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sabato, Dicembre 3, 2022

Dal Credito Cooperativo importante sostegno ai territori

Dal Credito Cooperativo importante sostegno ai territori

Lo ha ribadito il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’Assemblea annuale dell’Associazione Bancaria che si è tenuta l’8 luglio a Roma. “I Gruppi Bancari hanno svolto un ruolo di primo piano nel porre in atto le misure di sostegno al pubblico varate per contrastare gli effetti della crisi pandemica”

I Gruppi Bancari Cooperativi hanno “continuato a sostenere le economie dei territori di insediamento delle loro affiliate e incrementato la propria quota di mercato in termini di finanziamenti a famiglie e imprese”. Ad affermarlo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, all’Assemblea annuale dell’Associazione Bancaria che si è tenuta l’8 luglio a Roma.

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia


All’Assemblea, che si è aperta con la relazione del presidente, Antonio Patuelli, era presente anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele franco.
Secondo Visco, i Gruppi Bancari “hanno svolto un ruolo di primo piano nel porre in atto le misure di sostegno al pubblico varate per contrastare gli effetti della crisi pandemica”. A distanza di sei anni dalla riforma del 2016, ha ricordato Visco, “nonostante le non poche difficoltà iniziali, e una situazione congiunturale non favorevole, i nuovi Gruppi hanno ridotto il peso dei crediti deteriorati; diminuito il rapporto tra costi e ricavi; colmato quasi completamente il divario di redditività che li separava dalla media del sistema bancario”.
La Banca d’Italia, ha rimarcato il Governatore, rimane “aperta al dialogo con i Gruppi Cooperativi. Un dialogo “per individuare gli ambiti in cui è possibile semplificare le prassi di vigilanza e la regolamentazione; in modo da tenere debitamente conto delle loro peculiarità”.


A margine dell’Assemblea, il Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti ha ricordato il lavoro svolto dalle BCC nei primi tre anni di attuazione della riforma del 2016, che è consistito sostanzialmente nell’aumentare le quote di mercato nel credito ai settori ad alta intensità di lavoro, nel ridurre le sofferenze, nell’accrescere il numero dei soci e irrobustire il patrimonio.
Nel 2019, poi, tra gennaio e marzo, hanno avviato la propria operatività i due Gruppi bancari cooperativi, Iccrea (122 BCC) e Cassa Centrale (69 BCC e Casse Rurali). Nel 2020 ha iniziato la propria attività lo Schema di protezione istituzionale-IPS per le 39 Casse Raiffeisen dell’Alto Adige. Quindi, proprio nella fase di impianto dei nuovi Gruppi, in piena pandemia e mentre i due nuovi Gruppi bancari cooperativi si sottoponevano con esito positivo al severo esercizio di comprehensive assessment guidato dalla Banca Centrale Europea, le BCC e le Casse Rurali hanno migliorato la propria capacità di supporto al Paese e alle comunità.

Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse


Il Governatore della Banca d’Italia Visco, ha proseguito Gatti, ha sottolineato proprio questi aspetti nel corso del suo intervento, sottolineando come contestualmente i Gruppi abbiano continuato a sostenere le economie dei territori di insediamento delle affiliate incrementando la propria quota di mercato in termini di finanziamenti a famiglie e imprese.
Per Gatti le consolidate funzioni anticiclica (sotto il profilo dell’erogazione del credito all’economia reale) e sussidiaria (sotto il profilo della trasmissione delle politiche pubbliche alle comunità locali) sono confermate dai numeri. Le quote di mercato nel credito in agricoltura sono salite a marzo 2022 al 22,5%, nel turismo al 22,4 e nella piccola manifattura e artigianato al 24,1.


Allo stesso tempo, l’incidenza delle moratorie sui prestiti ha superato il 20%, contro il 12% circa della media dell’industria bancaria, mentre per i prestiti garantiti dallo Stato riferiti a misure di sostegno ha raggiunto il 17,3%, a fronte del 14,8% per il sistema, secondo i dati riferiti dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Paolo Angelini, nel corso di un recente convegno alla Bocconi.
“È questa – ha detto Gatti – l’ennesima conferma anche della funzione sociale delle banche cooperative a mutualità prevalente, che agiscono sui territori per mitigare gli effetti della pandemia su famiglie ed imprese, ed è ulteriore conferma della validità del modello di business mutualistico. Opportunamente attualizzato, esso contribuisce anche alla riduzione delle disuguaglianze dei redditi e a contrastare lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli borghi: in 695 Comuni l’unica presenza bancaria è quella delle BCC. Ne sono consapevoli le Regioni che in diverse hanno avviato cicli di audizioni e in alcuni casi anche già approvato risoluzioni e ordini del giorno che chiedono al Governo e al Parlamento europeo di alleggerire le norme europee che appesantiscono l’azione delle BCC nei territori”.

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