Le vigne di Clementina

La nostra visita all’impianto agrituristico
di Montedinove, nel cuore delle Marche picene, centrato su due attività parallele: la produzione
di ottimi vini e la ricettività alberghiera.
Il tutto all’insegna della valorizzazione di uno splendido territorio, incorniciato dai Monti Sibillini

di Maurizio Aletti

È una bella mattinata di agosto e nel percorrere la vallata che da Grottammare conduce verso Montedinove, nel cuore delle Marche picene, colpisce la lunga teoria di impianti florovivaistici che fiancheggiano la provinciale 32, in una valle molto bella e tipicamente marchigiana, con campi coltivati a cereali e numerosi vigneti.

La veduta verso il fondovalle è straordinaria con i Monti Sibillini che si ergono in tutto il loro splendore. Superiamo il bivio per Ripatransone, Offida, e poi Montalto, ricordato come paese di origine della famiglia del Papa Sisto V. Un grande Papa, proveniente dai francescani, che ha lasciato non soltanto una forte impronta teologica alla Chiesa cattolica, ma anche un’eredità urbanistica indelebile alla città di Roma, con sistemazioni, abbellimenti, restauri e nuove strade che sono giunte ai giorni nostri come la famosissima via Sistina.

Poco prima del bivio per Montedinove, si imbocca la laterale che porta direttamente alle “Vigne di Clementina”, un impianto agrituristico fondato su due attività parallele: la produzione di vino e la ricettività alberghiera. “Il nostro vino è per noi motivo di orgoglio avendo rilanciato le vigne di famiglia di mia moglie Clementina – dice Emidio Di Maulo, affezionato socio della nostra Banca presso l’agenzia 13 di Ottavia (e marito di Clementina Fabi per l’appunto) – recuperando le produzioni tradizionali locali e avviando nuovi innesti produttivi. Nostro vanto è l’etichetta Cerì, come veniva chiamata la famiglia Fabi nell’800 quando vennero acquistati i primi poderi, arrivati poi oggi a Clementina. La scelta dei vitigni da coltivare ha seguito fedelmente la tradizione dando precedenza assoluta ai vitigni che sono nella storia del territorio piceno quali Pecorino, Passerina, Montepulciano e Sangiovese che si estendono su una superficie di oltre 11 ettari. Produciamo vini bianchi, rossi e spumanti: Offida DOCG, Terre di Offida DOC, Falerio DOC, Rosso Piceno e Superiore DOC. si distinguono due linee produttive per ciascuna tipologia di vino, la Classica e la Cerì, che seleziona l’eccellenza dell’annata”.

E nel visitare gli impianti che ci vengono minuziosamente descritti, emerge l’entusiasmo per un’attività complessa quanto preziosa, utile per valorizzare le risorse locali di una terra bellissima, contrastando l’abbandono delle campagne e dei centri minori che purtroppo affligge oggi una buona parte della nostra Italia. Lo stesso entusiasmo che la figlia Loretta profonde nella gestione della parte alberghiera delle Vigne di Clementina, ricordandoci l’intensa attività e il successo della struttura soprattutto nei mesi estivi ma non solo. Ci racconta del recente soggiorno di un numeroso e rumoroso gruppo di motociclisti in Harley-Davidson e di grandi feste tenute presso il complesso agrituristico. D’altra parte la cura degli ambienti si nota con grande piacere, offrendo un valore aggiunto di cui i turisti sicuramente tengono conto. Senza contare che un soggiorno alle Vigne di Clementina offre il vantaggio strategico della posizione in collina ma a venti minuti d’auto dal mare, potendo così effettuare una vacanza completa.

Proprio mentre parliamo di questi vantaggi nella zona di degustazione, entrano alcuni cittadini polacchi interessati all’acquisto di un lotto di bottiglie di vino e capiamo dai loro volti e dalle loro richieste quanto le nostre ricchezze enogastronomiche siano apprezzate all’estero, soprattutto nei paesi del grande nord.
A tale proposito non ci tiriamo indietro nella degustazione che ci viene offerta, con tanto di immancabili olive ascolane e gustosi salumi locali. Ed ecco che arriva Clementina, la padrona di casa. “Sono nata e cresciuta su queste colline incorniciate da mare e montagne e per me hanno sempre avuto un fascino speciale. Mi sono allontanata per amore e per amore di queste colline sono tornata adesso che sono nonna, con mio marito e la mia famiglia. Penso che questo territorio possieda qualcosa di veramente speciale e un’energia straordinaria. Spinta da un richiamo irresistibile, ho deciso di prendermene cura con mia figlia Loretta, allevando vigne e mettendo in bottiglia la verità della mia terra”. Una verità di cui ci rendiamo conto brindando e salutandoci con uno spumante Passerina. Prosit!