Previdenza complementare e Tfr: quali opportunità?

Grande partecipazione per il convegno organizzato da BCC Roma a Padova su un tema di sempre più stringente attualità come la previdenza. La denatalità e l’allungamento della vita media della popolazione rendono necessarie nuove strade per assicurare anche in futuro coperture pensionistiche adeguate, cogliendo le opportunità e i vantaggi fiscali previsti dalla attuale normativa

Erano quasi 200 le imprese ospiti della BCC di Roma lo scorso il 12 novembre al Crowne Plaza Hotel di Padova per il convegno “Previdenza Complementare e Tfr: quali opportunità?”, organizzato dal responsabile del Servizio Sviluppo Commerciale Retail Gianluca Scimia, insieme a BCC Ri­spar­mio&Previdenza. Si è trattato di una utile occasione per approfondire i vantaggi tecnici e fiscali della previdenza integrativa e del trasferimento dei Tfr dei dipendenti, su base volontaria, al sistema dei fondi pensione individuali.

Il Vice Direttore Generale Vicario Francesco Petitto, in apertura, ha ricordato il lavoro messo in campo dalla Banca per intensificare i rapporti con il territorio, non soltanto in materia di supporto allo sviluppo tramite la mission classica degli impieghi alle famiglie ed alle imprese, ma anche come consulenti di un intero sistema, quello del Veneto centrale, in cui la relazione tra impresa, società e famiglie è più stretta e interconnessa che altrove. “Con i nostri 38 sportelli veneti – ha detto – abbiamo ricostruito un rapporto intenso con un territorio sano, produttivo e vivace. Attraverso  questa iniziativa contiamo di stimolare ulteriormente l’interesse di questo territorio verso due strumenti importanti già ben presenti nelle scelte dei veneti e dei padovani”. Ha poi sottolineato come quello della previdenza complementare sia un settore di importanza crescente ma che si tende a sottovalutare. Si affermano, sempre più chiaramente, tendenze che già negli anni ’80 stavano emergendo, e cioè la denatalità e l’allungamento della vita media della popolazione, aspetti che influiscono direttamente sulla tenuta del sistema pensionistico pubblico.

Il Direttore dell’Area Finanza Daniele Caroni ha introdotto i lavori sottolineando alcuni aspetti cruciali, che fanno da cornice al tema della previdenza complementare, a partire dalla questione dell’invecchiamento della popolazione italiana. La percentuale degli over 65 rispetto a coloro che sono in età lavorativa sta infatti aumentando in maniera sempre più evidente. Tra 30 anni questa percentuale si innalzerà ancor più, passando dal 31 al 60%. C’è poi il tema dell’incidenza della spesa pensionistica rispetto al Pil, aggravata dal fatto che in questo decennio di crisi il Pil nazionale ha subito una significativa contrazione. Infine, le previsioni sul tasso di sostituzione (e cioè il rapporto percentuale fra la prima annualità completa della pensione e l’ultimo reddito annuo completo immediatamente precedente il pensionamento) non permettono un particolare ottimismo.

Francesco Gabriotti (Divisione Retail Iccrea Banca), riprendendo i dati forniti da Caroni, ha ribadito come i dati sul tasso di integrazione rendono le pensioni integrative un argomento di sempre più scottante attualità. Per questo il legislatore ha agevolato nel tempo forme di previdenza privata, con un occhio alle imprese per quanto riguarda l’uso del Tfr come forma di finanziamento della previdenza complementare del lavoratore.

Alessandro Bugli (Studio Legale Associato Taurini&Hazan/Itinerari Previdenziali), consulente Iccrea sul tema della previdenza integrativa, ha ricordato che l’età media degli italiani è di 45,8 anni, tra le più alte del mondo, e con una presenza di popolazione over 65 maggiore rispetto a quella formata da bambini fino ai 5 anni. Si va, peraltro, verso una ulteriore diminuzione dei giovani nella composizione globale della forza lavoro.

Tutto questo apre però anche delle opportunità che è giusto ricordare, ha detto Bugli. La Silver Economy, ad esempio, è l’economia che si basa sui consumi degli over 60. Ebbene, un recente studio di Itinerari Previdenziali ha stimato che in Italia il valore aggiunto della Silver Economy, considerando solo i settori per essa più rilevanti, ammonta a oltre 43 miliardi di euro. L’impatto risulta notevole anche in termini occupazionali: si calcola che l’economia dell’invecchiamento in Italia dia lavoro a circa un milione di persone.

Sulla base di questi dati Bugli ha spiegato nel dettaglio le caratteristiche principali e l’importanza strategica della previdenza complementare, con un particolare occhio ai più recenti dati italiani. Ebbene, i dati ci dicono come il rapporto fondi pensione/Pil nei Paesi OCSE veda l’Italia in una fase di crescita, seppur ancora lenta. Ne viene fuori che la spesa per fondi di previdenza integrativa è 16,2 miliardi all’anno a fronte di una spesa pubblica in pensioni di 218 miliardi anno (su un totale complessivo per le prestazioni sociali di 451 miliardi). Tuttavia dal 2008 ad oggi gli iscritti ai fondi pensionistici sono pressoché raddoppiati, e i soldi investiti nei fondi pensione sono aumentati del 196%. Per quanto riguarda il Tfr, di quello complessivo maturato dal 2007 solo 62 miliardi sono stati investiti nei fondi pensione. La netta maggioranza del Tfr rimane dunque a tutt’oggi presso il datore di lavoro.

Fabio Messina, Direttore della Zona Alta Padovana, ha concluso i lavori sottolineando come BCC Roma si proponga come punto di riferimento per le aziende anche in questo campo, con la possibilità di un concreto sostegno finanziario nello sviluppo della previdenza complementare.