Pronti per le sfide che ci attendono

di Roberto Gandolfo

Come saprete il Consiglio di Amministrazione della nostra Banca mi ha nominato Direttore Generale. Guidare l’esecutivo della Banca di Credito Cooperativo di Roma è un incarico di cui sento pienamente la responsabilità, ma sono certo – conoscendo bene da più di 25 anni la nostra struttura – di poter assolvere al meglio a tutte le aspettative del Consiglio.

Viviamo in un contesto di cambiamenti veloci. Mercato, regole, metodi di lavoro: tutto è cambiato rispetto solo a pochi anni fa. Molte delle banche concorrenti che un tempo ci sottovalutavano non esistono più o sono diventate filiali di banche estere. Noi invece ci siamo, e anche più forti.

Oggi la BCC di Roma fa parte del Gruppo Cooperativo diretto e coordinato da Iccrea, della quale siamo i singoli maggiori azionisti con il 5,7% delle azioni e nel cui Consiglio di Amministrazione e Comitato Esecutivo è presente il nostro Vice Presidente Vicario Maurizio Longhi. Al Gruppo siamo legati da un contratto di coesione in virtù della legge di riforma del 2016, e siamo solidali con le altre 141 BCC che ne fanno parte in base ad un sistema di garanzie incrociate.

Ma la solidarietà mostrata nel tempo con le altre banche cooperative fa parte del nostro DNA, come dimostrano le 24 operazioni straordinarie di incorporazione o acquisizione di attività, passività o rami di azienda effettuate per salvaguardare BCC in difficoltà.

La legge di riforma del Credito Cooperativo consente alle banche “virtuose”, con i conti in ordine come la nostra, di rimanere autonome nella propria gestione. Nel contempo, però, le economie di scala di gruppo ci offriranno l’opportunità di un miglioramento organizzativo ed economico, e noi sapremo cogliere questi vantaggi.

Siamo la 22ª banca italiana, pur operando solo in tre regioni e neanche in tutto il territorio di queste regioni. Siamo altresì la terza banca cooperativa italiana dopo due grandi banche popolari che ancora non si sono trasformate in società per azioni.

Ma il posto in classifica per noi è importante solo se c’è la solidità. E noi siamo una delle banche di media dimensione più solide; a marzo il CET1 ratio, fondamentale indicatore di solidità patrimoniale, era del 14,4%, ben superiore al requisito minimo stabilito dalla Banca d’Italia e pari al 6,8%.

Per essere solidi dobbiamo proseguire il nostro percorso di crescita, in maniera prudente e oculata, come abbiamo sempre fatto. Vogliamo continuare e continueremo a restare a fianco di soci e clienti per ogni fabbisogno finanziario: investimenti, progetti di vita, consumi, sogni, ma anche per i problemi. L’incremento della raccolta indiretta, e in particolare del risparmio gestito, per ottimizzare le risorse dei nostri soci, sono altro importante obiettivo.

Desideriamo consolidare la nostra posizione nei mercati di riferimento e, in particolare, in quelli di recente acquisizione, sulla base del nostro modello di relazione con il territorio, con la compagine sociale e la clientela, facendo leva sui punti di forza che ci contraddistinguono, in primis nella capacità relazionale e nella qualità del processo di erogazione e gestione del credito.

Consolidamento, sviluppo nel territorio ed efficientamento del modello organizzativo nella nuova visione strategica di gruppo procederanno avendo sempre a riferimento la nostra mission di banca cooperativa orientata al territorio e alla responsabilità sociale.