Il microcredito una leva per far ripartire l’Italia

Prima nella fase post-sisma in Abruzzo e oggi con un’articolata offerta di servizi ausiliari, Microcredito per l’Italia si conferma realtà di primo piano a disposizione di piccole imprese e artigiani. Grazie anche alla fruttuosa collaborazione con BCC Roma. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato della società, Saverio Rosa

Dott. Rosa, può spiegare ai nostri lettori che ancora non la conoscono cosa è Microcredito per l’Italia?

La nostra missione è quella dell’inclusione finanziaria, ovvero permettere l’accesso al credito a chi ha bisogno di un finanziamento ma è escluso o respinto dai circuiti bancari tradizionali. Offriamo servizi di ascolto, supporto e accompagnamento durante tutto il percorso di finanziamento, prima dell’erogazione e successivamente in fase di rimborso. Il target è quello costituito da micro e piccole imprese, famiglie e organizzazioni del terzo settore. La nostra azione si colloca, insomma, in uno spazio intermedio: dove lo Stato non può arrivare, per mancanza di risorse e di competenze specifiche, e il mercato bancario non può più spingersi, a causa di un eccessivo rischio e di vincoli troppo stringenti. Ad oggi abbiamo sostenuto l’erogazione di oltre 1500 microcrediti affermandoci come una delle più importanti realtà italiane del settore.

Come avete iniziato ad operare?

Siamo un’impresa giovane, che raccoglie i frutti di una lunga esperienza precedente, quella Etimos Foundation. Ufficialmente siamo nati a fine 2011 come evoluzione di un’iniziativa di microcredito post-terremoto avviata all’Aquila e in Abruzzo su richiesta del Dipartimento di Protezione Civile. A giugno 2012 abbiamo ottenuto il riconoscimento come intermediario finanziario da Banca d’Italia. A settembre 2012 abbiamo allargato le attività ai comuni dell’Emilia, della Lombardia e del Veneto colpiti dal terremoto pochi mesi prima. I risultati ottenuti hanno dimostrato l’efficacia del microcredito come strumento capace non solo di dare risposta ai bisogni tipici dei contesti post emergenza, ma di offrire un supporto più ampio, a imprese e famiglie, per aiutarle ad affrontare la crisi economica e guardare al futuro. Abbiamo agito sostanzialmente come un confidi.

Ma oggi la vostra operatività è cambiata.

Sì: a seguito dell’uscita dei decreti attuativi dell’ottobre 2014 (Dl 176/2014) abbiamo sottoscritto un nuovo accordo quadro nazionale con l’Ente Nazionale del Microcredito, che affianchiamo in qualità di soggetto erogatore di servizi ausiliari in favore dei singoli beneficiari nell’ambito dei finanziamenti di microcredito. Operiamo attraverso la formazione in materia di tecniche di amministrazione d’impresa, la formazione all’uso delle tecnologie per l’innalzamento della produttività, la definizione dei prezzi e delle strategie di vendita, il supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali, amministrativi, l’individuazione e la diagnosi di eventuali criticità. Sosteniamo insomma la strategia di sviluppo dell’attività imprenditoriale di ogni singolo beneficiario.

Quali sono i soggetti che possono avvalersi dei vostri servizi?

Noi operiamo con lavoratori autonomi titolari di partita IVA da non più di cinque anni e con massimo cinque dipendenti, con imprese individuali titolari di partita IVA da non più di cinque anni e con un massimo di cinque dipendenti, con società di persone, società tra professionisti, Srl semplificate, società cooperative.

La collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Roma appare solida e fruttuosa. Cosa può dirci in proposito?

I rapporti tra le nostre due realtà vengono da lontano, dall’ottimo lavoro svolto in favore dell’Abruzzo nella fase post-sisma (peraltro ricordo che in quel contesto il grado di insolvenza si è rivelato decisamente contenuto, nell’ordine del 3%). Oggi lavoriamo insieme tramite l’Ente Nazionale del Microcredito. Al progetto ENM siamo stati i primi ad aderire come ente erogatore di servizi, così come BCC Roma è stata la prima banca a dare la sua disponibilità. E infatti è oggi ai primi posti nel Lazio per operatività con il Fondo Centrale di Garanzia, a dimostrazione di un meritorio attivismo a favore di piccole imprese e famiglie. Abbiamo insomma aperto insieme la strada di una progettualità sinergica che adesso sta coinvolgendo tutto il sistema bancario. D’altra parte i numeri parlano chiaro: tramite BCC Roma stiamo gestendo circa 600 finanziamenti e stiamo lavorando intensamente nel Lazio, in Abruzzo e, da ultimo, anche in Veneto. È un’attività che credo di cruciale importanza per favorire la piena ripresa nei nostri territori.

G.P.