Spendo, sportivamente spendo

Intervista a Federica Sciarelli, storica conduttrice di Chi l’ha visto? e uno dei volti più noti del panorama televisivo italiano: “Non spendo per accessori o abbigliamento, tutti i miei soldi se ne sono andati per viaggi e le mie passioni sportive. Gli e-book? Giammai. Amo la carta, tanto che mi sono fatta costruire una libreria nel salone secondo criteri bibliometrici”

di Annalisa Bucchieri

Da oltre 16 anni il mercoledì sera circa tre milioni di italiani la seguono in televisione e la apprezzano. Sia per una coltivata capacità di misura e di equilibrio sia per quella dose di empatia con le persone che cercano il suo aiuto in una trasmissione mai scadente nel patetismo o nella tv del dolore. Uno dei volti più noti e anche più amati della Rai, Federica Sciarelli, storica conduttrice di Chi l’ha visto?, in realtà è una persona molto riservata che tiene la sua vita privata lontano dai riflettori e dai gossip. Anche perché prima di essere un personaggio del piccolo schermo è soprattutto una giornalista con i fiocchi, formata da una esperienza professionale ultra-quarantennale. Il significato della parola gavetta l’ha appreso sul campo: ha iniziato, infatti, a lavorare a soli 20 anni grazie ad una borsa di studio per l’avviamento alla carriera giornalistica, piazzandosi seconda su diecimila partecipanti. Cerchiamo di scoprire di più su come questo precoce ingresso nel mondo professionale abbia influenzato il suo rapporto con il denaro.

Qual è stato il tuo primo lavoro remunerato?

Da ragazza ho fatto babysitteraggio e molte, moltissime ripetizioni agli studenti che dovevano recuperare… sono sempre stata tenace e secchiona.

Ricordi cosa ti sei “regalata” con il frutto di questi lavoretti iniziali?

Mi comprai un paio di occhiali da sole Rayban di cui andavo orgogliosissima. Poi quando cominciai a lavorare a 24 anni all’ufficio informazioni del Senato mi potei permettere il mio primo grande viaggio direzione Cuba.

Sei una fashion victim? Qualcosa che ti attira irrefrenabilmente verso lo shopping?

Assolutamente no. Non spendo per accessori o abbigliamento, mentre tutti i miei soldi se ne sono andati per viaggi e attrezzature sportive. Ho praticato atletica leggera, pattinaggio su ghiaccio, hockey su prato, pratico la bicicletta campestre e attualmente sto prendendo lezioni di rollerblade. Sicuramente spendo di più in pattini che in scarpe con il tacco. Ah, dimenticavo i libri, compro libri, libri, libri…

I libri occupano spazio a casa e bisogna spolverarli, sei passata alla spesa hi-tech cioè all’e-reader?

Giammai… Amo la carta e i libri di carta, tanto che mi sono fatta costruire una libreria in muratura enorme nel salone secondo criteri bibliometrici: tutti i miei Oscar Mondadori hanno lo scaffale della loro altezza. Insomma, ho ottimizzato gli spazi.

Sei più cicala o formica?

Da giovane più formica perché ho sempre ottenuto il denaro con la mia fatica, ho lavorato da ragazza anche per potermi pagare le lezioni di pianoforte. Adesso che guadagno bene sono diventata di più larga manica, soprattutto riesco a soddisfare i desideri di Giovanni Maria (il figlio che abita con lei, ndr). Comunque, quando devo gestire aspetti fiscali, burocratici, commerciali viene in mio aiuto Marina, la mia splendida sorella. Senza di lei non saprei raccapezzarmi. Non sono una business woman.

Il tuo miglior investimento finora?

Direi mio figlio, ma come investimento di energie esistenziale e affettivo. Mentre dal punto di vista materiale sicuramente la casa che ho acquistato da giovanissima con il mutuo, e che finalmente ora è tutta mia.

Hai mai utilizzato la forma del baratto?

Sì soprattutto in viaggio. Una volta in Kenia c’erano dei negozietti sulla spiaggia con degli oggetti di artigianato splendidi ma io ero a fine vacanza e quindi senza soldi. Barattai jeans, cappello e altre cose di foggia occidentale che a loro piacevano molto con un coltello Masai, delle statuette e monili. Ero giovane e mi divertì parecchio questo scambio.