Per mitigare il rischio di sistema

Il ruolo delle BCC come potenziali soggetti mitigatori del rischio sistemico, anche alla luce dell’emergenza sanitaria in atto. Se ne è discusso il 13 aprile nel corso del Seminario di approfondimento dedicato al tema “Pandemia, rischio sistemico e riflessioni per le banche locali” realizzato dalla Scuola Cooperativa di Federcasse. Tra i partecipanti Vincenzo Pacelli, Professore associato di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

COS’E’ IL RISCHIO SISTEMICO

È il rischio che il fallimento di un partecipante al mercato nell’adempiere ai suoi obblighi contrattuali possa a sua volta causare il fallimento di altri partecipanti, innestando un progressivo cortocircuito del sistema finanziario che può generare gravi conseguenze negative (a cascata) per il sistema stesso e l’economia reale. In un sistema economico significativamente interconnesso, il rischio sistemico si manifesta attraverso la propagazione di una crisi o shock iniziale agli altri attori del mercato, generando o alimentando per effetto del contagio una situazione di instabilità generalizzata.

Rispetto a tale rischio, interviene la politica macroprudenziale il cui obiettivo principale è minimizzare gli impatti negativi, contribuendo alla salvaguardia della stabilità complessiva del sistema finanziario.

Una crisi finanziaria si manifesta a seguito di diversi possibili fattori scatenanti, ovvero a seguito di perturbazioni che acuiscono l’inefficienza dei sistemi finanziari nel consentire il trasferimento delle risorse finanziarie dalle unità in surplus di potere d’acquisto (i risparmiatori) alle unità in deficit, ovvero le imprese che ne avrebbero bisogno per alimentare i processi di produzione. Un evento suscettibile, insomma, di modificare in maniera significativa o strutturale un sistema finanziario, limitando o addirittura inibendo la sua capacità di adempiere alle sue specifiche funzioni.

GLI EFFETTI DEL COVID-19 SUL SISTEMA FINANZIARIO

Secondo Pacelli, la crisi pandemica ha comportato diversi effetti sul settore finanziario: una brusca e inattesa contrazione dell’attività economica, una crisi di liquidità per imprese e famiglie e di solvibilità per le imprese e per le loro banche finanziatrici; un deterioramento dei ratios patrimoniali delle banche e un razionamento del credito, il crollo degli investimenti, della produzione e dei prezzi e un avvio della spirale deflazionistica. La pandemia, inoltre, incrementa le disuguaglianze attraverso diverse vie, aumentando ulteriormente lo spread di competitività fra i Paesi più forti e quelli più deboli e i rispettivi sistemi produttivi.

Accrescono,  inoltre, le disuguaglianze nel mercato del lavoro (fra lavoratori e sistemi più tutelati e meno tutelati) e quelle fra i settori produttivi più colpiti dalla pandemia e quelli meno colpiti o favoriti. Aspetti questi che creeranno ulteriori disuguaglianze nei redditi e nella distribuzione della ricchezza con ripercussioni sulla domanda e il clima sociale.

Ecco dunque che – secondo Pacelli – sono necessarie “le energie migliori e maggiore coesione e solidarietà politica (a tutti i livelli) per ridurre le disuguaglianze e generare un rinascimento sociale globale, con investimenti che incrementino produttività e competitività”.

LA RESILIENZA DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Maria Carmen Mazzilis (Federcasse/Servizio Analisi Economica e Statistiche Creditizie) ha presentato una dettagliata fotografia della capacità di reazione del Credito Cooperativo rispetto alla crisi sistemica ancora in corso.

Le BCC sono state vicine all’economia locale e sono state proprio le caratteristiche peculiari delle Banche di Credito Cooperativo a fare del loro operato un operato di successo. Vediamo in sintesi queste caratteristiche.

Vicinanza: il numero delle filiali BCC è aumentato del 2,1% nel periodo 2008-2020. Il numero delle piazze in cui le BCC-CR risultano essere l’unica presenza bancaria è aumentato significativamente: da 551 a 658 (+19,4%). Unica presenza bancaria in 587 comuni con meno di 5.000 abitanti.

Credito: nel periodo 2008-2020 gli impieghi lordi delle BCC-CR sono aumentati del 13,5% a fronte degli impieghi lordi delle altre banche, che registrano un aumento del +4,1%.

Fiducia: nel periodo 2008-2020 i soci sono cresciuti del 44%.

Redditività: le BCC hanno mantenuto la capacità di generare reddito. In media le BCC generano tra l’11% e il 13% del margine di interesse e tra il 7% e il 10% del margine di intermediazione dell’industria bancaria. Anche la quota dei costi è rimasta stabile intorno al 9% dei costi dell’industria. A fine 2020 l’utile netto aggregato delle BCC approssima i 611 milioni di euro.

Solidità: il patrimonio delle BCC-CR, costituito per oltre 97% da capitale primario di classe 1 (82% nella media dell’industria) permane un asset strategico.