Una vita nella “banca della gente”

di Francesco Liberati

Dopo aver trascorso 57 anni nella Banca di Credito Cooperativo di Roma, nata nel 1954 come Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Romano, ho sentito il bisogno di lasciare traccia del mio lungo percorso, che si è legato strettamente con la vita e lo sviluppo della Banca stessa.

È una storia che parte nel 1962 con il mio arrivo a Roma da un piccolo paese dell’Abruzzo marsicano. Erano i tempi del boom economico italiano ed è allora che avvenne il momento di svolta fondamentale della mia vita sul piano umano e professionale. In quella sperduta periferia romana, dove aveva sede e sportello unico la Cassa, ebbi la possibilità di maturare un’esperienza vera e profonda a contatto con la gente più umile. Gente sana e operosa che cercava di costruirsi un futuro tra mille difficoltà e tante speranze.

Conservo nel cuore quell’indimenticabile avventura che mi ha forgiato come cooperatore, uomo di banca e manager. Da semplice impiegato cassiere ho avuto nel tempo la possibilità di crescere, divenendo dirigente, direttore generale e, quindi, amministratore e presidente della Banca.

Ho avuto il privilegio di stare vicino a uomini di valore, come Enzo Badioli, indimenticato presidente, che è stato il mio maestro di cooperazione e che mi ha voluto come direttore generale della Cassa alla fine degli anni ’80 e dal quale ho raccolto la fiaccola dopo la sua scomparsa nel ’95. Ho avuto la possibilità di partecipare a un’impresa entusiasmante, che ha portato la Banca a diventare un punto di riferimento economico e sociale riconoscibile e riconosciuto nei territori di competenza. Per arrivare a questi risultati è stato necessario il concorso di tanti, donne e uomini, dipendenti della Banca e cooperatori, che si sono impegnati par dare forza e concretezza all’idea del mutualismo creditizio malgrado diffusi scetticismi e preconcetti.

Oggi la Banca di Credito Cooperativo di Roma è la prima BCC italiana per dimensioni e mezzi intermediati ed è una delle aziende bancarie di medie dimensioni più solide del Paese, conservando sempre lo spirito costitutivo basato sui valori cooperativi della mutualità e della solidarietà.

Tenendo sempre presenti questi valori, mio sforzo costante è stato quello di superare nel corso del tempo i limiti e le emergenze organizzative della vecchia Cassa, soprattutto nei primi decenni della mia responsabilità manageriale.

Punto di attenzione principale è stato l’impegno per una crescente patrimonializzazione, grazie al quale oggi la nostra Banca gode di assetti prudenziali che sono garanzia di stabilità e sviluppo per soci, clienti e dipendenti.

Con la forza di questo patrimonio, in base alla recente legge di riforma del settore, la Banca ha aderito al Gruppo bancario cooperativo guidato da ICCREA, ma non cambierà il suo modo di operare e interpretare il mutualismo bancario, continuando a dare attenzione alla persona in quanto tale al di là dei freddi algoritmi di valutazione del merito creditizio.

Sono personalmente impegnato nell’accompagnare la Banca all’interno del nuovo contesto di gruppo e questo volume, che è la rappresentazione di 57 anni di passione e dedizione al servizio della gente, confido possa essere uno strumento per valorizzare la memoria come strumento di costruzione di fiducia per il futuro.