L’economia frena ma la Banca continua a crescere

di Mauro Pastore

Dopo una partenza positiva, nel 2018, a partire dai mesi estivi, abbiamo assistito a un rallentamento dell’economia italiana. Il Prodotto interno lordo è risultato negativo sia nel terzo che nel quarto trimestre e siamo entrati in recessione “tecnica”. Nella manovra economica approvata a fine anno il governo aveva previsto per il 2019 una crescita del Pil pari all’1,0%. Nel momento della presentazione alle Camere, in ottobre, la stima era addirittura dell’1,5%. La realtà è ben altra. Le più recenti previsioni del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e delle agenzie di rating Fitch e S&P evidenziano un aumento per quest’anno tra lo 0,1% e lo 0,2%. L’Ocse stima addirittura una diminuzione dello 0,2%. Certamente si sono manifestati segnali di deterioramento dell’economia a livello globale, la crescita sta rallentando in tutto il mondo, ma come da troppo spesso accade le piccole perturbazioni che colpiscono alcuni paesi da noi diventano fenomeni intensi.

In questo contesto, nei primi mesi dell’anno in corso si sono compiuti gli ultimi passi del processo di riforma del Credito Cooperativo. Lo scorso 13 gennaio alla Fiera di Roma l’Assemblea dei soci ha approvato le modifiche statutarie e regolamentari necessarie all’adesione della nostra Banca al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, con la conseguente sottoscrizione del contratto di coesione. Il 4 marzo è nato ufficialmente il nuovo Gruppo con l’iscrizione, da parte della Banca d’Italia, nell’apposito Albo. Da questa data facciamo parte di un Gruppo che comprende 142 Banche di Credito Cooperativo, dislocate su 1.700 comuni con una rete di oltre 2.600 sportelli, più di 4 milioni di clienti, 750.000 soci, con attivi per 153 miliardi di euro e fondi propri per 11 miliardi di euro. Un’entità bancaria che in Italia si colloca al terzo posto per numero di sportelli ed al quarto per attivi.

Nel nuovo polo, noi siamo il maggiore singolo azionista e la banca di gran lunga più grande, frutto di una crescita costante, con bilanci sempre in utile da più di 50 anni. E anche nel 2018 abbiamo chiuso l’esercizio con risultati gestionali e patrimoniali positivi. Tra l’altro, alla fine dello scorso anno abbiamo acquistato 10 sportelli in Veneto da Banca Sviluppo; con questa acquisizione contiamo 38 sportelli nella Regione, consolidando la nostra posizione soprattutto nella provincia di Padova. In totale abbiamo oramai 190 agenzie più 20 sportelli di tesoreria.

Per quanto attiene ai dati di bilancio, a fine dicembre gli impieghi creditizi hanno raggiunto i 7,7 miliardi di euro, con un aumento del 4,6%, a fronte di un incremento dell’1,9% del sistema bancario nel suo complesso.

La raccolta allargata ha superato gli 11,6 miliardi, in crescita del 2,9%, grazie soprattutto all’incremento della raccolta indiretta (+14,2%).

Riguardo ai risultati economici, a fronte di un margine di interesse in diminuzione del 2,6% a causa della ridotta forbice tra tassi attivi e passivi, il margine di intermediazione è aumentato del 7,2%. I costi operativi sono aumentati dell’1,4%. All’interno dei costi sono ricompresi anche 9,2 milioni per contributi al Fondo di Risoluzione Nazionale e al Fondo di Garanzia dei Depositanti. L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 25,2 milioni e l’utile netto a 23 milioni (+9,0%).

I fondi propri ammontano a 727,2 milioni, in aumento dello 0,2%, e risultano più che adeguati a coprire l’esposizione complessiva ai rischi della Banca, con una eccedenza di ben 317,9 milioni. I coefficienti patrimoniali CET 1 ratio e il Total capital ratio sono entrambi pari al 14,2% a fronte di requisiti minimi attuali rispettivamente del 6,8% e del 10,7%.

Si tratta di risultati più che positivi conseguiti in uno scenario non semplice che sono un’ottima base per entrare da protagonisti nel Gruppo e guardare avanti con fiducia per crescere ancora.