Le famiglie di fronte alla crisi

La decima edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa ha messo al centro del dibattito le realtà che stanno subendo maggiormente la crisi pandemica, in particolare le famiglie, alle quali è necessario dare speranze concrete per il futuro

Si è svolta lo scorso novembre la decima edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, promosso dalla Fondazione Segni Nuovi. Il Festival si è confermato luogo di confronto tra cattolici impegnati nel lavoro, nel sociale e in responsabilità pubbliche. Obiettivo: ritrovarsi, riconoscersi, condividere timori, idee, speranze e azioni facendosi ispirare l’uno dall’altro. Un’edizione speciale che per la prima volta si è svolta in versione diffusa, oltre a Verona, sede storica, in 20 città italiane.

L’edizione romana ha avuto come tema di fondo “Memoria del Futuro – Benessere della famiglia e complessità urbana”, e si è svolta dal 23 al 25 novembre. La volontà degli organizzatori dell’evento è stata quella di gettare semi di speranza, più che mai necessaria per interrompere la filiera negativa innescata dalla pandemia.

Il taglio del nastro all’iniziativa è stato dato con la piantumazione di un melograno, l’albero simbolo della Dottrina Sociale delle Chiesa, presso il Giardino del Cedro alla presenza di Mons. Gianpiero Palmieri, vicegerente della Diocesi di Roma, di Virginia Raggi, sindaca di Roma, di Sabrina Alfonsi, Presidente Municipio Roma I Centro e dei rappresentanti delle realtà coinvolte nella promozione dell’iniziativa: ACLI di Roma, ADICONSUM Roma, Confcooperative Roma, UCID Roma, Siamo Impresa PMI e Credito cooperativo, in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Roma. Tutte organizzazioni che si riconoscono nei valori della Dottrina Sociale della Chiesa.

L’evento romano si è chiuso con una diretta Facebook e Youtube incentrata sul rapporto tra Roma e la sua comunità, ripensando i luoghi della città a partire dalle periferie e dalle esigenze delle famiglie. 

Per BCC Roma era presente Maurizio Aletti, Direttore Relazioni Esterne, che ha ricordato come la Banca sia rimasta salda nella sua vocazione originaria di supportare e accompagnare la famiglia nei suoi progetti di vita, con attenzione particolare alle periferie, dove sono collocate la gran parte delle agenzie che insistono sulla Capitale. “Per noi – ha sottolineato Aletti – è fondamentale l’ascolto delle persone, senza fermarsi a una fredda valutazione dei numeri. È così che diamo il nostro contributo al rafforzamento della coesione sociale del territorio”. I  risultati di questo lavoro capillare, ha continuato Aletti, sono tangibili, tanto che con molte amministrazioni locali, la Banca ha varato negli anni programmi di interesse pubblico nel campo urbanistico, nella promozione dell’imprenditoria, nel sostegno delle fasce deboli e sensibili di popolazione. Con il Comune di Roma, ad esempio, sono stati varati numerosi interventi, come il Piano Urbano Parcheggi e box auto, le “Opere a scomputo” per il risanamento urbanistico delle aree ex abusive, la convenzione per l’attuazione della Legge 266/97 (cosiddetta “Legge Bersani”) per agevolare e co-finanziare nuove imprese operanti in alcuni quartieri periferici di Roma. Altre esperienze significative ci sono state e sono tuttora in corso con la Regione Lazio, soprattutto nel campo del microcredito. Aletti ha poi citato altre iniziative a significativo impatto sociale che la Banca continua a mettere in campo, dando corpo quotidianamente alla sua vocazione cooperativistica. Il “Mutuo zero tre”, ad esempio, un prestito per venire incontro alle esigenze di tutte le giovani famiglie nei primi anni di vita dei bambini. E poi il “Mutuo ad8”, un finanziamento agevolato dedicato alle famiglie che hanno deciso di impegnarsi in un’adozione internazionale.

Tra gli altri interventi, quello di Veronica Mammì, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, che ha sottolineato come la città rappresenti “una sfida impegnativa che portiamo avanti con centri famiglia integrati che lavorano su tutela, protezione, sostegno psicologico e alla genitorialità, superando la logica assistenziale”.

Ha parlato anche Lidia Borzì presidente ACLI di Roma: “Portiamo avanti – ha detto – un modello di azione sociale che punta al protagonismo delle famiglie, rispondendo ai suoi bisogni materiali, all’esigibilità dei diritti, e alle sue esigenze educative, sempre attenti a promuovere la sfera relazionale. La famiglia per la sua generatività sociale offre tantissimo alla città, ma si deve innescare un circuito virtuoso per garantire il suo benessere”.

Andrea Cuccello, segretario confederale CISL, ha rimarcato come “all’interno delle nostre comunità sia necessario garantire alle famiglie sostegno ma soprattutto lavoro, che deve essere il nostro più grande investimento per offrire prospettive di futuro”. Il Presidente di UCID Roma Giorgio Gulienetti, invece, ha evidenziato l’attività svolta al fianco dei giovani con percorsi di orientamento e di formazione, principalmente rivolti al settore digitale, coniugandoli con servizi di ascolto psicologico, essenziali in questo periodo”. Marco Marcocci, Presidente di Confcooperative Roma e Lazio, ha evidenziato come il “contributo di cooperative, associazionismo e Parrocchie nelle periferie sia significativo. Spesso siamo gli unici che in rete creano tessuto sociale. È necessario un dialogo costante con le Istituzioni per aumentare questo apporto”.

Cinzia Rossi, la presidente di Siamo Impresa Pmi FENAPI Group, ha rilevato la necessità di “abitare la complessità e abbandonare il vecchio concetto di centro e periferia, costruendo percorsi di relazione più inclusivi”. Per Don Francesco Pesce, incaricato Pastorale sociale e del lavoro Diocesi di Roma, “non basta porci la domanda moralistica su cosa dobbiamo fare per la famiglia, ma dobbiamo seguire le indicazioni del Santo Padre che ci chiede di partire dalla realtà concreta che queste vivono, iniziando dalle loro fragilità”. Infine per Livio De Santoli, Prorettore Università La Sapienza di Roma, il “degrado ambientale oltre ad essere conseguenza di uso dissennato di risorse energetiche è causato da degrado sociale che imperversa. Bisogna agire sulla società recuperando l’etica spesso messa da parte per interesse individuali”.

Al termine dell’incontro Carlo De Masi, presidente di Adiconsum, che ha moderato l’incontro, ha presentato le linee guida della carta dei valori che verrà sottoscritta da tutti gli enti promotori e che richiama ai temi della centralità della persona, della dignità del lavoro come promozione sociale, della solidarietà e della sussidiarietà.