Le terme di Caracalla

I primi impianti termali dell’antichità nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde, dotate solitamente di particolari doti curative. Ma a partire dal II secolo a.C., il progresso delle tecniche ingegneristiche e di riscaldamento, sviluppate dagli architetti e dagli ingegneri romani, portarono alla creazione di edifici dotati di propri impianti di approvvigionamento e riscaldamento dell’acqua

Le prime terme pubbliche di Roma antica sorsero durante l’epoca di Augusto e già nel I secolo d.C. a Roma si registrava la presenza di 170 termae, comprese tra impianti termali pubblici e balnea privati. Lo schema di base delle terme era articolato nel: frigidarium, tepidarium e calidarium; la funzione della maggior parte degli impianti era legata alla cura ed all’igiene del corpo, ma nel corso dei secoli, e soprattutto durante l’età imperiale, queste strutture divennero dei veri e propri luoghi di ritrovo, destinati alla socializzazione, al relax, all’attività fisica e culturale. L’importanza delle terme nella vita sociale non va sottovalutata; ci sono però voci avverse, come quella di Seneca:

Che io possa morire se, quando uno se ne sta appartato a studiare, il silenzio è necessario come si pensa. Ecco, intorno a me risuonano da ogni parte schiamazzi di tutti i tipi: abito proprio sopra uno stabilimento balneare [supra ipsum balneum habito]. Immagina ora ogni genere di baccano odioso agli orecchi: quando i più forti si allenano e fanno sollevamento pesi, quando faticano o fingono di faticare, odo gemiti, e, tutte le volte che trattengono il fiato ed espirano, sibili e ansiti; quando càpita qualcuno pigro che si contenta di un normale massaggio, sento lo scroscio delle mani che percuotono le spalle e che dànno un suono diverso se battono piatte o ricurve. Se poi arrivano quelli che giocano a palla e cominciano a contare i colpi, è fatta. Mettici ancora l’attaccabrighe, il ladro colto in flagrante, quello cui piace sentire la propria voce mentre fa il bagno, e poi le persone che si tuffano in piscina e smuovendo l’acqua fanno un fracasso indiavolato. Oltre a tutti questi che, se non altro, hanno voci normali, pensa al depilatore che spesso sfodera una vocetta sottile e stridula per farsi notare e tace solo quando depila le ascelle e costringe un altro a gridare al suo posto. Poi ci sono i vari richiami del venditore di bibite, il salsicciaio, il pasticcere e tutti gli esercenti delle taverne che vendono la loro merce con una particolare modulazione della voce». (L.A. Seneca, Lettere Morali a Lucilio, Libro VI, LVI, [I])

Ma dalla maggior parte delle fonti si deduce che questa istituzione era considerata molto positiva per i suoi effetti igienico-sanitari: Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historiae scrive che la medicina del suo tempo fece ricorso alla cura delle acque come una sorta di rifugio, poiché nessun elemento naturale era più miracoloso dell’acqua stessa. (Plin. Nat. Hist. XXXI, 1,26).

Alle terme poteva accedere chiunque, uomini, donne e bambini di qualsiasi classe sociale perché, per garantire l’igiene personale a tutti, l’ingresso alle terme era praticamente gratuito.

In età imperiale vennero costruite le prime terme di grandi dimensioni e si vennero a creare delle vere e proprie città nella città: un esempio perfetto e tra i migliori conservati a Roma è quello delle terme Antoniniane, o di Caracalla.

Furono costruite per volere dell’imperatore Marco Aurelio Antonino Bassiano, detto Caracalla, figlio di Settimio Severo, nel 216 d.C., nella parte meridionale di Roma, una parte libera, in quel momento, da l’intensa edificazione che caratterizzava il centro della città. Questo permise a Caracalla di costruire un grandioso impianto, monumentale, di enormi dimensioni. Il corpo centrale era formato dal calidarium, dal tepidarium, dal frigidarium e dalla piscina, mentre ai lati, speculari, si aprivano le grandi palestre, dalle quali si accedeva agli spogliatoi (apodyterium).

Le terme di Caracalla erano meravigliosamente e riccamente decorate: le fonti ci parlano di enormi colonne di marmo, di pavimenti in risplendenti marmi policromi, di mosaici in pasta vitrea, di stucchi e di statue e gruppi scultorei a decorare sia l’interno che l’esterno dell’edificio. Famosi sono i mosaici degli atleti, conservati ai Musei Vaticani: lì si possono osservare corpi e volti di atleti dell’antica Roma, figure intere o busti di pugili, lottatori, corridori. Ed altrettanto importanti sono alcune statue rinvenute all’interno delle terme, come l’Ercole a riposo, o il Supplizio di Dirce, detto Toro Farnese.

Tutto intorno al corpo centrale si estende un grande giardino, chiuso dai muri perimetrali dell’edificio; in corrispondenza della parte sud del muro perimetrale si aprono le due biblioteche e la grande cisterna, utilizzata per contenere e conservare l’acqua che arrivava direttamente da un ramo speciale dell’Aqua Marcia, l’Aqua Antoniniana, creato proprio per l’approvvigionamento delle terme; ad est e ovest sono presenti due grandi esedre mentre a nord si trovano gli accessi principali e le tabernae inserite nello spazio perimetrale.

Nell’antica Roma, si passavano giornate intere all’interno delle terme: si giocava, ci si allenava e curava, ma al contempo si poteva socializzare o anche fare affari. Ed oltre al mondo in superficie, ne esisteva un altro sotterraneo, che era il vero fulcro della vita di tutto il complesso. Nelle terme di Caracalla sono conservati circa due chilometri di gallerie carrozzabili: in questi sotterranei, un vero e proprio labirinto, trovavano la loro sistemazione i magazzini, i depositi del legname usato per il riscaldamento, i forni e le caldaie, gli impianti idrici.

Nei sotterranei delle terme di Caracalla è stato anche rinvenuto un mulino, questo perché dovevano esserci sicuramente dei punti di ristoro dove veniva venduto il pane prodotto all’interno delle terme, per le persone che passavano intere giornate nell’impianto, ma è stato anche rinvenuto un Mitreo, un luogo sacro al dio orientale Mitra, uno dei più grandi conservato a Roma, in cui è perfettamente riconoscibile la fossa sanguinis, utilizzata per i rituali di iniziazione. La particolarità di questo mitreo è che non è stato ricavato negli ambienti sotterranei successivamente alla loro dismissione, come si riconosce per la maggior parte dei Mitrei presenti a Roma, ma è parte integrante della struttura stessa, cosa che denota la forte vicinanza della famiglia dei Severi ai culti orientali.

Le terme di Caracalla furono utilizzate e restaurate più volte nel corso dei secoli e cessarono definitivamente di funzionare nel 537 d.C., quando Vitigie, re dei Goti, durante la guerra greco-gotica, tagliò la rete di acquedotti che alimentavano non solo le terme, ma l’intera città di Roma.

Sabrina Valenti