Un punto di riferimento per il territorio

Il Dottor Pietro Di Fraia (socio della nostra Banca) è a capo di uno studio medico specializzato in citologia, biologia molecolare, istologia e microbiologia. Si tratta di una struttura che è ormai un punto di riferimento per tutto il territorio di Colleferro, e non solo, soprattutto in questo periodo di pandemia.Al dottor Di Fraia abbiamo chiesto quali cambiamenti strutturali porterà nelle nostre vite la consapevolezza dell’esistenza di virus insidiosi come il Covid

Dottore, quali sono le attività principali che caratterizzano la struttura che lei dirige?

Il nostro è un laboratorio particolare perché si occupa di quattro diversi settori specifici: istologia, immunoistochimica, esami citologici di qualunque distretto corporeo, esami microbiologici. Questi ultimi, in particolare, rappresentano un campo decisivo per il futuro della medicina preventiva e predittiva, nell’ambito delle patologie oncologiche, fisiologiche e alimentari. Attraverso i test sul dna, infatti, ricaviamo informazioni circa la componente ereditaria che predispone all’insorgenza di alcune patologie. Di conseguenza possiamo, ad esempio, proporre percorsi di educazione alimentare e nuovi stili di vita per favorire il benessere e mantenere lo stato di salute della persona. Pensiamo ai bambini, di cui possiamo già prevedere in tenera età a cosa andranno incontro nella vita per quanto riguarda l’alimentazione. Le conseguenze in tema di qualità della vita sono enormi. Non ci dimentichiamo che l’intestino è come un secondo cervello.

Come è organizzato lo studio?

La nostra struttura è composta da circa 20 specialisti, tra biologi, microbiologi e citobiologi. Poi c’è il personale infermieristico e di refertazione. La nostra missione è quella di dare nel tempo più breve le risposte citologiche e istologiche che il paziente aspetta generalmente con ansia. In questi ultimi mesi, inevitabilmente, ci stiamo occupando con particolare attenzione del problema Covid, usando tutte le metodologie conosciute, soprattutto il tampone antigenico che ha una buona attendibilità. Stiamo attendendo il decreto regionale che a breve ci consentirà di eseguire anche il test molecolare, col quale si potrà completare il ciclo dei controlli. Noi siamo già pronti.

Immagino che siate un punto di riferimento per il territorio…

Credo proprio di sì, ma non solo per il territorio di Colleferro. Siamo partiti da lontano. Personalmente posso dire che questa struttura ha ampliato un’attività già intrapresa dopo gli studi universitari. Io sono medico e biologo, specializzato sia in patologia clinica che in citologia, il che mi consente di avere una visione ampia dei problemi di cui mi occupo. Oggi lavoriamo in realtà un po’ in tutta Italia, raccogliamo campioni che ci vengono da molte città e ci stiamo gradualmente strutturando per aumentare la capillarità del nostro servizio. 

La ricerca che parte ha nel vostro lavoro?

Grandissima. Nella parte non aperta al pubblico lavoriamo per laboratori, cliniche, specialisti, con l’ambizione di anticipare le risposte di cui il settore della medicina ha continuamente bisogno. A questo proposito voglio anticipare che nel 2021 daremo vita a una start-up dedicata proprio alla ricerca farmacologica. D’altra parte lavoriamo  in stretta sinergia con il laboratorio spagnolo di Lorgen, una delle più autorevoli imprese di innovazione biotecnologica in Europa.

Vi occupate però anche di medicina estetica. Perché questa scelta?

Perché riveste un’importanza non secondaria, e ci tengo a sottolinearlo. Chi si vede meglio si ammala di meno, ha un equilibrio psico-fisico migliore, ha un sistema immunitario più attento. 

Problema Covid. Quanto è cambiata la vostra attività in questi mesi di pandemia mondiale? E quali lezioni possiamo trarne?

Credo – e lo credo sin dai tempi dei miei studi universitari – che il problema più grande che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi decenni è rappresentato dai virus, nei confronti dei quali moltissimo dovrà fare ancora la ricerca. Ci dobbiamo preparare. Sicuramente, dopo questa emergenza saremo più attenti all’igiene personale e a quella degli ambienti: abbiamo visto quanto questo è importante con una pandemia in atto. Per noi medici in particolare è cambiato tantissimo, perché nel contatto con il paziente bisogna ormai porre la massima attenzione. Distrazioni in questo contesto non sono ammesse.

Giuliano Polidori