Presente e futuro dell’orso marsicano

Il “Rapporto orso marsicano”, edito dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è giunto alla quinta edizione e fa il punto sulle attività di ricerca, monitoraggio, tutela e conservazione di questa specie protetta realizzate nel corso del 2019

Per l’orso marsicano il 2019 è stato un anno record: ben 16 nuove nascite nel solo territorio di competenza del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, a cui vanno aggiunti altri 4 cuccioli individuati in territori molto lontani dalla core area. Il dato è significativo di suo, viene spiegato nel Rapporto, ma è importante anche perché mantiene il trend registrato nei 3 anni precedenti, con nascite sempre a doppia cifra, a dimostrazione evidente che, fra i tanti, il cibo non è un problema per l’orso marsicano, la cui popolazione ha messo in mostra una grande vitalità.

foto di Valentino Mastrella

Significativa anche la conferma di quanto importante sia la rete di aree protette presente sul territorio per assicurare la possibilità di colonizzare nuove zone, esterne alla core area del PNALM, ma facilmente raggiungibili. E questo aspetto apre la grande criticità, legata ora come negli anni ’70, al frazionamento dell’habitat e all’esigenza di assicurare continuità tra i tanti territori con grande idoneità, per la vita dell’orso. Proprio questa criticità, e l’esigenza di colonizzare nuove aree, hanno determinato gli ennesimi incidenti stradali e quindi la morte di due femmine in età riproduttiva, fatto questo che certamente peserà nei prossimi anni.

Altro dato di particolare rilievo che emerge dal rapporto è legato all’importanza del monitoraggio su larga scala: in tal senso il lavoro della Rete di Monitoraggio Abruzzo e Molise, formalizzata nel 2017 tra aree protette, Regioni e Carabinieri forestali, ha consentito, grazie anche al raccordo continuo e costante con quella del Lazio, di documentare, attraverso la verifica delle segnalazioni e le analisi genetiche, la presenza di orsi nei territori esterni al Parco e alla sua Zona di Protezione, e, tra questi, nuovi genotipi nella popolazione di orso bruno marsicano.

foto di Valentino Mastrella

“Il 2019 – ha detto a commento il Direttore Luciano Sammarone – è stato sicuramente l’anno delle conferme, sia positive, con i tanti cuccioli nati in un anno solo, sia con le criticità, legate alle cause di morte. Lo sforzo di tutti gli enti e le associazioni coinvolte nella tutela della specie ha dato un segnale univoco in termini di raccordo e coordinamento, ma vi è stata anche la tragedia di Natale, con la morte per investimento di una femmina che ha mobilitato tanti soggetti per assicurare la salvaguardia del cucciolo rimasto orfano. Il 2019, insomma, ha regalato tanti avvenimenti dal sapore agrodolce, come dimostrano il tentativo, riuscito grazie alla determinazione ed alla grande competenza delle biologhe del Parco, di ricongiungere un cucciolo con proprio nucleo familiare, o l’altro, di verso opposto, che ha visto una femmina perdere uno dei suoi tre cuccioli a causa dello sciagurato comportamento di persone poco accorte e interessate a raccogliere pochi fotogrammi da postare in rete, confermando che troppo spesso a tanti, troppi, non è chiaro il confine tra noi e la natura, che va rispettato, per meglio tutelare specie ed ecosistemi dagli equilibri molto delicati”.

Il Presidente del Parco, Giovanni Cannata, ha sottolineato come gli episodi di esemplari investiti da automobili, appena fuori dai confini della Zona di Protezione esterna, abbiano riproposto l’urgenza di risolvere una delle minacce più insidiose alla conservazione dell’orso marsicano: “Il Parco sta affrontando il problema, insieme ai partner coinvolti, con l’avvio del Progetto comunitario Life Crossing, che prevede la realizzazione di azioni utili a ridurre il rischio di investimenti stradali della fauna selvatica”.

foto apertura articolo di Angelina Iannarelli