Il cuore della nostra Banca

di Francesco Liberati

Come ogni anno, si apre con l’autunno il ciclo delle riunioni di territorio con i soci che si concluderà alla vigilia della grande Assemblea di maggio 2020. Con queste riunioni diamo seguito alla nostra consuetudine ultradecennale di andare a trovare i soci a casa loro, informandoli dei risultati e delle prospettive aziendali e, soprattutto, ascoltando la loro voce. È un modo questo per arricchire il rapporto mutualistico bancario, nella consapevolezza che la partecipazione informata alla vita cooperativa sia un bene comune da accrescere e valorizzare. E devo dire con soddisfazione che le riunioni sono sempre state arricchite dalla numerosa presenza dei soci e che molte idee e proposte di miglioramento della Banca sono state focalizzate proprio nell’ambito di questi incontri territoriali.

La Banca ha un rinnovato bisogno del contributo dei soci per rafforzarsi e confermarsi nel proprio ruolo di servizio localistico, coniugando la necessaria innovazione con la capacità relazionale, in un contesto di riferimento in nuovo cambiamento. E lo scenario operativo di fondo si è ulteriormente evoluto in virtù di tre eventi molto importanti: i nuovi assetti europei, con la designazione del futuro presidente della BCE e la nomina della presidente della commissione europea; il cambio di governo nel nostro Paese, con benefici immediati in termini di differenziale tra BTP e bund tedesco ed effetti positivi per la stabilità finanziaria italiana; il prolungamento di una politica monetaria accomodante come una delle ultime mosse di Mario Draghi al vertice della BCE, con ulteriore immissione di liquidità nel sistema e abbassamento dei tassi, ma anche azioni tendenti a premiare le banche che investono nell’economia reale la liquidità acquisita dalla BCE stessa. In questo complesso scenario, per la nostra Banca vi sono nuove sfide e opportunità da cogliere, nel contesto del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea che sta iniziando a svolgere la propria funzione di Capogruppo.

I mutamenti di mercato, infatti, si stanno accentuando e, in particolare, la digitalizzazione sta imponendo profonde modifiche nel modo di fare banca, con gli sportelli tradizionali che avranno un’importanza minore rispetto al recente passato a favore di maggiore automazione e consulenza avanzata su credito, risparmio e assicurazioni. Ma un conto è una riduzione degli sportelli per sovrapposizioni territoriali o nei casi di evidenti diseconomie, un altro è aderire ad un modello di banca che non ci appartiene. Noi siamo e resteremo una banca di relazione. Il cuore della nostra banca sono le agenzie. Il digitale, infatti, non crea relazioni e non deve prevalere sul contatto reale con il cliente, ma integrarlo, con lo scopo di aumentare l’offerta e l’efficienza complessiva.

Tutto ciò non toglie che è impellente la necessità di innovare i processi operativi, investire in tecnologia, recuperare efficienza e incrementare i sistemi di controllo sui rischi. In più vi sono importanti e continui mutamenti del quadro regolamentare, che impongono più elevati livelli di patrimonializzazione. Per questo c’è bisogno della massa critica di tutto il nostro Gruppo per fronteggiare con possibilità di successo tali sfide.

È importante che i soci abbiano piena consapevolezza di questa complessa e delicata fase per il futuro della nostra Banca. Una Banca che rimane ancorata al territorio e che continua a parlare con la gente, non dimenticando mai le proprie radici. Di tutto ciò avremo modo di parlare alle prossime riunioni locali dei soci, dove mi aspetto ancora una volta una numerosa partecipazione.