Gli interventi degli ospiti

Giuseppe Maino, Presidente del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, ha ricordato come la BCC di Roma sia una grande realtà, a cui le altre banche cooperative guardano con ammirazione. Il management di BCC Roma è composto da persone amiche del Gruppo, che lo hanno sostenuto e continuano a sostenerlo, in particolare il Presidente Liberati. Maurizio Longhi, poi, è nel CdA di Iccrea, ed è di grande sostegno nel lavoro comune, così come Roberto Gandolfo e Francesco Petitto, che mostrano sempre fattiva vicinanza. Maino ha anche espresso la sua riconoscenza a BCC Roma per aver dato al Gruppo una persona competente come Mauro Pastore nel ruolo di Direttore Generale.

Nulla sarà più come prima, ha detto in relazione alla pandemia in corso, che continua a danneggiare il Paese creando un vasto malessere economico e sociale. Tuttavia, stiamo imparando quanto sia importante iniziare a cambiare il nostro futuro, che sarà solido se avremo appreso la lezione. È necessario, ha continuato Maino, riscoprire i valori che danno corpo agli uomini, nella loro singolarità e nella loro dimensione sociale. Il Covid non deve lasciare solo macerie ma solidi insegnamenti. 

In questo lungo periodo di crisi le banche del Gruppo hanno continuato a dare credito, aiutando soprattutto i settori più in difficoltà. E anche nel futuro questa azione continuerà, a dimostrazione di come il credito cooperativo sia una realtà imprescindibile per il Paese. Lo dimostra in particolare BCC Roma, con i suoi 36 milioni di utile, con la sua governance sempre all’altezza, con i suoi collaboratori che a più riprese hanno dimostrato “attaccamento alla maglia” e ampia disponibilità. Per questo i soci daranno sicuramente continuità a questo assetto di governo, che è capace di produrre numeri di grande importanza anche per il Gruppo, un Gruppo che deve sempre più diventare, ha concluso, la casa comune di tutti. 

Mauro Pastore, Direttore Generale del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, ha sottolineato lo straordinario bilancio di BCC Roma, frutto di anni di intenso lavoro e di attenzione ai territori. Il Presidente Liberati ha avuto un ruolo importante in questo percorso, così come prezioso è il ruolo di Maurizio Longhi, ora anche nel CdA di Iccrea. Pastore ha rimarcato anche il ruolo dei dipendenti BCC Roma, che sono un valore aggiunto fondamentale.

Questo lavoro si vede anche nella dimensione di Gruppo, che ha classificato le banche in base alla loro rischiosità: BCC di Roma è stata fin dall’inizio una banca “verde”, dimostrando sempre la sua solidità. 

Pastore ha ricordato come il Gruppo serva non solo a generare stabilità, ma debba avere l’ambizione di consentire a tutte le BCC di offrire il miglior servizio bancario possibile. Questa è la strada che il Gruppo ha iniziato decisamente a percorrere, anche perché i fondi del Recovery Plan in preparazione da parte del Governo italiano potrebbero trovare difficoltà ad arrivare efficientemente alle PMI. Su questo il Gruppo presenterà un progetto che possa supportare le imprese a beneficiare dei finanziamenti necessari.

Oggi il Gruppo Iccrea, ha proseguito Pastore, può contare su numeri importanti: 824mila soci, 170 miliardi di attivo, 92 miliardi di impieghi. Impieghi che perlopiù vengono concessi a famiglie e piccole imprese, con un importo di prestito medio che si aggira sui 77mila euro. Il credito anomalo è poi in diminuzione significativa rispetto al momento in cui il Gruppo prese forma. 

Iccrea, ha concluso Pastore, sta peraltro intensificando l’ammontare dei ricavi diversi da quelli derivanti dal credito, azione che permetterà al Gruppo stesso di stare sullo stesso piano degli altri grandi gruppi bancari quanto a modernizzazione, rimanendo sempre al fianco dei suoi soci.

Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative, ha ricordato l’importante gesto della BCC di Roma di concedere a Mauro Pastore la possibilità di andare alla direzione generale del Gruppo. La Banca, peraltro, ha affrontato un anno difficile con splendidi risultati, testimoniati dal bilancio, dovuti al duro lavoro e al senso di appartenenza dei suoi dipendenti. 

Anche per Confcooperative è stato un anno difficile, ha continuato Gardini, e il lavoro con il Governo italiano è stato intenso, soprattutto sul lato delle moratorie dei mutui e dell’allargamento del credito. I sostegni governativi devono essere indirizzati su significative scelte strategiche, senza disperdere i soldi in tanti rivoli. Anche perché c’è da affrontare un disagio sociale che aumenterà alla conclusione del blocco dei licenziamenti. E c’è anche da aggiungere che molte PMI purtroppo non ce la faranno a proseguire e chiuderanno la loro attività.  

Una delle urgenze che deve essere affrontata, ha proseguito Gardini, è rappresentata dalla riforma della pubblica amministrazione, che deve velocizzarsi al fine di gestire al meglio i fondi del Recovery Plan.

L’altra urgenza è quella della digitalizzazione che deve arrivare anche nei borghi più remoti. Si tratta peraltro di quei borghi da cui le grandi banche multinazionali se ne stanno andando e dove il credito cooperativo invece continua a mantenere la sua presenza. 

Sui fondi del Recovery, