La proposta di Federcasse per una transizione green

di Maurizio Aletti

Favorire la reazione delle imprese ai disastri climatici e valutare la loro esposizione al rischio ambientale, climatico e geologico. Queste le idee messe in campo durante il recente Festival dell’Economia Civile. Spunti importanti che confermano come il Credito Cooperativo continui a essere in prima linea in tema di sostenibilità

Durante la seconda edizione del Festival dell’Economia Civile, che si è tenuta dal 25 al 27 settembre a Firenze e di cui parliamo ampiamente in questo numero della rivista, Federcasse ha presentato tre proposte utili a rafforzare il processo verso un’economia sempre più sostenibile. In sintesi, ha detto Federcasse, è necessario favorire la prevenzione e la reazione delle imprese ai disastri climatici, creare un registro elettronico sulla sostenibilità e valutare la loro esposizione al rischio ambientale, climatico e geologico. Le tre proposte sono state presentate dal Direttore Generale Sergio Gatti, durante il panel “Salute e ambiente. Il Ben-vivere delle province italiane”.

“È necessario – ha detto Gatti – far sì che ci sia una migliore capacità preventiva e reattiva rispetto ai disastri climatici e idrogeologici che colpiscono in particolare l’Italia affinché le imprese non interrompano la loro attività. Perché abbiamo imparato durante la pandemia che se si interrompe la catena produttiva si interrompe tutta la filiera”. Federcasse propone poi di “realizzare e incentivare un registro elettronico italiano ed europeo con i dati sulla sostenibilità, con riferimento alla rischiosità delle micro, piccole e medie imprese, affinché tali informazioni possano aiutare la finanziabilità e l’assicurabilità delle imprese stesse”.

“Occorre poi incentivare queste imprese a scattarsi delle fotografie in termini di loro rischiosità, esposizione al rischio ambientale, climatico e geologico in modo – ha concluso Gatti – che possano migliorare da sole, ma per farlo serve un incentivo in termini contributivi e fiscali”.

Quindi, più in dettaglio: investire nella prevenzione e nella reazione delle micro-piccole-medie imprese ad eventi catastrofici ambientali e sanitari; creare un registro digitale centralizzato europeo delle informazioni sulla sostenibilità imprese; incentivare la rendicontazione della sostenibilità climatica, ambientale e sociale delle PMI.

Si tratta di proposte importanti, a cui è necessario che anche il Governo ponga attenzione e che testimoniano come il Credito Cooperativo su questi temi mantenga alta l’attenzione. BCC Roma sta facendo da anni la sua parte. Giova ricordare che nel 2018 la Banca ha emanato il proprio regolamento di Politica Ambientale ed Energetica. Il regolamento, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di ecosostenibilità nazionali e comunitari, focalizza l’attenzione sul rispetto degli standard ambientali e sta conducendo la Banca ad ottimizzare e ridurre sempre più i consumi energetici e i relativi costi, a diffondere e rafforzare la cultura del rispetto dell’ambiente a partire dell’utilizzo responsabile delle risorse energetiche, ad assicurare condizioni di benessere nei luoghi di lavoro. E, infine, a offrire alla clientela prodotti green studiati per il rispetto dell’ambiente, creando una catena di valore per soci e clienti.

Su questa strada – e ce lo dicono i recenti avvenimenti che stanno cambiando il mondo – è necessario proseguire con decisione, partendo dalla tutela sempre più attenta dei nostri territori, che della loro ricchezza ambientale e culturale fanno il loro punto di forza.