Una nuova economia inclusiva

Si è svolta a Firenze la Terza Edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, arricchita da numerosi ospiti e aperta dal presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Nel documento conclusivo, costituito da “7 tracce di lavoro e di senso” per preparare la prossima generazione ad affrontare al cambiamento, il richiamo al legame virtuoso che deve sussistere tra le banche di comunità e la creazione di lavoro equo e sostenibile, “macro leva di sviluppo durevole e strumento per ridurre le disuguaglianze di reddito”

“Alla ricerca di senso. Persone, lavoro, relazioni”. Questo il tema della Terza Edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si è svolta dal 24 al 26 settembre a Firenze. Il Festival, come noto, nasce da un’idea di Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), che lo promuove insieme a Confcooperative, ed è organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) con il contributo di Fondosviluppo.

Leonardo Becchetti

Il Festival, che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, è stato lanciato con un evento in streaming che ha visto protagonisti il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e Leonardo Becchetti, Direttore del Festival e cofondatore di NeXt.  “Ci sono tanti modi – ha detto Becchetti – per creare una nuova economia, a partire dalla cittadinanza attiva e dalla partecipazione dal basso. Ci sono tante imprese che mettono insieme il risultato del profitto con la sostenibilità e l’inclusione sociale. Sono però necessarie anche nuove regole, soprattutto nel commercio internazionale. C’è infatti il rischio che l’Europa sia la prima della classe, ma con costi di lavoro e ambientali troppo alti, oltre che con un fisco esigente. Il rischio è l’allontanamento di molte imprese che possono scegliere di andare a produrre altrove, dove magari i costi di gestione sono nettamente più bassi per via dello sfruttamento del lavoro, o mettendo la sede in paradisi fiscali con concorrenza sleale. Contro questo rischio, noi proponiamo una border tax, ora appoggiata anche dall’Europa, che è fondamentale per dare regole del gioco al mondo del mercato”.

Augusto dell’Erba, Presidente di Federcasse, ha affrontato il tema della ripopolazione dei borghi: “saranno fondamentali le infrastrutture del digitale, come l’incremento della banda larga, oltre ad un’implementazione dello smart working. Ma sarà importante investire sul lavoro, perché tutto questo è vincolato alla creazione di nuove opportunità lavorative. Possiamo avere anche le migliori infrastrutture, ma senza lavoro i borghi si spopolano. Occorrono normative europee che consentano alle banche di prossimità di creare finanza sul lavoro, finanziando il lavoro autonomo, pubblico e delle imprese”

Tra i molti interventi quello di Anna Manca, Vicepresidente di Confcooperative, sul tema della parità di genere: “la valorizzazione delle donne nel mondo economico, politico e sociale, è un tema portante per Confcooperative, ma dovrebbe esserlo per l’intero Paese. Senza una valorizzazione del talento femminile, infatti, sarà difficile raggiungere lo sviluppo di cui tanto si parla. In definitiva vanno valorizzate le competenze, ma facilitando al contempo un’organizzazione del lavoro che comprenda l’inclusione lavorativa. Tutto ciò, però, non deve ricadere solo su imprese a famiglie, ma bisogna affrontare la cosa con la struttura di un tavolo a tre gambe: impresa, istituzioni e famiglia. L’infrastrutturazione sociale, infatti, significa liberare quel tempo che le donne possono dedicare allo sviluppo della nostra comunità”.

Giovanni Battista Costa, Presidente NeXt, ha ricordato come “il consumo responsabile è un concetto culturale e globale molto importante. Al suo interno ha diverse sfaccettature, ma due sono fondamentali. La prima è scegliere prodotti derivanti da una filiera etica dal punto di vista di tutela lavorativa, mentre la seconda ci porta ad acquistare prodotti nel rispetto dell’ambiente”.

Elena Granata Professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano e Vicepresidentessa SEC, ha affermato che “se vogliamo cambiare l’economia, dobbiamo partire dalla scuola. Dobbiamo quindi cambiare gli insegnanti, i modi in cui si comunicano i contenuti della didattica e soprattutto il metodo. Durante il Festival abbiamo fatto riferimento alle tre E: empatia, esperienza ed emulazione. Su questo si deve basare il nuovo modello di insegnamento”.

Presentate nel corso della prima giornata le cinque buone pratiche d’impresa selezionate in tutta Italia come Ambasciatrici dell’Economia Civile 2021. Le aziende hanno avuto a disposizione 10 minuti per presentare le loro realtà imprenditoriali sostenibili e per intervenire sul consolidamento della sostenibilità ambientale e sociale e sulla replicabilità – locale e nazionale – del proprio modello di business.

Infine il documento conclusivo del Festival, costituito da “7 tracce di lavoro e di senso” per preparare la prossima generazione ad affrontare il cambiamento rispetto al tema cruciale della sostenibilità, per trovare la “felicità” che non è solo un’emozione, ma un modo di vivere e di costruire la comunità, anche dal punto di vista economico e finanziario. Di particolare importanza, per il Credito Cooperativo, il richiamo nel primo punto programmatico al legame virtuoso che può e deve sussistere tra le banche di comunità e la creazione di lavoro “giusto”, equo e sostenibile, “macro leva di sviluppo durevole e strumento per ridurre le disuguaglianze di reddito”.