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sabato, Dicembre 3, 2022

Sostenibilità e credito cooperativo, un rapporto virtuoso

Sostenibilità e credito cooperativo, un rapporto virtuoso

Pubblichiamo un estratto della tesi con cui Maria Flavia De Bernardis ha conseguito il Master di II livello in “Banking and Finance” (BA.FI.) presso il Dipartimento di Management dell’Università “La Sapienza” di Roma. Il lavoro è centrato sul tema della sostenibilità, in particolare sul rapporto tra le BCC e i nuovi e pressanti fattori ESG, che certificano il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance. Il lavoro parte dalle caratteristiche delle banche di credito cooperativo nell’epoca moderna, per poi focalizzare l’attenzione sulla BCC di Roma, dapprima descrivendo brevemente la sua storia e la sua evoluzione per poi evidenziare il ruolo che in essa riveste la sostenibilità, intesa come valore inalienabile e imprescindibile dell’attività economica.
La partecipazione al Master è stata finanziata da una borsa di studio concessa dalla Fondazione Enzo Badioli e riservata ai soci o figli di soci della BCC di Roma

Il Direttore Affari Enti e Aziende Valentino Brusaferri insieme a Maria Flavia De Bernardis

Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da un crescente fervore e da un sempre più vivo interesse da parte del mondo accademico e della comunità professionale nei confronti di una gestione d’impresa che dia importanza a concetti quali responsabilità sociale d’impresa (rsa o Csr), esG, sostenibilità e circolarità. L’attenzione alla tutela dell’ambiente e la capacità di stare sul mercato con un occhio vigile e attento ai valori etici comportano un buono stato di salute del contesto competitivo che apporta benefici tanto all’impresa quanto alla comunità. Inoltre, gli allarmanti moniti inviati dalla comunità scientifica riguardanti lo stato di salute del nostro pianeta sottolineano quanto ormai sia imprescindibile e vincente far riferimento ad un’economia basata sull’inclusione e sulla sostenibilità.

Da questi presupposti trae spunto l’intento di questo lavoro, che è rivolto a dimostrare che alcune realtà all’interno del mondo bancario contemplano questo modello virtuoso di comportamento, il quale ridefinisce in termini più corretti, solidali e compartecipativi, la relazione coni cittadini, i soci, le imprese e la società in cui le banche operano. Si tratta del particolare “segmento” delle Banche di Credito Cooperativo che, non a caso, si qualificano come “differenti” e che in questi ultimi anni sono state protagoniste di un importante progetto di ristrutturazione di sistema. L’impegno che il Credito Cooperativo profonde si spiega in un’attività rivolta all’efficienza ed, insieme, alla solidarietà, con l’intento di promuovere una crescita responsabile e sostenibile dei
territori. Le BCC incarnano il simbolo e la testimonianza dell’attenzione rivolta alla persona, all’inclusione, alla intraprendenza e al dinamismo.

L’impegno in ambito di sostenibilità da parte del Credito Cooperativo può essere sintetizzato nell’art.2 dello statuto delle Bcc, «[…] la società ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera […]». la sostenibilità, infatti, per la BCC di Roma e il Gruppo iccrea, di cui fa parte, è intimamente inserita nel loro patrimonio “genetico”, e diventa un fil rouge che parte dalle origini fino ad arrivare ad oggi, sotto forma di fattori esG. Con esG si intende rappresentare, misurare e certificare la capacità delle aziende di calibrare e gestire il proprio impatto in termini ambientali, sociali e di governance.

Cosa è il Master di II livello in “Banking and Finance”

I Master di II livello in “Banking and Finance” (BA.FI.), attivato presso il Dipartimento di Management della “Sapienza” Università di Roma, rappresenta una delle esperienze formative post lauream più longeve all’interno del panorama universitario italiano.
Il Master prevede, dopo una formazione comune, due percorsi specialistici (curricula):
• il percorso in Professional Risk Management per le Banche (PRMB), il cui Referente scientifico è la Prof.ssa Pasqualina Porretta;
• il percorso in Professional Risk Management per le Imprese di Assicurazione (PRMIA), il cui Referente scientifico (nonché Direttore del Master) è il Prof. Fabrizio Santoboni.
Master BA.FI. è finalizzato a formare professionalità ad hoc per il governo integrato dei rischi, del capitale e della liquidità, per la pianificazione strategica di banche e imprese di assicurazione, per il management finanziario.
Il Master permette di acquisire principi di advanced analytics e data science, di conoscere le novità regolamentari, le tendenze evolutive del framework di vigilanza prudenziale e di gestione delle banche in crisi, gli strumenti e le technicalities per la misurazione e gestione dei rischi finanziari e non finanziari (ESG risk, cyber risk, misconduct risk).
Tra i diversi partner che hanno contribuito sia al sostegno economico degli allievi più meritevoli, BCC di Roma si segnala per la costante e importante partnership fin dalla prima edizione; infatti, la Fondazione Enzo Badioli ha erogato borse di studio, riservate a soci e figli dei soci, facilitando in tal senso lo sviluppo ed il rafforzamento delle loro competenze professionali.

