Una lezione per l’ambiente

di Maurizio Aletti

In futuro dovremo agire per la questione climatica con lo stesso vigore che stiamo mettendo contro l’epidemia che ci sta colpendo. È una delle prossime grandi sfide che ci attendono, accanto a quelle economiche e finanziarie delle quali ancora non si riesce a focalizzare i complessi contorni

Il coronavirus ha trasformato la vita di tutti i giorni in modo così significativo che gli effetti sono già visibili dallo spazio. In Cina, dove centinaia di milioni di persone sono state messe in quarantena, le foto satellitari del prima e del dopo mostrano che l’inquinamento sta scomparendo. Negli Stati Uniti, visto che il numero dei contagi è purtroppo in ascesa, le aziende, come in Italia, chiedono ai dipendenti di lavorare da casa e annullano conferenze, incontri, dibattiti, eventi. Le scuole hanno chiuso temporaneamente i battenti, in decine di Paesi. I cambiamenti sono stati improvvisi, guidati dal diffuso riconoscimento che siamo di fronte a un’emergenza senza precedenti negli ultimi 100 anni.

Nel mondo, insomma, i governi e i cittadini hanno rapidamente cambiato le abitudini quotidiane. Lo stesso non è successo quando si è trattato di affrontare un’altra emergenza che ci deve stare a cuore, quella rappresentata dalla crisi climatica. Al proposito mi ha colpito la riflessione di Adele Peters sul sito www.fastcompany.com, che prendeva spunto da quanto affermato da May Boeve, direttore esecutivo del gruppo di difesa del clima 350.org, e cioè che “i governi possono agire e le persone possono cambiare il loro comportamento in pochissimo tempo” e, inoltre, che “è possibile che una grande mobilitazione delle risorse e delle attività avvenga in un breve lasso di tempo. In un certo senso questo è incoraggiante”.

Detto questo, viene anche affermato che tra emergenza Covid-19 e cambiamenti climatici ci sono somiglianze: in entrambi i casi, la comunità scientifica ha offerto avvertimenti chiari su cosa fare. Entrambe le questioni riguardano la salute pubblica. Il cambiamento climatico, infatti, sta già creando danni notevoli, peggiorando la qualità della vita di milioni di persone. Basti pensare alla grande siccità in Africa o ai drammatici incendi in Australia e in California. Fatte le dovute differenza, se il mondo rispondesse ai cambiamenti climatici con la stessa decisione con cui sta affrontando il coronavirus, le cose potrebbero cambiare. I Governi potrebbero trovare i fondi per costruire le infrastrutture necessarie ad implementare significativamente le energie rinnovabili. Le regole di sviluppo cambierebbero e, probabilmente, potremmo limitare drasticamente l’industria petrolifera, del carbone e del gas che ancora prospera abbondantemente nelle nostre economie. È questa una delle prossime grandi sfide che ci attendono, accanto a quelle economiche e finanziarie delle quali ancora non si riesce a focalizzarne i complessi contorni.

Ma prima va sconfitta questa emergenza pandemica che tanti danni e tanti lutti sta causando.