Il nostro futuro al fianco dell’intelligenza artificiale

Nel convegno organizzato dal Lab lo scorso 2 ottobre gli interventi di Fabio Moioli, Direttore dell’area imprese di Microsoft Italia, e di Luca La Mesa, social media strategist di fama europea. L’uomo – hanno spiegato – ha bisogno della rapidità di calcolo e degli strumenti propri di un’intelligenza artificiale, che però deve essere indirizzata e programmata. La decisione finale spetterà comunque sempre all’uomo

In che modo l’intelligenza artificiale potrà aiutarci a superare le grandi sfide che attendono l’uomo? Cambiamenti climatici, flussi migratori, energia, cibo e acqua accessibile a tutti, contrasto al diffondersi di malattie sempre più aggressive: sono questi i temi con i quali l’uomo si sta già confrontando e con i quali si troverà a confrontarsi sempre di più, necessariamente con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Per poter rispondere e dibattere di questi argomenti – che c’interessano da molto vicino, più di quanto noi crediamo – il Laboratorio Giovani Soci della Bcc di Roma ha invitato all’evento organizzato lo scorso 2 ottobre nella sala verde di Viale Oceano Indiano, i massimi esponenti sul tema: Fabio Moioli, Direttore dell’area imprese di Microsoft Italia, con esperienze di lavoro in tutto il mondo e Luca La Mesa, social media strategist di fama europea.

Fabio Moioli

Il confine? Lo traccia la stupidità umana

Ascoltare Moioli parlare di intelligenza artificiale è stato come un salto nel vuoto. Quasi 100 ragazzi lo hanno fatto in silenzio, per poi, alla fine, “tempestarlo” di domande, alle quali Moioli non si è sottratto, anzi ha risposto con un entusiasmo che ne contraddistingue l’elevato profilo professionale.

Ascoltarlo, dicevamo, è stato un salto nel vuoto: partire da cose note, come la sfida a scacchi di Kasparov al computer Deep Blue IBM nel 1992, per arrivare però ad una porta che l’uomo non ha del tutto aperto, ma che presto lo farà: ed è la porta che conduce al sottilissimo confine che separa l’usare e dall’essere usati dall’intelligenza artificiale. Il tutto ha un limite: la stupidità umana. Perché – come ha ricordato Moioli parafrasando l’eroe della Marvel Spiderman – “da una grande intelligenza artificiale, deriva la necessità di un grande cuore”. Già perché il computer, perfino quello quantico, in grado in un secondo di fare calcoli che i computer di oggi impiegherebbero 12 mesi a fare, ha bisogno di essere programmato e di essere guidato per aiutare l’uomo in modo concreto. Tra il migliore chirurgo del mondo e il computer, chi è in grado di eseguire l’intervento migliore? Nessuno dei due, l’uomo ha bisogno della rapidità di calcolo e degli strumenti propri di un’intelligenza artificiale, che però deve essere indirizzata e programmata e comunque la decisione finale spetterà sempre all’uomo.

Luca La Mesa

Insomma, se è vero che gli scenari raccontati nel film Terminator sono certamente esagerati, è altrettanto vero che le straordinarie capacità dell’intelligenza artificiale devono essere gestite e guidate. Non tutti sanno, ad esempio, che oggi il poeta, il cantante e il conduttore radiofonico (conduce 16 trasmissioni in contemporanea) più seguiti al mondo, con circa 660 milioni di follower sono un’unica intelligenza artificiale creata da Microsoft in Cina che si chiama Xiaoice. Dunque già pensare alla potenza massmediatica di un qualcosa del genere fa tremare i polsi. Ma gli esempi “divertenti” da fare oggi sono tantissimi: dal computer che ha battuto il campione mondiale di GO (un gioco cinese da tavolo) che è in grado di elaborare più mosse di quanti siano gli atomi dell’universo, fino all’intelligenza artificiale alla quale sono stati mostrati per pochi secondi i quadri di Rembrandt e che, attraverso l’ausilio di una stampante 3D ne ha riprodotto uno che i maggiori esperti al mondo di Rembrandt hanno dichiarato essere un originale.

Ma dalla pittura, alla musica, all’arte, si fa presto ad arrivare a temi che ci riguardano da molto vicino e possono cambiare la nostra vita: la sicurezza, attraverso il riconoscimento facciale, sul quale nel 2016 è stata raggiunta la parità uomo macchina, la salute, attraverso la chirurgia con l’intelligenza artificiale che aiuta il chirurgo a vedere ciò che non è visibile a occhio umano. Poi si arriva alla matematica, alla scrittura e alla traduzione, dove anche qui nel 2017 è stata raggiunta la parità uomo macchina nel tradurre in tempo reale il cinese in tutte le lingue occidentali. E poi la domotica.

La potenza dei social network

E naturalmente qualunque sia la materia e l’ambito di applicazione, a diffondere le nuove capacità dell’intelligenza artificiale saranno i social network, la cui potenza massmediatica, nel bene e nel male, abbiamo già potuto testare. A parlarne al convegno promosso dal Laboratorio Giovani Soci della Bcc di Roma è stato Luca La Mesa, esperto di social media con esperienze in multinazionali attive in diversi settori, che ha aperto il convegno spiegando ai giovani presenti – quotidianamente connessi – che in realtà i social media evolvono continuamente, è “super semplice iniziare ad usarli, molto difficile usarli in maniera avanzata e il vero ritorno lo si ha solo sulla fascia alta, utilizzandoli in maniera professionale”. E anche qui il confine sta sempre nell’intelligenza umana (o nella stupidità) che nel caso dei social è fondamentale: le insidie mediatiche che questi meccanismi riservano sono troppo alti e spesso i messaggi, se veicolati in modo errato, si trasformano in boomerang potentissimi. Dunque La Mesa ha concluso spiegando quanto – pur sembrando un gioco semplice e accessibile a tutti – sia importante approfondire e studiare l’uso dei social network. E lo è perché spesso sono proprio i giovanissimi che approcciano applicazioni come Tik Tok, Instagram, senza rendersi conto dei danni che stanno facendo a loro stessi. Al contrario, l’essere in grado di utilizzare in modo corretto questi strumenti, equivale ad avere un’arma potentissima in mano, tanto che il social media marketing oggi è la materia più studiata dalle multinazionali, a partire da quelle che il Laboratorio ha portato a confrontarsi in questi anni con i giovani soci della Bcc di Roma, quali Microsoft, Facebook, H-Farm e ZTE.

Piergiorgio Liberati