Il Credito Cooperativo, una risorsa centrale per il nostro futuro

Presentato lo scorso 22 novembre La cultura della solidarietà, il volume con cui Salvatore Rizza fa il punto sull’esperienza della cooperazione di credito. Un’idea economica inclusiva imperniata sul valore della persona, indispensabile in un momento in cui la globalizzazione finanziaria genera molti timori e poche speranze

di Giuliano Polidori

La cooperazione non chiede “soggetti passivi”, meri destinatari di aiuto e assistenza, ma soggetti attivi e propositivi. Quello delle BCC è un potere mite, cioè diffuso e parcellizzato, il cui esercizio non può essere garantito dalla forza, ma dal dibattito e dal confronto che precede le deliberazioni condivise.

Salvatore Rizza

Sono questi solo alcuni degli spunti che innervano l’ultimo lavoro di Salvatore Rizza, studioso da tempo impegnato nella difesa della peculiare idea di sviluppo generata alla fine dell’800 dalla Casse Rurali. Il libro è stato presentato lo scorso 22 novembre presso l’Università Roma Tre.

Dopo i saluti introduttivi di Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università di Roma Tre, è intervenuto Pasquale Basilicata, Direttore Generale dell’Università, che ha rimarcato come Rizza abbia voluto chiarire senza equivoci la sua appartenenza ad una visione dell’economia che si oppone a quella della finanza globale, che considera gli uomini meri numeri. A questa visione alienante il libro oppone quella cooperativistica, quella di una “forza mite” che include e che tiene conto di una base sociale capace di democratizzare e umanizzare i processi economici.

Maurizio Aletti, Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione BCC Roma, ha ricordato la lunga amicizia che lega il prof. Rizza alla nostra Banca e alla Cooperazione di Credito italiana, “della quale si occupa da tanti anni e sulla quale ha scritto molti articoli, che spesso abbiamo avuto il piacere di ospitare sulle pagine della rivista aziendale. Questo suo libro è solo l’ultimo tassello di un’opera meritoria, con la quale l’autore ha inteso negli anni difendere e diffondere la convinzione che la cooperazione e la mutualità rappresentino un elemento di partecipazione democratica al quale la società in cui viviamo non può assolutamente rinunciare. E questo soprattutto in un momento nel quale la globalizzazione dei mercati e la planetarizzazione della comunicazione provocano, purtroppo, più timori che speranze”.

Non è un caso – ha continuato Aletti – che il prof. Rizza scriva in apertura del volume che il motivo che lo ha spinto ad affrontare di nuovo questo tema è stato di carattere “sentimentale”: la necessità, cioè, di affrontare in maniera organica il tema della cooperazione di credito affinché questa idea di sviluppo e di economia mantenga la sua vitalità e la sua centralità.

In merito al prossimo futuro, Aletti ha concluso ricordando che BCC Roma confluirà nel Gruppo Bancario Cooperativo guidato da ICCREA con la forza e l’autorevolezza conquistate in anni di sacrifici, pronta a dare il suo contributo affinché il sistema di valori proprio della tradizione cooperativa rimanga intatto e trovi, soprattutto, la spinta propulsiva per affrontare un futuro carico di sfide, con quel carico di valori che Rizza difende esemplarmente nel volume, una mutualità comunitaria e una solidarietà democratica che fa perno sulla partecipazione di tutti.

Everardo Minardi, docente di sociologia presso l’Università di Teramo, ha ricordato la cruciale missione originaria delle casse rurali, la funzione mutualistica e di sviluppo che ebbero nei borghi contadini. Le BCC che in anni più recenti hanno dimenticato quello spirito e hanno pensato di fare finanza per la finanza sono tutte scomparse.

Infine Salvatore Monni, docente di Economia dello Sviluppo presso Roma Tre, ha ricordato che di fronte alle crisi strutturali non si può solo cercare una mera soluzione tecnica all’interno di un contesto che poi rimane lo stesso. È invece necessario cambiare paradigma, valorizzare una nuova idea di società. La cooperazione è proprio una di quelle idee che mettono in campo soluzioni nuove, e che riescono ad arrivare là dove gli Stati ormai non possono più.