Per quanto riguarda le banche, queste hanno un ruolo essenziale nel facilitare la riallocazione delle risorse finanziarie necessarie a sostenere la transizione verso sistemi economici maggiormente sostenibili. Gli intermediari che più velocemente integreranno correttamente i fattori esG nei loro processi di investimento e nelle decisioni creditizie potranno maturare un vantaggio competitivo nel cogliere le opportunità offerte dalla transizione, creando valore nel medio lungo periodo e acquisendo quanto più le competenze per una efficace gestione di fattori di rischio esG. Mentre i fattori esG possono avere impatti positivi o negativi, i rischi esG vengono definiti dall’eBa come la materializzazione negativa dei fattori esG. Risulta quindi fondamentale prendere in considerazione l’importanza del rapporto esistente tra l’economia e la sfera dei rischi ambientali, sociali e di governo delle imprese.

Volendo approfondire il nesso tra l’economia e i rischi appena definiti, è possibile innanzitutto affermare che questi hanno effetti negativi non solo sulla resilienza e sulla competitività nel lungo periodo dell’economia, ma anche sulla stabilità finanziaria di un sistema economico finanziario. l’affermazione pocanzi fatta è sostenibile analizzando il rapporto causa-effetto che scaturisce da un’errata esposizione a rischi ambientali, rischi sociali e a errori nelle scelte a livello di governance aziendale, che si tramutano inesorabilmente in vulnerabilità dell’azienda.

Il valore della sostenibilità nel credito cooperativo

La BCC di Roma è da sempre attiva nel sostenere le iniziative dei giovani. Ne ha dato conferma finanziando il Master in “Banking e Finance (BA.FI)”, presso l’Università Sapienza di Roma, della giovane socia Maria Flavia De Bernardis.
La Tesi, dal titolo Rapporto tra BCC e ESG. Elementi di successo per il prossimo futuro alla riscoperta dei fattori produttivi: terra, lavoro, capitale, rappresenta il lavoro di sintesi dello stage che Maria Flavia De Bernardis ha realizzato in BCC di Roma tra gennaio e giugno 2022.
È così che una giovane talentuosa ha avuto l’opportunità di affiancare colleghi del settore e vivere l’esperienza cooperativa sotto un altro punto di vista. Durante il suo percorso, Maria Flavia è stata accompagnata da un gruppo di colleghi – afferenti alle funzioni Pianificazione e Controllo, Affari Enti e Aziende e Risorse Umane – nella comprensione di come la sostenibilità sia intimamente inserita nel patrimonio “genetico” della Banca, e diventa un trait d’union che parte dalle origini fino ad arrivare ad oggi, sotto forma di fattori ESG. L’elaborato ripercorre le origini del credito cooperativo dalle prime organizzazioni fino ad arrivare ai giorni nostri, illustrando la gestione dei fattori ESG all’interno delle banche e approfondendo le novità normative introdotte dall’EBA in tema di valutazione del rischio di credito.
Nello specifico, i relatori della tesi, il Direttore Rossano Giuppa e il Direttore Valentino Brusaferri, hanno guidato Maria Flavia nell’approfondire come la BCC di Roma, e il Gruppo ICCREA di cui fa parte, promuove lo sviluppo sociale delle persone, delle famiglie, delle imprese di produzione, attraverso processi virtuosi che favoriscono lo sviluppo delle comunità locali anche nei momenti di profonda difficoltà come quello della pandemia

In sintesi, viene sottolineata l’importanza del prestare attenzione anche a quei rischi che non rientrano esclusivamente nell’ottica economico-finanziaria, bensì, fanno parte di rischi secondari ma che poi possono facilmente trasformarsi in minacce per la sopravvivenza dell’azienda stessa. Questi rischi, però, possono essere fonte di progresso, poiché mettono in discussione quello che è sempre stato il principio guida delle imprese, ovvero la massimizzazione del profitto come unico obiettivo di fondo portando il sistema economico a porre maggiore attenzione al nuovo concetto dello shared value, in cui le società migliorano il proprio posizionamento competitivo e creano valore economico se riescono a coadiuvare simultaneamente i loro bisogni a quelli sociali, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente.

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