavori senza tempo di una Chiesa sempre moderna

I capolavori senza tempo di una Chiesa sempre moderna

La Basilica dei Santi Dodici Apostoli, vicinissima a Piazza Venezia e all’imbocco di via del Corso, merita una visita approfondita.
Scopriamo perché

Può capitare di passarle spesso di fronte se ci si inoltra nel centro storico di Roma: la Basilica dei Santi Dodici Apostoli, vicinissima a Piazza Venezia e all’imbocco di via del Corso, pare possa considerarsi l’unica delle antiche chiese dell’Urbe a non essere stata edificata su costruzioni precedenti di età romana. Fu, però, più volte ricostruita: sotto Giulio I, nel IV secolo, era nota come Basilica Iulia; nel VI, dopo aver ottenuto il nuovo titolo di dedicazione agli apostoli, venne ricostruita sui resti della precedente; nel 1348 l’ampia costruzione fu distrutta da un terremoto; ancora nel 1475 venne restaurata e modificata; infine nel Settecento la chiesa venne completamente rimaneggiata, anche se gli ultimi lavori si protrassero fino all’Ottocento, facendole assumere la conformazione attuale, con la facciata di Giuseppe Valadier del 1827.


Sull’altare spicca la più grande pala d’altare di Roma, opera di Domenico Maria Muratori, il Martirio dei Santi Filippo e Giacomo (entro il 1724), le cui spoglie furono traslate qui da Pelagio I nel 560 e, dalla seconda metà dell’Ottocento, sono custodite nella cripta.
Della decorazione quattrocentesca dell’abside, un’Ascensione di Cristo affidata a Melozzo da Forlì (1480 ca), non rimane che qualche frammento, suddiviso tra il Palazzo del Quirinale e i Musei Vaticani. Si tratta di Gesù, accolto in cielo da una nuvola di putti, degli Apostoli e dei delicati angeli che con la loro melodia accompagnano la salita al Paradiso del Redentore.

Antonio Canova, Stele funeraria di Giovanni Volpato


La volta della navata è occupata dal Cristo in gloria con apostoli e santi francescani (1707), testimonianza dell’ultimo stadio della pittura di Giovanni Battista Gaulli detto Baciccio o Baciccia. Se più di vent’anni prima egli era stato il braccio destro del Bernini e con il Trionfo del Nome di Gesù nella chiesa romana dei Gesuiti aveva realizzato uno dei massimi emblemi barocchi, nel capolavoro dei Santi Apostoli l’apoteosi dell’ordine francescano comporta un compromesso tra le premesse trionfalistiche del secolo appena chiusosi e la nuova misura del classicismo d’Arcadia.
L’edificio ospita due celebri opere dello scultore Antonio Canova.
A un primo momento risale il Monumento funerario di papa Clemente XIV (completato nel 1787), commissionato al giovane artista dopo il suo esordio romano con il Teseo sul Minotauro oggi al Victoria & Albert Museum di Londra.

Antonio Canova, Monumento funerario di papa Clemente XIV

Pur guardando alla scultura berniniana, Antonio rivoluzionò, tuttavia, il vecchio schema secondo uno stile tipicamente tragico e con una scansione più sobria degli elementi, bandendo ogni eccesso decorativo. Pensò a una struttura piramidale, al vertice della quale pose il ritratto del Vicario di Cristo sul trono, il volto severo, il gesto più di ammonizione che di benedizione verso la folla, mentre collocò, dolenti e piangenti, le personificazioni della Temperanza in alto a sinistra, riversa sul catafalco, e dell’Umiltà o Mansuetudine alla destra del sarcofago pontificale. Al di sotto, l’accesso alla sagrestia venne trasformato in un allegorico trapasso per l’aldilà. L’ombra che taglia la porta divenne da allora il diaframma visivo e concettuale tra il mondo dei fedeli o dei vivi e la dimensione eterna del non ritorno. L’opera mostra in nuce quali saranno i futuri sviluppi della scultura canoviana, a partire dal successivo Monumento funebre di papa Clemente XIII, innalzato nella basilica vaticana di San Pietro.

