L’oro rosso da amare

I pomodori Flagella di Castel di Sangro hanno rapidamente conquistato consensi tra gli chef stellati italiani. Il segreto sta in una lavorazione attenta e curatissima capace di creare prodotti d’eccellenza (conserve, pelati, passate) che vengono scelti con sempre maggiore frequenza per le tavole più esclusive. Ne abbiamo parlato con Franco Flagella, socio BCC Roma, a capo dell’azienda insieme a sua moglie Sonia

I pomodori Flagella provengono dal Gargano. Selezionati finemente, vengono poi confezionati a Castel di Sangro, in Abruzzo, mantenendo intatte proprietà organolettiche e, soprattutto, nutritive. In questi pochi dettagli, in questo breve tragitto, si nasconde una lavorazione attenta e curatissima.

E infatti sono molti gli chef stellati che scelgono i pomodori Flagella. Tuttavia ai titolari di questa azienda in crescita, più che pubblicizzare i loro nomi, basta l’orgoglio di sapere che il “rosso da amare”, come lo chiamano, venga scelto con sempre maggiore frequenza per le tavole più esclusive.

D’altra parte i riconoscimenti pubblici non mancano. Nel 2016 i pomodori Flagella avevano conquistato l’Award Oro al Merano Wine Festival. Poi lo scorso anno l’autorevole rivista “Gambero Rosso” ha inserito la passata Flagella – tra quelle di filiera, controllate dal campo alla trasformazione – tra le prime dieci in Italia, lodando un lavoro “fatto con sapienza, ottenuto da pomodoro italiano fresco lavorato a mano, con aggiunta di sale. Appaga l’occhio con la sua perfetta, quasi sensuale consistenza fluida compatta e omogenea, pulitissima, senza tracce di semi e bucce, che mantiene la sua natura anche dopo cotta… Un buon sapore, delicato, non esuberante ma armonico, preciso e pulito, e con i giusti richiami al pomodoro fresco.”

Di recente, un altro riconoscimento agli Awards 2018 Food and Travel Italia. Dove, peraltro, l’Alto Sangro è finito nel gradino più alto del podio per la categoria “Territori dell’anno”. Area di eccellenze, dunque, di cui l’Abruzzo e la città sangrina sono fieri e che dimostra come l’impegno e la serietà possano portare a traguardi significativi anche nel settore agroalimentare. Proprio agli Award l’azienda di Franco Flagella ha saputo conquistare tutti con la sua passata di pomodoro, prima della categoria “Materie prime dell’anno” per l’alta qualità.

“La nostra realtà è tutta italiana – ci ha detto Franco Flagella –, fatta di tradizione contadina e agricola, di amore, di rispetto per la natura. Assaggiare i nostri prodotti (le conserve, i pelati, la passata, i datterini, i pomodorini, le confetture di pomodoro) è come avvicinarsi concretamente al cuore dell’Italia che produce e ama la sua terra. Mi piace pensare che un assaggio dei nostri prodotti sia qualcosa che possa risvegliare la memoria, creando un fil rouge capace, negli accostamenti con gli altri ingredienti, di esaltare un’idea di tipicità e di stagionalità”.

Per quanto riguarda la lavorazione di questa preziosa materia prima, i pomodori sono selezionati rigorosamente a mano e devono corrispondere a rigidi criteri tra cui l’integrità e la carnosità: “Segue un accurato lavaggio in vasche e l’operazione di scottatura e la spellatura, sempre a mano. Una volta chiusi nelle rispettive capsule, segue una cottura a bagnomaria per circa un’ora”.

“Vedo il nostro lavoro – ha concluso Flagella – come un modo di raccontare la storia agroalimentare del nostro Paese, almeno una parte, in un sunto di qualità e sensazioni. I nostri sono procedimenti che hanno un’anima artigianale, dove la cura per il dettaglio non solo fa la differenza, ma rende ogni singolo pomodoro protagonista assoluto di ogni confezione. Tecnica e sapienza, natura e passione in una fattiva sinergia: è questo il nostro segreto”.

G.P.