L’Aventino una lunga storia

Un tempo fu il colle della plebe, poi residenza privata degli imperatori. Oggi è un elegante quartiere residenziale punteggiato da importanti chiese paleocristiane e medievali

di Giuliano Polidori

Il più meridionale dei colli su cui venne fondata Roma, l’Aventino ha forma più o meno trapezoidale, con pendici ripide, che arriva a sfiorare il Tevere. Tra i sette colli era quello più isolato e di accesso più difficile. L’area si divideva in un Aventino vero e proprio, tra il fiume Tevere e la valle in cui sorse il Circo Massimo, e un “Aventino minore”, che corrisponde all’attuale zona di San Saba.

L’etimologia del nome è tra le più incerte. Qualcuno lo fa derivare da aves, gli uccelli scorti da questo colle da Remo durante la gara con il fratello Romolo per decidere in quale luogo dovesse sorgere Roma. Ma potrebbe anche derivare dal re Aventino, uno dei re di Albalonga, o dalle locuzioni ab adventu hominum, che era la denominazione di un tempio dedicato a Diana, o da ab advectu, ossia trasportato su acqua a causa delle paludi che lo circondavano. O infine all‘avena che vi si coltivava.

In età repubblicana fu sede di importanti templi, ma fu soprattutto il colle della plebe. Ad essa nel 456 a.C. venne infatti assegnato. La causa è da ricercarsi in una precedente occupazione di suoli di proprietà pubblica da parte dei patrizi, che aveva scatenato proteste e rivolte.

Ancor prima il colle sarebbe stato teatro della famosa prima secessione della plebe (494 a.C.), che si rifiutò di partecipare alla vita politica ed economica al fine di ottenere un allargamento dei diritti. L’Aventino, insomma, ebbe per secoli il carattere di quartiere popolare e mercantile. 

Col tempo, le cose cambiarono. In età imperiale, il colle divenne sede di numerose residenze importanti, tra le quali le case private di Traiano e di Adriano, in seguito divenuti imperatori. Questo nuovo carattere di quartiere aristocratico fu probabilmente la causa della sua totale distruzione durante il sacco di Roma di Alarico, nel 410.

In epoca paleocristiana e medievale vi sorsero importanti chiese. È necessario ricordare almeno quelle di Santa Sabina, dei Santi Bonifacio e Alessio, di Santa Prisca e di Santa Balbina. 

Giovan Battista Piranesi, in epoca più vicina a noi, trasformò la piccola chiesa di Santa Maria del Priorato e la piazza antistante su commissione del cardinale Giovanni Battista Rezzonico, nipote del pontefice Clemente XIII e priore dell’Ordine di Malta a Roma. Il cantiere si concluse nell’ottobre 1766, e restituì alla città di Roma un tempio caratterizzato da un’austera eleganza neoclassica, squisitamente settecentesca.

Oggi l’Aventino è zona residenziale elegante e raffinata, meta di turismo non solo per lo splendore delle già citate chiese medievali. Una visita d’obbligo è quella al Roseto comunale, unico al mondo per la sua spettacolare posizione in grado di offrire una vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga.

E poi c’è il Giardino degli Aranci, detto anche Parco Savello. Si tratta di una distesa di quasi ottomila metri quadri di estensione, realizzata nel 1932 dall’architetto Raffaele De Vico sul terreno che in epoca medievale ospitava la fortezza della potente famiglia Savelli, dalla quale proviene il suo nome ufficiale. Anche qui possibile ammirare una vista spettacolare di tutta Roma.

Poco più a sud si sviluppa l’area delle Terme di Caracalla, le cui celebri rovine in estate si trasformano in scenografie uniche per gli spettacoli di opera lirica. Poi, proseguendo verso il Tevere, si giunge al Circo Massimo. Il lato a picco sul Tevere continua a far parte del rione storico di Ripa. Nel 1921 da Ripa fu scorporata la collina minore (il piccolo Aventino), destinata a edilizia popolare, creando il XXI rione, San Saba.