Pala dell’altare maggiore con il martirio dei Santi Filippo e Giacomo


A una fase di molto posteriore appartiene, invece, la Stele funeraria dedicata all’incisore Giovanni Volpato (1804-1807 ca). Amico e mediatore di Canova per il monumento papale appena descritto, addirittura anche suo tanto sperato – invano purtroppo- suocero, il Volpato è raffigurato nel busto a rilievo, di profilo e collocato a destra su un tronco di colonna. Di fronte, è seduta una donna vestita con una tunica alla greca: porta il capo chino e si asciuga il volto con la mano sinistra. Accanto a lei, una semplice parola, appena incisa, come se fosse quasi sussurrata dalla giovane, rivela il grado di coinvolgimento emotivo da parte di Antonio nella realizzazione dell’opera: “AMICITIA”. In fondo, come riporta l’iscrizione al di sotto del busto di Volpato, Canova, a sancire il legame che ormai li univa, decise di realizzare a proprie spese il capolavoro. Quest’ultimo riprende le caratteristiche formali delle steli classiche diffuse anticamente nella zona dell’Attica, divenute funzionali modelli per un fortunato filone artistico neoclassico.


La visita non si potrà dire completa senza una capatina alla Cappella del cardinale Bessarione: scoperta casualmente, nel corso di una campagna di lavori nel 1959, presenta affreschi del XV secolo di Antoniazzo Romano e bottega, coadiuvato da Melozzo da Forlì e Lorenzo da Viterbo, tra cui le Storie di San Michele Arcangelo. Il programma iconografico potrebbe rimandare al progetto di una crociata contro i Turchi.

Francesco Rotatori

Prossimo articoloTra natura e città

Più Popolari

Enzo Badioli

Enzo Badioli l' uomo della cooperazione Un secolo fa nasceva Enzo Badioli (1921-2021), un protagonista assoluto della storia della nostra Banca e, più in generale, del...

Siamo pronti per la ripresa

Siamo pronti per la ripresa Intervista a Carmine Daniele, nuovo Responsabile Area Governo Crediti Speciali e Retail della nostra Banca: “ai nostri soci e clienti...

Un percorso straordinario

Un percorso straordinario Il 23 dicembre scorso si è tenuta la “Festa degli auguri”, che ha coinvolto tutto il personale della Banca, seppure a distanza....

Il microcredito, strumento sostenibile ed efficace

Il microcredito, strumento sostenibile ed efficace BCC Roma crede fortemente nello strumento del microcredito ed è tra i principali operatori italiani del settore. Grazie anche alla...

La nuova agenzia di Cittadella

La nuova agenzia di Cittadella Inaugurati i nuovi locali della filiale di Cittadella, ora posti in zona centrale. Il Vicedirettore Generale Francesco Petitto...

Retrofuturo

Retrofuturo Al Macro di Roma una mostra che coniuga futuro e passato perché fa coesistere, in una strana contemporaneità, l’opera attuale di giovani artisti con...

Transizione climatica: le dieci proposte delle Banche Cooperative Europee

Transizione climatica: le dieci proposte delle Banche Cooperative Europee In occasione del summit di Glasgow sul clima le Banche cooperative europee si sono...

L’euro Digitale, un traguardo necessario

L'euro digitale, un traguardo necessario Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, ha tenuto lo scorso 10 dicembre una importante “Lectio Cooperativa”...

Tra natura e città

Tra natura e città Le sue origini risalgono addirittura al III secolo dopo Cristo. Poi, nel corso dei millenni, la Basilica è diventata depositaria di...

Un grande senso di appartenenza

Un grande senso di appartenenza Una grande partecipazione, un grande senso di appartenenza. È quello che stiamo riscontrando nelle riunioni locali che abbiamo ripreso a...