Il Foro e i Mercati di Traiano

Costruito con il bottino di guerra ricavato dalla conquista della Dacia, quello dell’imperatore Traiano è il più esteso dei Fori Imperiali di Roma. Per realizzarlo fu necessario tagliare parte della collina che univa Campidoglio e Quirinale. Risultato? Una grande opera ingegneristica arricchita dalla contemporanea edificazione di un sofisticato complesso di edifici, i Mercati, oggi sede di un prestigioso museo

Roma alla fine del I secolo a.C. era ormai la capitale di un impero che si estendeva dalla Spagna all’Asia Minore, dalla Gallia al nord Africa, e il Foro Romano era, a questo punto, divenuto insufficiente ad accogliere le funzioni di centro monumentale, religioso, politico e amministrativo della città.

Busto dell’Imperatore Traiano

Il primo a costruire una nuova piazza fu Giulio Cesare nel 54 a.C.; dopo di lui, fu edificato il Foro di Augusto, poi quello Transitorio, costruito da Domiziano ed inaugurato da Nerva e per ultimo il Foro di Traiano, costruito nel 112 e 113 d.C..

I mercati di Traiano si trovano all’interno di questo articolato sistema dei Fori Imperiali

Dal punto di vista urbanistico-architettonico i fori sono piazze monumentali porticate con esedre, di forma quadrangolare con il lato di fondo enfatizzato dal tempio dedicato alla divinità protettrice dell’imperatore e affiancate da basiliche, all’interno delle quali si svolgevano le funzioni giuridico-amministrative. Spesso erano presenti anche le biblioteche, che garantivano, insieme alle gallerie di statue, l’aspetto culturale a tutto il complesso. E anche nel Foro di Traiano troviamo la piazza monumentale, la Basilica Ulpia, un cortile porticato con la Colonna Traiana e due biblioteche.

I nuovi Fori Imperiali hanno dimensioni ed orientamenti diversi, a causa degli spazi a disposizione e delle strutture preesistenti.

Per questo motivo la costruzione dell’ultimo dei Fori, quello di Traiano, portò alla modifica sostanziale della topografia e orografia della zona poiché, per far spazio alla nuova costruzione, fu aperto un varco verso il Campo Marzio, tagliando parte della collina che univa Campidoglio e Quirinale. L’altezza della “sella” che univa i due colli è testimoniata dalla colonna Traiana che, con l’iscrizione sul suo basamento, ricorda l’impresa ingegneristica, condotta dall’architetto di Traiano: Apollodoro di Damasco.

Il risultato di questi lavori fu eccezionale e portò alla costruzione, oltre che del Foro, del sofisticato complesso di edifici denominato Mercati di Traiano.

Per regolarizzare e sostenere il taglio effettuato sulle pendici del colle Quirinale, fu quindi progettato un complesso sistema di concamerazioni su sei livelli, realizzato utilizzando in maniera eccellente la versatile tecnica costruttiva del cementizio e vari tipi di coperture a volta. L’insieme, che si adatta con plasticità al dislivello, ha un’importantissima funzione statica, poiché “fodera” e contiene il taglio della collina, e rappresenta al tempo stesso il collegamento tra gli spazi pubblici monumentali della valle del foro e i quartieri densamente abitati del Quirinale e della Suburra.

L’impatto ambientale fu notevole: la struttura dei cosiddetti Mercati supera ben quaranta metri di dislivello ed è formata da una parte inferiore e una superiore, con denominazioni (come quella dei “Mercati”) tutte moderne e convenzionali, che però sono utili per riconoscere e identificare i vari corpi di fabbrica.

La parte inferiore è costituita dal Grande Emiciclo, con due grandi aule semicircoli alle estremità, e dal Piccolo Emiciclo, sempre dalla forma semicircolare. Gli emicicli e le aule hanno una ricca decorazione pavimentale, con mosaici ad elementi geometrici e decorazioni parietali e probabilmente avevano una funzione pubblica: uffici, aule di tribunale e, soprattutto per quanto riguarda le aule, scuole o auditoria. Erano comunque edifici pubblici con funzioni diverse, serviti al loro interno ed esterno da un moderno sistema di collegamenti a più livelli: questa parte inferiore dei Mercati era collegata alla Suburra da una scalinata, denominata oggi di Campo Carleo, mentre un’altra strada separava il Grande e Piccolo Emiciclo dalla parte superiore dei Mercati.

Questa strada, che si sviluppa in salita, è la via Biberatica, nome certamente antico che deriva dal sostantivo latino biber (bevanda). Il nome e la presenza di tabernea, che si aprono ai lati della via, ci suggerisce quindi la probabile destinazione commerciale dell’area, anche se si tratta solo di una strada pedonale.

La via Biberatica, lastricata da basoli, separa la parte inferiore dei Mercati, dalla superiore, denominata Grande Aula e Corpo Centrale. La Grande Aula ha due piani di altezza ed è coperta da una monumentale volta a sei crociere; la sua funzione non è precisamente chiara, ma vista la dimensione e la disposizione della struttura e degli ambienti gli si attribuisce la funzione di archivio, oppure di luogo destinato a cerimonie ufficiali.

Il Corpo Centrale si snoda tra la via Biberatica e via della Torre e rappresenta uno dei rari esempi di edificio romano che, pur con diverse trasformazioni e adattamenti avvenuti nel corso dei secoli, si conserva per tutta la sua altezza. È costituito da tre piani e gli ambienti più significativi si trovano al primo piano, dove sono presenti ampie stanze ed aule absidate: qui si collocava molto probabilmente il centro amministrativo del Foro di Traiano, la sede del procurator Fori Traiani, un funzionario molto importante, incaricato di gestire tutte le attività connesse con il Foro.

La vita di questo complesso monumento non si concluse con il declino dell’Impero Romano: nel corso dell’età tardo antica e poi nel medioevo, le famiglie nobili della città si impadronirono dei diversi edifici, frazionando la proprietà e trasformando i Mercati di Traiano nel possente Castellum Miliciae, con l’annessa Torre delle Milizie.

La proprietà di questi ambienti passò, nel corso dei secoli, di famiglia in famiglia, fino all’insediamento all’interno della struttura, nel 1574, del convento di Santa Caterina da Siena, in seguito all’assegnazione effettuata da Papa Pio V.

Infine, nel 1885 il convento fu allontanato, per far posto alla caserma “Goffredo Mameli”. L’ultimo, importante e fondamentale cambiamento avvenne tra il 1926 ed il 1934, quando si effettuarono gli scavi per scoprire ed isolare le strutture romane del cosiddetto Mercato di Traiano.

Sabrina Valenti