La storia di Maccarese in un archivio

L’Azienda Agricola Maccarese è una tra le più grandi realtà imprenditoriali agricole italiane. La sua storia inizia un secolo fa e il suo archivio racconta nel dettaglio le vicende di una comunità che intorno all’azienda è cresciuta e si è articolata. L’archivio è oggetto, dal 2014, di un intervento di recupero e valorizzazione voluto dall’azienda e realizzato in collaborazione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche. Ne parliamo con Claudio Destro, amministratore delegato della Maccarese, e con Francesca Ghersetti, responsabile del progetto per la Fondazione

Dott. Destro, l’azienda ha una storia molto lunga e articolata. Come ha avuto inizio?

Bisogna risalire alla fine degli anni venti del Novecento. È lì che prese vita un percorso che colloca oggi la Maccarese come una tra le più grandi realtà imprenditoriali agricole italiane. L’inizio della sua attività è addirittura precedente alle politiche di bonifica integrale promosse durante l’epoca fascista su un territorio sino a pochi anni prima di proprietà della famiglia Rospigliosi, dominato dal latifondo e già interessato dalle prime bonifiche attuate alla fine dell’Ottocento. Come è facile capire la sua storia è intimamente connessa con la comunità di Maccarese, ma è una storia importante anche in relazione ad alcuni grandi temi che hanno attraversato le vicende italiane: le bonifiche e il relativo dibattito scientifico e politico che attorno ad esse si sviluppa, le tecniche e le politiche di produzione agraria e zootecnica, le lotte sindacali del secondo dopoguerra. Tutti temi su cui la Maccarese costituisce, a livello nazionale, un costante riferimento.

E il Gruppo Benetton?

Facciamo un passo indietro. Negli anni ’30, la Maccarese Società Anonima di Bonifiche, che nel 1925 aveva acquistato il comprensorio di Maccarese (4.419 ettari), vende la società alla Banca Commerciale Italiana. Dalla Banca la Maccarese passa poi all’IRI. Nel 1999 viene infine acquistata dal Gruppo Benetton, che ne avvia la ristrutturazione. Questi, in sintesi, i passaggi principali.

Che dimensioni ha oggi l’azienda?

Attualmente consta di 3.200 ettari pianeggianti, e per le sue dimensioni si colloca al primo posto in Italia. Oltre a seminativi, foraggi e ortaggi, al suo interno dispone del più grande allevamento nazionale di vacche da latte, forte di una mandria di 3.600 capi. La stalla produce 55.000 litri di latte al giorno, soddisfacendo il 10% circa del consumo giornaliero dei romani. Aggiungo che l’azienda alleva anche vitelloni da carne Frisoni e Blu Belga venduti sul mercato locale.

Dott.ssa Ghersetti, veniamo dunque all’archivio.

Si tratta di un archivio di grande ricchezza e complessità, interessante non solo per la storia d’impresa, della produzione e del lavoro agricolo ma anche per la storia sociale ed economica del nostro Paese. I materiali raccontano, innanzitutto, le vicende dell’azienda e delle società partecipate e controllate, la produzione e il controllo delle coltivazioni, le scelte strategiche a essa legate e lo sviluppo dei vari centri produttivi (ad esempio quello zootecnico, vinicolo, vivaistico). C’è poi la storia del rapporto con il personale (dalle migrazioni interne, esito delle politiche di bonifica, alle lotte sindacali) e dei sistemi di conduzione aziendale che si sono succeduti nel corso degli anni. È di particolare interesse la possibilità di comprendere attraverso le carte come si è sviluppato il rapporto tra l’azienda e la popolazione di Maccarese, con la creazione di infrastrutture e servizi per la comunità (la caserma dei carabinieri, la scuola, la colonia antimalarica, il cinema, la chiesa). Non mancano infine molteplici elementi biografici di famiglie e personalità che hanno dato corpo alle vicende della Maccarese e che si intrecciano con la storia, l’economia e la politica italiane del periodo. Dall’archivio emergono anche altri aspetti della storia aziendale, ad esempio la partecipazione a congressi, fiere, mostre e convegni, visite di istruzione fatte e ricevute: tutte testimonianze che, solo apparentemente meno rilevanti, ne restituiscono un profilo ancora più ricco e articolato.

Quali sono i numeri dell’archivio?

L’archivio ha una consistenza complessiva di 165 volumi (libri societari e velinari), 1.750 registri, 2.440 buste, 51 scatoloni (tabulati, fotografie e altro) oltre a 35 metri lineari di fascicoli sciolti. La sistemazione di questo materiale è stato uno degli scopi del progetto di recupero e valorizzazione iniziato nel 2014, e che nasce dalla collaborazione tra Maccarese SpA Società Agricola e Fondazione Benetton Studi Ricerche. L’obiettivo, riuscito, era rendere questo prezioso patrimonio documentario consultabile e disponibile all’azienda, a studiosi e ricercatori, alla comunità locale e a quanti altri vi riconoscano elementi di interesse e anche semplice curiosità. L’archivio è già stato oggetto degli interventi tecnici materiali necessari a garantirne la buona conservazione nel lungo periodo, a costruire strumenti di consultazione adeguati – grazie al lavoro archivistico della società Memoria srl – a ragionare su adeguate forme di valorizzazione, un tema su cui, recentemente, il progetto si è arricchito della collaborazione di Sapienza Università di Roma.

Giuliano Polidori