La fiducia dei soci per proseguire il cammino

di FRANCESCO LIBERATI

Cari soci, facendo un bilancio a mente fredda sul 2020 che ci siamo lasciati alle spalle dobbiamo trovare spunti di ottimismo in grado di tracciare una via al di fuori della crisi attuale. Certo, la pandemia ha provocato lutti, disagio sociale e grave arretramento economico in buona parte del mondo. L’Italia, in particolare, subito dopo il propagarsi del virus dalla Cina, è stato il primo grande Paese europeo colpito, e ha avuto la necessità di assumere, dopo una prima fase di smarrimento, provvedimenti restrittivi sulla mobilità sociale e relazionale delle persone, limitando pesantemente l’attività economica e la normale vita civile. 

La produzione di beni e servizi ha mostrato un rallentamento superiore a quello sperimentato con la grande crisi conseguente all’esplosione della bolla dei mutui sub-prime nel 2009. Il prodotto interno lordo del Paese nel 2020 è crollato di circa il 9% ed è stato stimato che gli italiani hanno perso circa 156 miliardi a fronte di un aumento dei depositi bancari di quasi 60 miliardi, dato questo che non va letto in modo positivo poiché riflette la stasi dei consumi e degli investimenti. Il tutto in un Paese che già faticava a tenere il passo con le economie concorrenti.

Ma nonostante la drammaticità della situazione, l’Italia ha comunque mostrato di saper affrontare gli esiti catastrofici del virus. La partecipazione alle misure di contenimento della pandemia è stata ampia e responsabile, tanto che nel corso del 2020 da più parti nel mondo il nostro Paese è stato preso ad esempio per la sua reazione collettiva sentita e solidale. Il sistema sanitario nazionale, nonostante la spesa pubblica per questo settore sia stata ampiamente ridimensionata negli ultimi anni, ha sostanzialmente retto, mostrando a più riprese la capacità di fare fronte ad una emergenza assolutamente inedita. Questo grazie anche al sacrificio di tanti medici e operatori che hanno messo a repentaglio la propria salute, ai quali deve andare la nostra più profonda gratitudine. 

Il governo da parte sua ha cercato di intervenire con un sistema di ristori che naturalmente non possono rappresentare una risposta efficace nel lungo termine, ma che hanno almeno contribuito, nel corso dell’anno, a mantenere salda la coesione sociale del Paese. 

In tutto ciò la nostra Banca, in ossequio alla sua tradizionale missione mutualistica, non poteva far mancare il suo apporto nei territori nei quali opera. Sono state innanzitutto messe in campo misure di sicurezza a tutela della salute di dipendenti e clienti. Poi c’è stato l’impegno per dare seguito a tutte le misure governative di garanzia pubblica atte a sostenere il credito a famiglie e imprese. In questa azione vanno comprese anche le sospensioni delle rate dei mutui a tutti i soggetti colpiti economicamente dalle conseguenze della pandemia, sia a seguito del Decreto Legge governativo n. 18 del 17 marzo 2020 che con iniziative autonome. Inoltre, sul piano solidaristico la Banca si è mossa attivamente, sostenendo le strutture sanitarie di Lazio, Abruzzo e Veneto anche grazie al contributo di soci e clienti. Un impegno straordinario percepito dal nostro pubblico, che continua a darci la fiducia necessaria a proseguire la nostra missione.