Gli ospiti hanno detto…

GIUSEPPE MAINO, Presidente del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, si è detto onorato di partecipare all’Assemblea della Banca di Credito Cooperativo di Roma, la BCC che è riferimento costante per tutto il sistema. Ha ricordato che Iccrea ha una nuova governance che nei prossimi 3 anni dovrà mettere mano ad una ristrutturazione della capogruppo. Obiettivo è dare nuova forma al nostro modo di fare banca e dare futuro al Credito cooperativo, ma mantenendo i valori storici. Questo non solo per la riforma del comparto ma anche, e soprattutto, per le mutate esigenze dei mercati economici e finanziari. Il gruppo è realtà atipica e le BCC, con la firma del patto di coesione, si sono sottoposte volontariamente ai poteri di direzione, coordinamento e controllo da parte della capogruppo. Le BCC con i conti in ordine avranno libertà operativa e le garanzie offerte dal gruppo.

Dobbiamo essere capaci di trovare in questa rivoluzione storica una sorta di riferimento unico – ha continuato Maino – un filo conduttore che faccia da guida a questo cambiamento, e ciò è rappresentato dalla Banca di Credito Cooperativo stessa, con i suoi valori mutualistici. Solo partendo dal presupposto che al centro di tutto c’è la BCC riusciremo a cambiare il modello operativo mantenendo, però, intatti i nostri valori e le nostre forze. È sul territorio che le BCC dispiegano le forze attraverso la conoscenza di soci e clienti. Con il supporto della capogruppo in termini di prodotti e servizi avremo banche ancora più forti.

Abbiamo di fronte grandi difficoltà – ha aggiunto Maino – ma ci sono anche molti aspetti entusiasmanti, soprattutto l’opportunità di poter costruire da soli il nostro sviluppo. Abbiamo ben presente che l’omologazione ci sarebbe fatale. L’anima bancaria e quella cooperativa dovranno andare di pari passo, completandosi l’un l’altra. La Capogruppo, pertanto, dovrà essere al servizio di un progetto di efficienza e razionalizzazione ma, soprattutto, al servizio delle BCC secondo il loro modo di essere peculiare, che non dovrà essere snaturato.

ALESSANDRO AZZI, Presidente della Federazione Lombarda delle BCC, ha sottolineato il messaggio fondamentale che traspare dal discorso del Presidente Maino, e cioè che il Gruppo Bancario Iccrea si porrà al servizio delle BCC. Azzi ha ricordato le diffidenze che circondarono i primi anni della BCC di Roma, le stesse diffidenze che circondarono gli esordi del credito cooperativo tutto. Per non parlare degli scetticismi che persistevano ancora negli anni del Testo Unico Bancario del 1993, quando si disse che le BCC non ce l’avrebbero fatta a sopravvivere nel nuovo contesto concorrenziale che si apriva. Oggi siamo al traguardo del Gruppo Unico Bancario, e ancora c’è qualche scetticismo, all’esterno ma anche all’interno del nostro mondo. Ma ciò deve esserci di stimolo, ha aggiunto Azzi, perché le premesse per lo sviluppo di una ulteriore fase di crescita ci sono tutte. Il perimetro normativo e regolamentare del Gruppo è ormai definito e la BCC di Roma è senz’altro la capofila di questa grande trasformazione.

AUGUSTO DELL’ERBA, Presidente Federcasse, ha detto che nell’assemblea della BCC di Roma si respira aria di slancio, vitale per la cooperazione. Noi, ha detto, chiediamo ai soci partecipazione e la BCC di Roma è esempio di questo rapporto. “Questa che stiamo vivendo è una svolta paragonabile a quella conseguente all’emanazione del Testo Unico Bancario negli anni ’90: non potremmo affrontarla senza la BCC di Roma, che ha scelto di rimanere autentica banca cooperativa”. Il Presidente dell’Erba ha ricordato anche l’operazione di acquisizione della Banca padovana in Veneto, con le sue grandi difficolta. Se non ci fosse stata la BCC di Roma ad intervenire – ha detto – oggi il Credito Cooperativo sarebbe diverso. Non è scontato – ha aggiunto poi – sentir dire da Maino che il Gruppo deve essere al servizio delle BCC. Il Gruppo Bancario Cooperativo deve consentire alle comunità di fare le proprie scelte, anche di far rimanere piccole le loro BCC. Non c’è una dimensione vincente. Ha inoltre ricordato come il credito cooperativo abbia pagato le proprie crisi e quelle degli altri, non ricevendo alcun aiuto di stato: “Abbiamo 20 miliardi di patrimonio nel complesso del sistema BCC, frutto di tanti sacrifici e che abbiamo gestito bene nei decenni. Chi ha creduto nel Credito Cooperativo non ha mai sacrificato i propri soldi”.

MAURIZIO GARDINI, Presidente di Confcooperative, ha espresso grande soddisfazione per i numeri della BCC di Roma, numeri che confermano la tenuta e la stabilità della Banca, nonchè la sua capacità di essere protagonista al servizio del Gruppo Bancario Cooperativo. Siamo in una fase di grande passaggio – ha detto – e abbiamo contribuito a migliorare in alcuni aspetti la riforma: adesso spetta a noi dimostrare che il patrimonio che abbiamo, e che dobbiamo consegnare alle future generazioni, sarà capace di far generare una nuova fase di sviluppo per le comunità. In tanti erano poco fiduciosi sul futuro del Credito Cooperativo e si pensava che fosse inevitabile una sua “omologazione”, ma noi non potremo mai accettare di diventare come le grandi banche commerciali globali. “Vogliamo garantire il pluralismo, pretendiamo di continuare a fare la banca dei territori. Noi siamo diversi dai capitalisti senza volto, come i grandi Fondi internazionali”. Oggi – ha continuato Gardini – c’è ancora grande bisogno di accesso al credito e, quindi, questo ci obbliga a difendere il nostro modello. Le BCC ci saranno anche domani, perché sono resilienti e capaci di rigenerarsi, ed è necessario dare spazio anche in Europa alla cooperazione, alla sua capacità di valorizzare le comunità locali.