Sempre pronti a fare la nostra parte

di ROBERTO GANDOLFO

Mentre mi accingo a scrivere questa consueta rubrica, stiamo ancora combattendo con la pandemia, nel pieno della terza ondata. Il bilancio delle vittime giornaliere è ancora terribile. A causa della pandemia sembra che la durata media della vita sia addirittura diminuita: fino a 4-5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali. 

Rispetto ad un anno fa, però, vediamo finalmente la luce in fondo al tunnel. Il piano delle vaccinazioni procede, pur tra mille difficoltà. Per settembre la gran parte della popolazione italiana sarà in sicurezza.

Il virus ci ha aggredito in un momento in cui il nostro Paese era già particolarmente provato da anni di stasi nei consumi e di decrescita degli investimenti, incerto sulle prospettive future, legato ad un modello di sviluppo fragile. La nostra società era certamente indebolita, ma tuttavia ancora sufficientemente vitale per resistere e combattere come abbiamo fatto. Potranno esserci stati degli errori nel fronteggiare una realtà improvvisa e sconosciuta, ma non va ignorato quanto di positivo è stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all’impegno dispiegato da tante parti. Abbiamo avuto la capacità di reagire. La società ha dovuto rallentare ma non si è fermata. 

Anche la Banca si è fortemente impegnata a fare la propria parte, non si è mai fermata, non venendo mai meno alla sua funzione di intermediario creditizio al servizio delle comunità locali. Anche nei momenti più critici le nostre agenzie sono rimaste aperte, salvo chiusure temporanee di alcune filiali per motivi sanitari, e nel corso dell’anno non è mai venuto a mancare il sostegno a famiglie e imprese, con nuove erogazioni per oltre 2 miliardi, di cui 905 milioni con garanzia dello Stato a favore di circa 13mila PMI. Inoltre la Banca ha concesso moratorie a seguito della pandemia per 1,5 miliardi.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca lo scorso anno ha deliberato donazioni destinate all’Ospedale Spallanzani, al Policlinico Gemelli, alla ASL 01 dell’Abruzzo a cui fanno capo gli ospedali dell’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, all’Azienda Ospedaliera di Padova, alla Cooperativa OSA di Roma e ai Presidi ospedalieri di Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo.

Anche l’attività ordinaria non è venuta meno, e il 17 marzo scorso il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di Bilancio 2020, sottoposto all’Assemblea dei soci del 23 aprile. Abbiamo chiuso il 2020 con un utile di 36 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto al 2019. Un risultato eccellente che ci consente di accantonare ulteriori riserve indivisibili. Ciò porta il patrimonio aziendale ad attestarsi a 742,9 milioni (+5,2%), mentre i fondi propri hanno raggiunto gli 805,2 milioni (+3,2%) con un CET 1 ratio del 16,2%.

Gli impieghi sono pari a circa 9 miliardi di euro, cresciuti del 10,4% rispetto all’anno prima e del 98% negli ultimi dieci anni. La raccolta diretta è stata di 10,3 miliardi (+6%), mentre quella indiretta di 2,5 miliardi (+13,4%). La raccolta totale è stata di 12,8 miliardi di euro, incrementata del 7,3%. La nostra Banca ha raccolto di più e ha investito di più, sempre negli stessi territori ove opera con le sue filiali nel tessuto locale e verso i soci.