Le professioni del futuro

Un webinar organizzato dal Laboratorio per spiegare ai giovani soci come si sta evolvendo il mondo del lavoro

di Piergiorgio Liberati

Ogni giorno i quotidiani ci restituiscono la fotografia di un Paese sempre più colpito dagli effetti della pandemia, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico. La pandemia ha rivisto i canoni classici del lavoro e del mercato del lavoro, ribaltando non solo quelle che credevamo essere delle certezze, ma aprendo a scenari futuri non ancora del tutto prevedibili. Di questo si è voluto occupare il webinar organizzato lo scorso 11 febbraio dal Laboratorio Giovani soci della Bcc di Roma, di come i giovani stiano reagendo alla situazione pandemica, di quanto i loro sogni e le loro aspettative ne abbiano risentito, di quali siano le professioni che si stanno rapidamente imponendo sul mercato e quali siano le nuove competenze (per dirla all’inglese le nuove skills) che le aziende richiedono. Per farlo, come di consueto, sono stati chiamati relatori appartenenti a tutto il territorio sul quale opera la Bcc di Roma, pronti a raccontare la loro esperienza e a dare validi consigli.

La “massimizzazione” delle persone

Come quelli forniti da Emiliano Di Carlo, Professore associato di Economia Aziendale all’Università Tor Vergata, per il quale il paradigma della crescita aziendale oggi è cambiato: una volta era tutto improntato alla massimizzazione del profitto, oggi invece si punta alla massimizzazione delle persone, con le soft skills richieste ovunque, anche nei settori ad alta specializzazione. Essere empatici, saper lavorare in team, sapersi relazionare anche a distanza oggi, con lo smart working, è richiesto a tutti e porta a risultati economici che le aziende, ovviamente, continuano ad avere come punto di riferimento, se pur in un’ottica più inclusiva rispetto al contesto economico che ruota attorno, territorio compreso. 

La valorizzazione del territorio

Proprio della valorizzazione del territorio in cui si lavora ha voluto parlate Manuel Bisin, enologo e titolare dell’Azienda Agricola Ponte al Masero, in provincia di Padova. Bisin ha spiegato che il Covid ha accelerato la necessità di fare investimenti sull’automazione di alcuni comparti aziendali, ad esempio quello della vendemmia, oltre al fatto di ripensare, diversificandola, l’attività. Ciò ha portato alla nascita di un agriturismo completamente ecosostenibile, con un circuito enogastronomico calato nel contesto territoriale, con il reciproco obiettivo di valorizzarlo e trarne beneficio. E poi c’è tutto il tema dell’informatica – fondamentale oggi anche in agricoltura – e del settore dell’ICT forse uno dei pochi che indirettamente, con le persone costrette sempre di più a vivere in perenne connessione, ha tratto beneficio dalla pandemia. 

L’evoluzione del comparto ICT

Di questo ha parlato Ivan Santucci, giovane abruzzese che vive e lavora a Verona come Project manager IT presso una multinazionale. 

Nel comparto ICT la domanda di lavoro supera addirittura l’offerta che il sistema formativo, in particolare universitario, riesce a produrre, ha spiegato Santucci, citando uno studio di Assinform (Associazione nazionale delle aziende di information technology) secondo il quale tra il 2019 e il 2021 si riscontra una differenza negativa tra domanda e offerta di laureati ICT pari a circa 28.500 unità. Insomma, un’autostrada per i giovani che volessero trovare lavoro in questo ambito, nel quale le università si stanno specializzando. E qui si torna al titolo del webinar, ambizioso, ma di certo attuale: “Il lavoro del futuro è lì, vallo a prendere”. 

Le professioni del futuro

A fornire il quadro di quali siano le professioni del futuro ci ha pensato, proprio in apertura, Pier Giorgio Bianchi, giovane socio della Bcc di Roma, oggi a Milano per lavoro dove ricopre la carica di amministratore unico della Talents Venture, società di consulenza specializzata in servizi di orientamento e sviluppo di soluzioni a sostegno dell’istruzione universitaria. Bianchi ha spiegato che in futuro i settori del marketing, con persone specializzate nella vendita di prodotti diversi ma collegati tra loro (interbrand marketer), del cloud computing (servizi offerti su richiesta da un fornitore a un cliente finale attraverso la rete internet), dell’economia green e del benessere saranno, insieme a quelli dell’automazione, dell’intelligenza artificiale, dell’ICT e della gestione dati online, i settori più proficui in termini occupazionali. Ma l’analisi di Bianchi non si è fermata qui. Ha ricordato infatti quali siano i comparti più promettenti dal punto di vista del lavoro, riconfermando al primo posto gli analisti e progettisti di software, al secondo i tecnici programmatori e al terzo i tecnici di produzione manifatturiera. 

Insomma, la pandemia sta cambiando le carte in tavola, ma non è detto che i “giocatori” del futuro non siano in grado di affrontare al meglio proprio questa nuova realtà. È questo il messaggio di ottimismo che il Laboratorio ha voluto lanciare ai giovani soci della Bcc di Roma, dando appuntamento al prossimo webinar. Continuate a seguirci!