Un nuovo studio sul Beato Andrea Giacinto Longhin

Presentato recentemente un libro di Mons. Lucio Bonora, che evidenzia quanto le idee e le iniziative proposte dal Movimento liturgico, che nel primo ‘900 stavano gradualmente penetrando anche in Italia, fossero coltivate in una diocesi come Treviso, guidata dal 1904 al 1936 dal vescovo cappuccino Longhin

Lo scorso 26 marzo si è tenuta a Roma, presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, la presentazione del libro di Mons. Lucio Bonora, La liturgia agli albori del XX secolo. L’opera pastorale del beato A. G. Longhin, Vescovo di Treviso (1904-1936). Presso l’Aula Capitolare dell’Abbazia benedettina, onorati dalla presenza tra i Relatori del Cardinale Segretario di Stato vaticano, Card. Pietro Parolin, sono convenuti studiosi della materia, insegnanti e studenti del Pontificio Istituto Liturgico, devoti del beato Longhin, estimatori ed amici di Mons. Bonora, sacerdoti e laici provenienti da Treviso e dalla Curia Romana. Fra i presenti Sua Em.za il Card. Domenico Calcagno, Presidente emerito dell’APSA; Sua Altezza Em.ma il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, accompagnato dal Primo Consigliere dell’Ordine, Principe A. Boncompagni Ludovisi Altemps; le Loro Ecc.ze Rev.me i Mons. Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine; Mons. Angelo Acerbi, Nunzio Apostolico; Mons. Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico; Mons. Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico; Mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, con il Vice prefetto dott. Paolo Vian; Mons. Marco Mellino, Segretario Aggiunto del Consiglio dei Cardinali C6; il Rev.mo Don Franco Bergamin, Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi; il Delegato dell’Abate Primate dei Benedettini.

Il saluto iniziale ai presenti è stato porto dal Prof. Stefano Visintin, OSB, Rettore Magnifico dell’Ateneo. Il Preside del Pontificio Istituto Liturgico, Prof. Jordi-Piqué i Collado, ha dato il via alle relazioni introducendo l’argomento e dando la parola ai due relatori. Di interesse è stata la relazione svolta dal Decano della Facoltà di Teologia, prof. Eduardo Lopez-Tello-Garcia, che ha colto, tra l’altro, nello studio di Bonora un utile approfondimento per ricostruire dal punto di vista strettamente liturgico, un significativo periodo di passaggio dal devozionalismo ottocentesco praticato nelle celebrazioni, ad una rinnovata visione della liturgia, che troverà compiutezza nel Concilio Vaticano II. La parte centrale della presentazione è stata svolta dall’ampia ed approfondita relazione del Cardinale Pietro Parolin, il quale ha tracciato un articolato percorso, attraversando anche la storia delle contigue diocesi venete di Treviso e Vicenza (sua diocesi natale) nella prima metà del ‘900, per poi approdare in modo dettagliato e specifico al ruolo avuto dal beato Longhin nel contesto del Movimento Liturgico, ma ancora di più offrendo un’autorevole riflessione sul ruolo della Liturgia nell’esperienza cristiana del fedele, soffermandosi poi ad esprimerla nell’intervista concessa a Vatican News. Mons. Bonora ha quindi preso la parola per ringraziare i presenti e svolgere alcune brevi considerazioni che hanno sintetizzato il valore del suo lavoro. Ha affermato che lo studio, condotto con metodo storico-critico, ha inteso “evidenziare quanto le idee e le iniziative proposte dal Movimento liturgico, che nel primo ‘900 stavano gradualmente penetrando anche in Italia, fossero coltivate in una diocesi come Treviso, patria natale di Pio X, guidata dal 1904 al 1936 dal beato vescovo cappuccino Andrea Giacinto Longhin”. Ed ha sottolineato che “Questo vescovo non fu un tecnico della liturgia, né un vero e proprio maestro nel senso moderno del termine. Fu, però, un pastore. Un pastore dotto e austero, osservante scrupoloso della celebrazione, ma che nella sua vasta e diversificata produzione magisteriale e disciplinare poté offrire ai fedeli indicazioni sulla centralità della liturgia nella vita cristiana. Una liturgia da conoscere innanzitutto nei suoi testi e da penetrare nei suoi significati mistici. Una liturgia alla quale partecipare attivamente come singoli e come assemblea orante. Una liturgia che plasma la vita di sacerdoti e di fedeli rendendoli capaci di santità e di responsabilità. Una liturgia che anima una vera pietà cristiana, centrandola nell’eucaristia, dalla quale si sprigionano perenni e vitali energie per una fedele sequela di Cristo”. Le conclusioni sono state affidate al prof. Jordi-Piqué i Collado, Preside del Pontificio Istituto Liturgico di S. Anselmo, mentre ai presenti è stato distribuito un breve profilo del vescovo beato ad ulteriore conoscenza della sua figura e della sua opera. Mons. Bonora con la sua più recente fatica, ha portato in alto il nome del beato Longhin facendone scoprire ed apprezzare l’ennesima sfaccettatura della sua personalità, mettendo in luce, ancora una volta, la ricchezza e bellezza dell’azione pastorale del grande vescovo cappuccino. In questo caso fatta di amore per l’azione liturgica e di ciò di cui essa è portatrice. Si è trattato di un grande dono verso i devoti e gli studiosi del Beato, un motivo di ulteriore orgoglio per la Chiesa di Treviso e per Fiumicello di Campodarsego, paese natale di Andrea Giacinto Longhin.

Emanuele Coletto

 

Presidente Associazione Mons. A. G. Longhin