Una concreta rete di solidarietà

Quattro domande a Don Benoni Ambarus,  Direttore della Caritas di Roma

Don Benoni, come nasce l’idea del Fondo Famiglia?

Il Fondo Famiglia è uno dei segni promossi dalla Chiesa di Roma per il Giubileo della Misericordia che abbiamo vissuto nel 2016. In quegli anni si vedevano ancora le conseguenze della crisi economica iniziata nel 2008, con un aumento della precarietà economica di molte famiglie. Sempre più spesso, anche ai nostri giorni, si rivolgono ai nostri centri di ascolto giovani famiglie che vivono disagi momentanei, dovuti ad avvenimenti a cui non riescono a far fronte: perdita di un lavoro, separazioni, malattie o anche la nascita di un figlio. Situazioni di povertà non croniche ma che per poter essere risolte hanno bisogno che non venga compromessa la stabilità della famiglia. Ecco allora che con il Fondo Famiglia riusciamo a pagare la rata del mutuo in scadenza, l’iscrizione universitaria o le cure mediche necessarie.

Come si articola concretamente l’aiuto che mette a disposizione questo strumento?

Si tratta di uno strumento a supporto delle comunità parrocchiali che entrano in contatto con queste situazioni più difficili. Un aiuto che si aggiunge a quanto già messo in atto dalle Caritas parrocchiali nel percorso di accompagnamento della famiglia. I beneficiari vengono infatti assistiti da una rete più ampia di servizi come gli Empori territoriali per poter fare la spesa gratuitamente, l’assistenza legale e fiscale, la consulenza psico-sociale.

L’aiuto del Fondo, senza alcuna pretesa di restituzione, interviene per garantire una maggiore efficacia all’intervento di sostegno che la comunità parrocchiale ha pensato. Vi si accede presentando un Progetto di aiuto elaborato dai Centri di ascolto parrocchiali insieme alla famiglia. Questo perché sarebbe un grave errore se anche attraverso un aiuto economico non stimolassimo e promuovessimo responsabilità, se non attivassimo i componenti del nucleo familiare a prendersi cura di loro stessi.

Siamo consapevoli che in tal modo, attraverso le parrocchie, possiamo fare davvero rete di solidarietà, ponendoci accanto a quelle famiglie che le comunità parrocchiali conoscono meglio, con le quali hanno avuto modo di approfondire le loro fragilità e insieme di capirne le capacità, evidenti o residuali.

Come si è evoluta la domanda di aiuto in questi anni di crisi economica generale?

A beneficiare di questo aiuto sono state 348 famiglie per un impegno complessivo di 540mila euro. Si tratta di famiglie in difficoltà alloggiativa, che hanno avuto la necessità di disporre di una quota per coprire le spese di caparra per un nuovo affitto oppure che erano in arretrato con pagamenti di condominio, mutuo, utenze. Tutti debiti accumulati in seguito a difficoltà superate o in corso di superamento.

Con altri interventi abbiamo sostenuto le famiglie indebitate con finanziarie alle quali pagavano interessi altissimi: somme che hanno permesso di attivare progetti curati dalla Fondazione Antiusura “Salus Populi Romani”.

Ci sono state numerose famiglie che hanno chiesto aiuto alle comunità parrocchiali per qualificare con corsi di formazione la loro capacità e porre le condizioni per una nuova opportunità lavorativa; altre che ci hanno chiesto aiuto per acquistare macchinari per migliorare, qualificare o salvare la loro attività lavorativa. Vi sono stati anche degli interventi per coloro che hanno chiesto aiuto per curare i loro figli, nella salute e nell’istruzione.

In quali altri ambiti è impegnata la Caritas di Roma nell’azione di sostegno al territorio?

La Caritas di Roma è un organismo pastorale della diocesi presente nella città con 52 opere-segno – ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali – impegnate a supporto delle comunità coordinandosi con 157 centri di ascolto parrocchiali.

Un’attività che, nel 2018, ha visto impegnati più di 4mila volontari per accogliere nelle mense oltre 11mila persone; ospitare 2mila senza dimora, famiglie, vittime di tratta e violenza; curare 4mila malati indigenti, incontrare e sostenere 15 mila detenuti. Grande l’impegno delle parrocchie per dare “ascolto” a 21mila famiglie. Oltre 385mila pasti distribuiti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani. Un’opera pedagogica che ha coinvolto anche 7mila studenti delle scuole superiori.