L’importanza di essere socio

di Francesco Liberati

Il nostro Paese sta attraversando un periodo molto difficile. Alla lunga crisi economica che ha lasciato pesanti eredità, si è unita una fisiologica stanchezza – direi quasi esasperazione – dei cittadini, con un continuo sfilacciamento dei valori costitutivi della nostra società. Il rischio è di trasformare la crisi economica in una vera e propria ferita sociale.

In questo contesto, la nostra Banca è riuscita a mantenere salda la rotta, conservando intatti non solo i valori economici ma, soprattutto, i principi morali che ne contraddistinguono il patrimonio genetico: vale a dire i valori della Cooperazione e del Mutualismo, incentrati sulla persona in quanto tale.

Con questa logica, fin dal 1954, la Banca ha sempre anteposto ai suoi interessi quelli dei soci e del territorio. E non ha accusato i colpi della crisi, anzi è perfino cresciuta, aiutando, con le proprie risorse e le proprie forze, tante consorelle in difficoltà. Mentre gli sportelli di altre banche chiudevano, BCC Roma ampliava il suo raggio d’azione, mantenendo sempre alta l’attenzione al territorio.

Ed è proprio in questi momenti che si vede la forza della cooperazione. È in questi momenti che emerge la differenza che c’è tra l’essere azionisti di una banca d’affari ed essere invece soci di una grande Cooperativa di Credito. Il socio rappresenta la risorsa primaria di una BCC, una risorsa che va valorizzata al meglio, anche se la recente riforma del credito cooperativo non ne ha tenuto sufficientemente conto. È un motivo d’orgoglio essere socio, nella consapevolezza di far parte di una banca strettamente legata al territorio e che opera nell’esclusiva logica dello sviluppo locale, costituendo un presidio di supporto e riferimento sociale.

La sfera sociale, peraltro, sta cambiando a una velocità impressionante. Viviamo tempi in cui tutti, soprattutto i giovani, sono iperconnessi tra loro e con il resto del mondo. La realtà, però, è ben diversa. La verità è che oggi i rapporti umani si stanno sfilacciando, sostituiti da quelli virtuali. Ed è proprio in questo contesto, in cui si fatica a dimostrare senso di appartenenza verso qualcosa di costruttivo, che le BCC possono giocare un ruolo aggregatore di primaria importanza: oggi far parte di una BCC costituisce un modo concreto e utile per condividere un progetto di sviluppo permanente.

Ed è solo così, restando uniti, che anche in futuro riusciremo ancora una volta a far valere i nostri valori, rispondendo alle nuove complesse sfide e continuando a supportare cittadini e imprese. Noi, come ebbe a esortarci Papa Francesco in un’indimenticabile udienza concessa alla nostra Banca, pur nella crescita dobbiamo rimanere una vera cooperativa di credito.

Queste parole oggi sono quanto mai attuali anche in considerazione dell’appartenenza al Gruppo Bancario Iccrea, di cui BCC Roma è la maggiore banca affiliata, detenendone il 6,7% del capitale, quota che stiamo accrescendo sino all’obiettivo del 10%, vale a dire il massimo consentito, grazie alla bontà dei nostri assetti gestionali e patrimoniali. La nostra volontà è insomma quella di continuare a costituire un punto di riferimento centrale nel credito cooperativo italiano.

E i numeri continuano a dare ragione della bontà delle nostre scelte. La Banca, infatti, ha chiuso una positiva semestrale di bilancio e il preconsuntivo di chiusura esercizio 2019 conferma il buon andamento aziendale, con un utile finale in linea con quello dello scorso anno.

Sono certo che la Banca eserciterà ancora a lungo un ruolo da protagonista al servizio dei soci, delle famiglie e delle imprese nei nostri territori.