Un’azienda in continua espansione

La Ciavolino International è il più importante produttore europeo di pinoli, forte di una salda collaborazione con le più note realtà della grande distribuzione. Ultimamente ha diversificato la sua attività, cimentandosi nel campo degli snack di frutta. Ne abbiamo parlato con Daniele Ciavolino, amministratore di questa realtà che non cessa di crescere

La Ciavolino ha un storia lunga. Come è nata?

L’azienda è nata ormai più di 50 anni, grazie a mio padre che la creò in provincia di Napoli. Poi per problemi logistici ci siamo spostati ad Ardea, nel Lazio. Ma siamo sempre rimasti una realtà a conduzione familiare, gestita da mio padre e da me, che ho la carica di amministratore. Attualmente è composta da tre società, con un fatturato complessivo di circa 40 milioni di euro. Posso dire che siamo i più importanti produttori in Europa di pinoli.

Com’è organizzata?

La nostra base è ad Ardea, dove abbiamo un moderno stabilimento produttivo, esteso su un’area di circa 30.000 mq. Ma abbiamo anche una sede all’estero, in Portogallo, che si occupa dell’acquisto delle pigne in Spagna, Turchia e Francia, che poi, via mare o via terra, arrivano ad Ardea, dove viene svolta tutta la lavorazione.

E come avviene la lavorazione?

La raccolta delle pigne avviene da autunno a primavera. Dopo un periodo di maturazione, le pigne vengono sottoposte a macinazione, dopodiché ne vengono ricavati i pinoli in guscio. Questi vengono poi sgusciati, lavati, asciugati, selezionati ed infine confezionati. Recentemente l’azienda ha integrato nel proprio stabilimento produttivo un laboratorio di analisi e ricerca che consente un monitoraggio quotidiano, dal punto di vista microbiologico, dei pinoli lavorati, al fine di garantire un elevato standard qualitativo. Al termine della lavorazione, per ogni lotto di produzione viene rilasciato un certificato di analisi microbiologica, nel rispetto delle più severe normative europee ed internazionali.

Non vi occupate però solo di pinoli…

Mi faccia fare una piccola premessa: fino a due anni fa il prodotto lo fornivamo ai grossisti, che poi confezionavano e distribuivano i nostri pinoli. Da due anni a questa parte abbiamo iniziato a fornire noi il prodotto finito, dunque già confezionato, alla grande distribuzione. È in concomitanza con questa svolta che abbiamo iniziato anche la produzione di snack di frutta, anche questi confezionati da noi, convinti di dover andare verso una diversificazione della nostra attività. È stata una scelta impegnativa ma importante. Abbiamo capito infatti che l’interesse della grande distribuzione era la semplificazione, ovvero avere un rapporto diretto con il fornitore saltando un passaggio, quello del confezionatore. I nostri clienti sono realtà importanti, come Coop, Esselunga, Carrefour e il nostro compito è quello di dare loro un servizio sempre più articolato.

Come si è strutturato il vostro rapporto con una banca localistica come BCC Roma?

Il rapporto con BCC Roma è iniziato non molti anni fa, nel 2006, e si è sviluppato un passo alla volta, ma in maniera sempre più salda. Tanto che l’ufficio estero della Banca credo sia cresciuto proprio seguendo l’intensa attività della Ciavolino. Posso dire che siamo riusciti a migliorarci insieme.