I giovani del Credito Cooperativo a confronto

Il Lab all’ottavo Forum svoltosi a Trieste. Attenzione centrata su educazione finanziaria e comportamentale. Il Comitato di Coordinamento ha ribadito la richiesta di trasformare in obbligo la facoltà che le BCC hanno oggi di costituire gruppi di giovani, il tutto nell’ottica del ricambio generazionale

di Piergiorgio Liberati

Quasi trecento giovani, 54 Banche di Credito Cooperativo rappresentate, tre giornate di lavori, quattro tutor, tre professori universitari e oltre otto ore di formazione sui temi dell’educazione finanziaria, del credito, della scienza comportamentale, della normativa su privacy e trasparenza e della mutualità. Sono questi alcuni dei numeri del Forum dei Giovani del Credito Cooperativo, arrivato alla sua ottava edizione e che si è svolto dal 21 al 23 settembre a Trieste. A organizzarlo la Federazione delle BCC friulane e i suoi giovani soci, in collaborazione con Federcasse, la Federazione nazionale delle BCC-Cr. E naturalmente il Laboratorio Giovani Soci della BCC di Roma ha partecipato, portando il suo contributo anche all’interno del Comitato di Coordinamento nazionale.

Comitato di Coordinamento. Sotto: Augusto Dell’Erba

I lavori dell’ottavo Forum “EconoMia. Spunti e appunti di finanza cooperativa” sono stati aperti venerdì pomeriggio dalla riunione del Comitato di Coordinamento dei giovani del Credito Cooperativo, che ha ribadito la volontà (già avanzata con una lettera del 12 settembre 2018) di richiedere l’ufficializzazione delle realtà giovanili, attraverso un articolo del nuovo Statuto delle BCC-Cr. In sostanza, la richiesta è quella di trasformare la facoltà che le BCC hanno oggi di costituire gruppi giovani in obbligo, il tutto nell’ottica del ricambio generazionale. Una modifica, quella dello Statuto, che però dovrà attendere, visti anche gli impegni e l’agenda dettata dall’autoriforma della BCC.

La giornata del sabato si è aperta alle 9 del mattino ed è stata completamente dedicata alla formazione fino alla sera. Dopo i saluti istituzionali da parte del Presidente della Federazione della Fvg, Luca Occhialini, quelli del Presidente del Credito Cooperativo del Carso (Bcc ZKB), Adriano Kovačič e del Vescovo di Triste, Monsignor Giampaolo Crepaldi, è stata la volta dell’applauditissimo Stefano Za­ma­gni, Professore di Economia Politica all’università di Bologna. La sua conoscenza della materia e il suo modo di comunicare diretto e lineare hanno completamente rapito la platea dei 300 giovani che hanno ascoltato in religioso silenzio una “lectio magistralis” sul Credito cooperativo, su come la realtà delle banche di comunità sia ancora più attuale rispetto al passato e sul perché questa forma di cooperazione di credito sarà in futuro fondamentale per la salvaguardia della democrazia. Per Zamagni, infatti, la globalizzazione e la sua IV rivoluzione industriale hanno ridotto al minimo i rapporti umani, dai quali però nasceva il concetto fondamentale di fiducia. Zamagni ha spiegato come il cosiddetto “transumanesimo” e la convinzione che le macchine possano fare meglio dell’uomo siano concetti che hanno forti limiti. E l’errore più grosso della globalizzazione è quello di aver reciso i tradizionali legami che in passato funzionavano come surrogati della fiducia. Per questo Zamagni ha concluso dicendosi convinto che anche in futuro la banche di comunità (e non di prossimità) come le Bcc costituiranno una fondamentale riserva di democrazia e ci libereranno dalla cosiddetta teleopatia, cioè il limite (della IV rivoluzione industriale e delle macchine) di vedere solo un aspetto e non tutte le varie sfaccettature della realtà, su tutte quelle legate alle emozioni umane.

Ad augurare buon lavoro ai giovani è stato poi Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, che si è soffermato sul concetto di mutualità come appartenente non alla storia del passato, bensì a quella del futuro. Gatti ha voluto ricordare l’articolo 45 della Costituzione italiana, a 70 anni dalla sua stesura: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”. Da qui l’importante ruolo economico e sociale delle BCC-Cr e del loro mutualismo che, così come in passato, anche in futuro continuerà a fornire risposte su temi fondamentali come quelli del risparmio e del credito, della previdenza e dell’assistenza, della sanità e dell’equità educativa e in genere sullo sviluppo sostenibile declinato nei 17 obiettivi delle Nazioni Unite. Sul palco del Molo IV di Trieste è salito poi Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse, che si è confrontato con i rappresentanti della Consulta Nazionale dei Giovani soci sul tema del riconoscimento e dell’importanza del ruolo degli under 35 per la sopravvivenza e l’unione del Movimento del credito cooperativo.

La riapertura dei lavori è stata invece affidata a Paolo Canova, matematico e comunicatore della società Taxi1729, che si occupa appunto di formazione su temi scientifici e di educazione comportamentale. Divertente e seguitissimo anche il suo intervento, che ha spaziato dai fondamenti dell’economia comportamentale – partendo dal premio Nobel Richard Thaler – passando per i concetti di nudging e di “spinta gentile”, fino ad arrivare all’educazione comportamentale e alle sue (rivoluzionarie) applicazioni nell’economia di oggi. Sono poi iniziati i corner formativi, uno dei quali è stato tenuto proprio dal Responsabile del Servizio Marketing della Bcc di Roma, Domenico Buonocunto. Quattro i corner formativi: mutualità e legame con il territorio, privacy e trasparenza bancaria, assicurazione e previdenza, e infine credito, finanziamenti e mutui. Sulla base delle nozioni apprese, la domenica mattina si è svolto l’EconoQuiz, durante il quale i quasi 300 giovani hanno potuto confrontarsi sulle tematiche affrontate. Il premio per la squadra vincitrice? Una caffettiera, simbolo di Trieste conosciuta anche come città del caffè.

A chiudere la tre giorni di lavoro è stato il vicepresidente di Federcasse, Matteo Spanò, il quale, nel ringraziare tutti i partecipanti e gli organizzatori, ha voluto ancora una volta sottolineare l’importanza del Movimento giovanile in questa fase di autoriforma, anche come garanzia di unità nel Movimento. I giovani vanno oltre le divisioni, che non devono esserci all’interno del Credito Cooperativo. Infine, la volontà di impegnarsi per rendere ufficiale questo riconoscimento e un arrivederci al prossimo anno.