La next generation si prepara al futuro

I giovani e le idee più innovative di sviluppo sostenibile sono stati i protagonisti della seconda giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021. Il tema è cruciale perché questa generazione si troverà a guidare la transizione digitale, ecologica, sociale che potrà sensibilmente cambiare il nostro modo di vivere

I giovani, chiamati alla guida della transizione digitale, ecologica e sociale, sono stati il filo conduttore della seconda giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021. Dalla proposta di un nuovo approccio all’insegnamento alla premiazione dei migliori progetti scolastici e delle migliori idee di start-up per l’Economia Civile, il Festival di Firenze è stata volano di promozione e valorizzazione del protagonismo delle giovani generazioni. Perché non può esserci futuro che non sia partecipato da chi guiderà il Paese nei prossimi anni.

L’ISTRUZIONE È LA CARTA VINCENTE

L’istruzione è il terreno su cui giochiamo le nostre capacità di reagire al cambiamento. A sottolinearlo è stato il Ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi. “Non solo perché dobbiamo insegnare ai ragazzi – ha evidenziato -, ma anche perché dobbiamo porci davanti a loro con coraggio di educare noi stessi; dobbiamo saper andare oltre”. E proprio il tema della terza edizione del FNEC – “Alla ricerca di senso” – “vuol dire andare oltre: oltre la pandemia – ha sottolineato ancora il Ministro -, oltre le ineguaglianze, oltre il senso di smarrimento che abbiamo avuto tutti negli ultimi 20 anni, oltre l’individualismo e il populismo, ponendo la comunità delle persone al centro della crescita economica. Fare della crescita lo sviluppo umano di cui tutti stiamo parlando: questo oggi diventa il terreno probante sul quale misurare le nostre capacità di partecipare alla vita civile”.

“Bisogna praticare, non solo predicare”, ha aggiunto il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, in collegamento con il FNEC. Abbiamo assoluto bisogno di promuovere l’imprenditoria giovanile – ha evidenziato il Ministro – e di persone che abbiano una visione diversa sul futuro in questo momento di grande trasformazione. Una trasformazione che è già iniziata con l’avvio dell’implementazione del PNRR, che prevede forme di premialità per le imprese che valorizzano l’occupazione giovanile e femminile. Ma la fase di programmazione – ha assicurato il Ministro Giovannini – non è ancora finita. “Dobbiamo darci un approccio sistemico – ha spiegato -, in modo da spingere le Regioni ed i Comuni a spendere le risorse secondo i criteri del PNRR. Noi, come Ministero, stiamo già lavorando in tal senso. Iniziative come quelle legate all’economia civile, se non contenute all’interno del PNRR, possono comunque essere sviluppate grazie all’utilizzo di altri fondi. Nello scenario futuro non c’è solo il PNRR, ma 15 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione, oltre a 80 miliardi dei prossimi fondi europei ed i fondi pluriennali di investimento”.

RIPENSARE LE COMPETENZE IN SENSO COOPERATIVO

L’innovazione nasce dall’intreccio di competenze. È stata la convinzione espressa da Mauro Berruto, allenatore di pallavolo ed ex CT della Nazionale Italiana. Lo dimostra la storia della trasformazione di una maschera da sub commercializzata da una nota catena di articoli sportivi in un respiratore ad uso ospedaliero. Un’idea di un medico in pensione del bresciano che, nel dramma della prima ondata di Coronavirus, ha contattato un ingegnere e un divulgatore scientifico trovando una soluzione alla grave carenza di strumenti che a marzo 2020 mise in crisi la sanità italiana, soprattutto nelle regioni in prima linea nel contrasto della pandemia. È questa la forza della cooperazione, della collaborazione in senso “orizzontale”. Ed è quello – ha evidenziato Berruto – che serve oggi: un nuovo modo di intendere la formazione. Le competenze verticali in sé non hanno più senso – ha osservato – se non possono essere legate con altre competenze in modo orizzontale.

LA “NEXT GENERATION” SI PREPARA AL FUTURO

ll Liceo Statale De Cosmi di Palermo è stata la Scuola Ambasciatrice di Economia Civile 2021, con un progetto dedicato a contrastare la povertà educativa attraverso giochi e promozione della lettura. Premiati sul palco del FNEC anche i giovani del progetto europeo “ScoopCons”. La start-up torinese We Glad, che con la sua app pensata per geolocalizzare in tempo reale le barriere architettoniche, è stata la vincitrice del Premio Nazionale “Prepararsi al Futuro”. Il Premio dedicato a scuole e start-up è stato ideato proprio per dare spazio alle idee di sviluppo sostenibile dei giovani, pensate sui banchi di scuola o con un approccio innovativo al lavoro e al business. Come quello dei Giovani Soci delle Banche di Credito Cooperativo, sul palco del Festival Nazionale dell’Economia Civile con la portavoce Stefania Chimenti. Un’esperienza lunga, fatta di azioni concrete e portate avanti insieme, che dimostra come sia possibile oggi per i giovani essere davvero protagonisti. Occorre infatti “ribaltare la prospettiva – ha sottolineato Chimenti -, non stare solo seduti ad ascoltare ma riuscire ad avere un confronto, che è un valore aggiunto”. Dopo 11 anni, oggi i Giovani Soci delle BCC, di cui fanno parte oltre 80mila under 30, hanno cambiato il volto del Credito Cooperativo: laddove c’è un gruppo di Giovani Soci – ha osservato Chimenti – le BCC hanno ampliato l’offerta di strumenti finanziari dedicati ai giovani. 

IL CREDITO COOPERATIVO PER NEXT GENERATION EU

“Da molti anni, al centro delle nostre politiche di crescita, c’è un’attenzione alle imprese giovani”. A sottolinearlo è stato il Direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti. “Anche un rapporto del MISE evidenzia come una grandissima parte del finanziamento destinato alle startup innovative, venga dalle nostre banche. Next Generation EU, il programma da 750 miliardi di euro per il rilancio di un’economia Ue travolta dalla crisi pandemica, è quindi un’opportunità straordinaria – ha evidenziato – e abbiamo il compito di concentrarci molto sul significato e sul senso di questo elemento. Bisognerà pensare alle generazioni del domani, rendendole generative. Soltanto così, stimolando la creatività dei giovani – ha aggiunto -, riusciremo a creare un nuovo mondo del lavoro, adeguato alle sfide future, contribuendo anche alla felicità pubblica. Abbiamo imparato che la felicità personale è impossibile senza quella di chi ci sta intorno”.