I FUORICLASSE

9 giugno 2021: dallo studio televisivo del Salone delle Fontane dell’Eur è andata in onda, con la conduzione di Mia Ceran, la Convention annuale del personale BCC Roma. Focus dell’evento, l’impegno che donne e uomini della Banca hanno profuso nei lunghi mesi della pandemia, con il raggiungimento di numeri ancora una volta eccellenti. Premiati i risultati migliori del Contest e Challenge 2020

“La Banca di Credito Cooperativo di Roma non ha mancato di dare continuità alla sua azione, dimostrando di essere ancora una volta vera cooperativa vicina alla gente”. Queste le parole con cui Mia Ceran, dallo studio televisivo del salone delle Fontane di Roma-Eur, ha aperto la Convention 2021 rivolgendosi alle collaboratrici e ai collaboratori BCC Roma collegati on-line tramite la piattaforma www.bccromafuoriclasse.it. Le norme di sicurezza contro il Covid non hanno infatti ancora permesso un evento pienamente in presenza.

Protagonisti dell’evento il Presidente Francesco Liberati, il Direttore Generale Roberto Gandolfo, il Vicedirettore Generale Vicario Francesco Petitto e il Vicedirettore Generale Gilberto Cesandri. Un intermezzo di leggerezza e sorrisi è stato assicurato da due fuoriclasse della comicità, Marco Marzocca ed Emanuela Aureli, e da un cartoon del fumettista Francesco Guarnaccia. 

Nonostante la pandemia, ha ricordato il Presidente Liberati, “la Banca non ha mai cessato il proprio servizio al pubblico nelle sue 188 agenzie e, per questo, devo ringraziare di cuore tutto il personale. I risultati ottenuti dalla Banca nel 2020 hanno anche un altissimo valore morale oltre che economico perché il nostro personale non ha mai mollato, anche nei momenti più duri del lock-down, nelle grandi città come nei centri minori, non smettendo mai di parlare con le persone per risolvere i problemi più impellenti di famiglie e piccole imprese. I dipendenti hanno mostrato una reazione fortissima che fa onore a tutti loro e ne sono veramente orgoglioso”.

Una delle ragioni di tutto ciò, ha continuato il Presidente, sta nell’attaccamento all’azienda: “il senso del dovere – anche sociale – è una molla fortissima per la nostra Banca. Questa è la nostra stella polare. Una risorsa che la concorrenza ci invidia in un contesto che vede automazione crescente e spersonalizzazione diffusa dei rapporti. Per noi, invece, il rapporto con la gente è stato e sarà sempre il nostro cavallo di battaglia sia per la grande partecipazione alla vita cooperativa dei soci sia per la relazione che riusciamo a mantenere con i soci stessi e in generale con il pubblico”.

Liberati ha voluto ricordare un numero su tutti, quello del patrimonio: “quest’anno abbiamo superato gli 800 milioni di euro. Una cifra tanto più importante perché il patrimonio è leva di stabilità e sviluppo fondamentale, nell’interesse di soci, dipendenti e clienti. Un patrimonio che è frutto diretto del lavoro di ognuno dei dipendenti, dato che la Banca in quanto cooperativa lo ha costituito in gran parte attraverso l’accantonamento degli utili annuali, non potendo finanziarsi sul mercato come fa invece una società per azioni”. 

Tre sono i pilastri per il futuro, ha concluso il Presidente: la stabilità, l’armonia e la continuità. Con la stabilità si può operare in sicurezza tenendo i conti in ordine e facendo investimenti per lo sviluppo. L’armonia deve invece continuare a caratterizzare non soltanto il lavoro degli organi amministrativi della Banca, ma anche di tutto il personale. C’è la continuità, infine, sempre nel segno della cooperazione di credito, che deve caratterizzare anche nel futuro la nostra Banca, il suo modo di essere e di operare al servizio di famiglie e imprese.

Il Direttore Generale Gandolfo ha ricordato le difficoltà – la pandemia, l’aumento del debito pubblico, regole europee di vigilanza sempre più rigide – ma anche la capacità della banca di saper navigare nella tempesta. “Siamo entrati in un nuovo Gruppo – ha detto – con delle regole importanti. Per esempio l’Early Warning System, un sistema di soglie di allerta per cui esistono banche verdi, gialle, rosse. Le banche verdi sono quelle che nell’ambito del Gruppo continuano ad avere autonomia gestionale. Noi non solo siamo verdi, siamo verdissimi. Quindi siamo una banca solida in un sistema solido”.

 

Gruppo e pandemia, ha detto Gandolfo, hanno determinato un cambiamento repentino ed epocale nel modo di lavorare. Ma come in tutti i momenti di crisi ci si offrono delle opportunità, e noi finora le abbiamo saputo coglierle. 

Tra i dati illustrati dal Direttore Generale l’ottima liquidità, il CET 1, passato dal 15,0% al 16,2% del 2020, e il rapporto NPL / impieghi, passato dal 10,7% all’8,8%. E poi la raccolta allargata, a quota 12,8 miliardi (+7,3%). “Questo è un risultato eccezionale. Peccato che non ci siano più le lire, perché questi 12,8 miliardi si tramuterebbero in ben 24.784 miliardi e 256 milioni di lire. Un totale a 14 cifre che fa un altro effetto”. 

Qual è il segreto di un successo così grande? Per Gandolfo sta “nel lavoro quotidiano, concreto, responsabile, nel modo in cui guardiamo nel viso i nostri clienti. Voi, cari colleghi e colleghe, avete dato continuità all’azione localistica rimanendo vicini alla gente. Avete dimostrato di essere un gruppo che non si spaventa davanti agli imprevisti”.

Oggi i processi di automatizzazione spingono verso modalità di lavoro sempre più anonime. “Ma i territori – ha concluso Gandolfo – continueranno ad avere bisogno di una banca amica, e la banca amica si vede quando parla con le persone. La banca amica si vede soprattutto allo sportello, ma anche in Direzione”.

Ci sarà bisogno dei valori relazionali, dunque, anche quando l’informatica continuerà ad assumere sempre di più connotati di intelligenza artificiale. “I territori continueranno ad avere bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra serietà, del vostro impegno”.

 

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I colleghi della Direzione Finanza insieme al Direttore Caroni

Daniele Palazzini, Direzione Amministrazione e Bilancio

Matteo Baroncini, Direzione Marketing

Il direttore Fulvio Feliziani con i direttori del suo coordinamento

Il coordinatore Giovanni De Paulis con i suoi collaboratori

Quirino D’Andrea, Direzione Crediti