Il microcredito un rimedio contro l’usura

Un convegno ad Avezzano per fare il punto sulla piaga dell’usura, a cui contribuiscono fenomeni sociali come il gioco d’azzardo e la ludopatia. Lo ha organizzato la Fondazione Jubilaeum in partnership con BCC Roma. Il Presidente Liberati ha ricordato l’impegno costante della Banca in tema di microcredito, strumento efficace contro il sovra indebitamento di famiglie e piccoli imprenditori

“Avevo un piccolo squilibrio finanziario, ma ero già sotto con la banca che non poteva darmi altra liquidità, poi è arrivata Equitalia perché non riuscivo a pagare le imposte. Allora ho cercato una via alternativa. All’inizio erano gentili, il loro denaro mi ha dato ossigeno. Poi, senza che nemmeno me ne accorgessi, il baratro: mi hanno chiesto interessi fino al 300% e se non pagavo botte e minacce, finché sono stato costretto a vendere tutto, ma nemmeno quello è bastato”.

Iniziano tutte più o meno così le storie di imprenditori e di famiglie spezzate dalla piaga dell’usura. Ma che fare di fronte ad un fenomeno che costituisce una delle principali voci di profitto delle varie criminalità organizzate?

Si è parlato proprio di questo in un convegno organizzato lo scorso 23 ottobre ad Avezzano dalla Fondazione Jubilaeum in partnership con la nostra Banca.

L’incontro, che ha coinvolto gli alunni di alcune scuole superiori del territorio marsicano, ha visto l’alternarsi di esperti che hanno proposto soluzioni ed analisi ed è stato moderato da Don Antonio Salone, parroco della parrocchia di Santo Spirito di Avezzano, che da anni è impegnato nella lotta all’usura.

In apertura Antonella Bovini ha raccontato la storia della Fondazione Jubilaeum, di cui è Presidente, nata proprio in risposta a vari episodi di cronaca che hanno portato alla luce come anche nel territorio marsicano il fenomeno dell’usura sia presente con tutto il suo carico di disagio sociale. La Fondazione, anche con l’ausilio di BCC Roma, con la quale è stata stipulata un’apposita convenzione, può fornire alle banche garanzie per prestiti a tassi calmierati, usufruendo del fondo antiusura istituito presso il Ministero Economia e Finanze dalla legge 106/96.

Il Presidente BCC Roma Francesco Liberati ha ricordato come esattamente dieci anni fa, con il fallimento della Lehman Brothers, è iniziato un cortocircuito tra la finanza globale e le persone comuni, con le loro aspettative e le loro necessità concrete. Il modello economico, basato sulla globalizzazione incontrollata e sulla supremazia del mercato, ha fallito nel suo obiettivo principale: migliorare la qualità della vita di un numero sempre maggiore di individui, ed ha invece generato una più ampia frattura tra ricchi e poveri.

“I numeri nel nostro paese – ha detto Liberati – sono impietosi: l’Istat ha da poco certificato un aumento delle famiglie in povertà assoluta, che in Italia sono 1 milione e 778 mila. I prestiti anti usura possono essere una risposta concreta al problema del sovra indebitamento, lì dove i canali ordinari del credito sono necessariamente preclusi. In questo comparto BCC Roma è già attiva da tempo, sia con i confidi che con le varie Fondazioni impegnate in questo ambito. Faccio riferimento in particolare alla Fondazione Salus Popoli Romani della Caritas di Roma, con cui sono attivi un centinaio di piccoli prestiti dati a famiglie a rischio usura, e proprio con la Fondazione Jubilaeum speriamo di replicare anche nella regione Abruzzo i positivi risultati riscontrati nel Lazio”.

La sensibile crescita dell’indebitamento delle famiglie non è solo dovuta alla perdurante crisi economica ma anche alla diffusione di modelli culturali e stili di vita sempre più consumistici. Il gioco di azzardo, ha spiegato il prof. Maurizio Fiasco, è un fenomeno in crescita preoccupante nel nostro Paese ed è spesso collegato al ricorso all’usura. È un mercato che in Italia vale ormai 100 miliardi, di cui il 10,5% è trasformato in entrate tributarie. Una risorsa importante, pari al 2% del totale delle entrate, ma uno Stato biscazziere, ha spiegato Fiasco, non fa mai un buon affare, e questo al di là dell’evidente problema etico che si viene a creare. Basti pensare che se queste risorse si trasformassero in mero consumo, considerando il livello attuale dell’aliquota di imposta sul valore aggiunto (22% di aliquota ordinaria) lo Stato incasserebbe almeno il doppio.

Nel suo intervento, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano Maurizio Maria Cerrato ha sottolineato come il fenomeno del degrado sociale e del gioco d’azzardo siano strettamente collegati. La ludopatia è una dipendenza con dinamiche patologiche simili al consumo di eroina. Un pensiero assoluto e persistente che mette a rischio ogni altra relazione sociale. Il Magistrato ha citato un caso di cronaca che l’ha particolarmente colpito, avvenuto recentemente proprio in un paese della Marsica: una donna praticamente morta di inedia e di stenti mentre il suo compagno era impegnato a spendere i pochi soldi della sua pensione nel gioco d’azzardo.

Il convegno è stato chiuso da Domenico Buonocunto, responsabile del Servizio Marketing BCC Roma, che ha fatto il punto sui prestiti di microcredito garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia.

La nostra Banca, ha detto Buonocunto, ha finanziato circa 1.200 nuove aziende con gli strumenti nazionali e regionali, per oltre 22 milioni di erogato. Se le statistiche ci dicono che per ogni finanziamento di microcredito imprenditoriale mediamente si sviluppano 2,43 nuovi posti di lavoro allora un piccolo esercito di quasi tremila persone ha trovato una nuova occupazione grazie soprattutto alla loro intraprendenza, ma con l’intervento fondamentale della nostra Banca.

Queste, ha concluso Buonocunto, sono iniziative concrete che dimostrano come la collaborazione fattiva tra banche a vocazione territoriale, enti locali, Onlus e Fondazioni possa essere una risposta fattiva contro quella cultura dello scarto tante volte stigmatizzata dal Papa, generata da un sistema economico iniquo, che accetta che alcune persone espulse dal sistema economico produttivo vengano considerate come un vero e proprio rifiuto sociale.