Il Mausoleo di Augusto

Dopo anni di restauri il celebre monumento funerario è stato riaperto al pubblico. Ripercorriamone brevemente le vicende a partire dal 28 a.C., quando l’imperatore Augusto faceva la storia e, nello stesso tempo, pensava alla memoria che di lui sarebbe stata serbata nei secoli

Dopo quattordici anni, lo scorso primo marzo il Mausoleo di Augusto è tornato finalmente accessibile al pubblico. Era stato chiuso nel 2007, quando partirono le indagini archeologiche preliminari alla realizzazione del progetto di recupero e restauro. L’evento è un buon pretesto per ripercorrerne la storia e per prepararsi a una visita d’obbligo a uno dei monumenti funerari più importanti dell’antichità.

 

 

Situato in piazza Augusto Imperatore, risale al I secolo a.C. e occupava una parte dell’area settentrionale dell’originario Campo Marzio romano. Vi furono tumulati, oltre ad Augusto stesso, diversi membri della dinastia giulio-claudia. L’ultimo imperatore ad esservi seppellito fu Nerva.

Ma quando è che Augusto decise di costruirlo? Erano passati pochissimi anni dalla battaglia di Azio del 31 a.C.. La flotta fedele a Ottaviano, condotta dall’ammiraglio Marco Vipsanio Agrippa, aveva sbaragliato quella di Antonio e Cleopatra. La guerra civile fra l’erede designato di Giulio Cesare e il suo antico luogotenente si era finalmente conclusa.

Ottaviano, che di lì a pochi anni avrebbe ricevuto il titolo di “Augusto”, poteva finalmente concentrarsi sul governo di un impero sempre più vasto. Lo consolidò, promosse importanti infrastrutture, diede ai romani un sistema monetario stabile, assicurò pace e diritto alle popolazioni dell’Impero, fece di Roma una città monumentale.

Il mausoleo venne iniziato nel 28: Augusto, dunque, faceva la storia e, nello stesso tempo, pensava alla memoria che di lui sarebbe stata serbata nei secoli. Era appena tornato da Alessandria d’Egitto, dopo aver conquistato l’Egitto tolemaico. E fu proprio lì che ebbe modo di vedere la tomba in stile ellenistico di Alessandro Magno, probabilmente a pianta circolare, da cui trasse ispirazione per la costruzione del proprio mausoleo. L’altro riferimento fu il mausoleo di Alicarnasso – la moderna Bodrum – costruito attorno al 350 a.C. in onore del re Mausolo e annoverato tra le sette meraviglie del mondo antico.

La forma circolare del Mausoleo di Augusto ricorda però più le antiche tombe etrusche che non i sepolcri greci. Il primo ad esservi seppellito fu Marco Claudio Marcello, il nipote prediletto ed erede designato di Augusto, morto improvvisamente nel 23 a.C., seguito dalla madre di Augusto, Azia maggiore.

Vi furono tumulati poi il genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa, il figlio adottivo Druso maggiore e i nipoti Lucio e Gaio Cesare. Lo stesso Augusto vi fu sepolto nel 14 d.C. Svetonio racconta che il corpo di Augusto venne trasportato da Nola (dove era morto) a Bovillae e poi a Roma.

Il Mausoleo detiene un record: è la più grande tomba circolare al mondo. Il diametro misura ben 87 metri. Si componeva di un corpo cilindrico, al centro del quale si apriva verso sud una porta preceduta da una breve scalinata. All’interno, si trovava la cella sepolcrale che ospitava le urne con le ceneri dei parenti di Augusto. L’urna dell’Imperatore con ogni probabilità si trovava nel cilindro centrale, in corrispondenza della statua posta sulla sommità.

In prossimità dell’ingresso, forse su pilastri, erano collocate le tavole bronzee con incise le Res Gestae, il racconto delle imprese politiche di Augusto redatto da Augusto stesso (il testo è trascritto sul muro del vicino Museo dell’Ara Pacis).

Il cilindro centrale aveva un’altezza che raggiungeva i 40 metri. Svettava sulle colline vicine e proiettava la statua bronzea di Augusto, che era posta sulla sua sommità, in alto, così da essere visibile anche da molto lontano.

Fu usato come tomba per più di un secolo. Poi il declino. Quando gli imperatori successivi si costruirono sepolcri diversi, il Mausoleo fu lentamente lasciato in stato di abbandono.

La tradizione vuole – ma mancano evidenze storiche – che nel 410, durante il sacco di Roma da parte di Alarico, i visigoti saccheggiassero le urne disperdendone le ceneri, senza tuttavia danneggiare la struttura dell’edificio. 

Durante il Medioevo il luogo fu soggetto alle inondazioni del Tevere, e in data imprecisata gli obelischi egiziani posti all’ingresso crollarono a terra. Il monumento fu lentamente e sistematicamente spogliato dei rivestimenti marmorei e di pregio e nel corso del XII secolo la famiglia Colonna trasformò le strutture rimaste prima in roccaforte, poi in giardino e vigna.  

Mentre passava di mano in mano, il Mausoleo ospitò un giardino pensile, un anfiteatro per spettacoli di corride e fuochi artificiali, un teatro di posa e all’inizio del 1900, con il nome di Auditorium Augusteo, fu una delle sale da musica più famose d’Europa.

In epoca fascista venne tentato il restauro del monumento: fu demolito l’Auditorium che sovrastava il Mausoleo e con esso le costruzioni che durante i secoli gli erano cresciute addossate. La guerra interromperà l’opera e da allora la tomba di Augusto sarà nuovamente abbandonata.

Nel 2007, infine, i nuovi scavi archeologici del sepolcro e della piazza circostante. Ed oggi la riapertura.