Un punto di riferimento per il territorio

Intervista a Tobia Mascolo, socio della nostra Banca e amministratore del Gruppo Genesi, una catena di negozi che si occupa di abbigliamento per bambini. Una realtà in espansione, iniziata  30 anni fa e che oggi conta decine di punti vendita in tutto il Lazio

Andiamo subito nel dettaglio. Di cosa si occupa il Gruppo Genesi?

Ci occupiamo di abbigliamento per bambini e lavoriamo sostanzialmente nel territorio laziale: il punto vendita più a Nord si trova a Ciampino, il più a Sud a Fondi. La sede legale e la logistica si trova a Velletri. Siamo una catena di proprietà con all’interno marchi multi-brand e lavoriamo con le firme più importanti del settore, da Armani Jeans a Tommy Hilfiger, da Replay a Guess. Una fascia medio-alta insomma, centrata sui minori da 0 a 16 anni.

Come hai iniziato questa attività?

L’ho iniziata prestissimo, quasi per gioco. Avevo 18 anni e nei mesi estivi per guadagnarmi qualche soldo facevo l’ambulante di calzature insieme a mio padre. Mi guardai intorno e notai che i nostri confinanti di banco avevano abbigliamento per bambini.  Avendo un caro zio in Puglia, produttore proprio di abbigliamento per bambini, acquistai una scatola di tute da 36 pezzi e la vendetti in una sola giornata al nostro vicino di banco. Da lì è partito tutto: da due scatole a quattro scatole, e così via. Ci siamo ben presto ingranditi nel settore ingrosso e nel giro di soli 7 anni – quando abbiamo capito che cominciava ad essere complicato riscuotere i crediti – abbiamo aperto nel 1993 il primo punto vendita con marchio Rubacuori a Velletri. Poi l’espansione, che ci ha portato ad arrivare a venti punti vendita con superfici da 120 a 600 mq e ad avere una piattaforma e-commerce.

Quante sono le persone che lavorano con Voi?

Oggi come gruppo abbiamo alle nostre dipendenze tra punti vendita, uffici, e logistica circa 50 dipendenti.

Come avete affrontato questo anno e mezzo di crisi pandemica?

C’è stato inevitabilmente un calo del fatturato, come per tutti, ma abbiamo realizzato accordi con i proprietari dei locali e con le aziende fornitrici che ci hanno permesso di gestire al meglio questo momento così difficile. Oggi siamo di nuovo in carreggiata.

Che tipo di rapporto è quello con BCC Roma?

BCC Roma ci ha offerto un tipo di rapporto non solo commerciale, ma anche umano, fatto di relazione e colloquio. Si tratta di elementi che cominciano ormai a scarseggiare ovunque. Ed è proprio questo che dà alla vostra Banca qualcosa in più rispetto alla media. Anche perché stando sul territorio si capiscono molte cose e si comprendono a fondo le esigenze del tessuto economico.

Prospettive future?

Adesso l’attività sta passando gradualmente nelle mani della Rbc, la società gestita da mio fratello che prenderà il testimone di questi decenni di attività. Io metterò a disposizione di questa nuova realtà in espansione tutta l’esperienza che ho maturato sul campo.   

G.P.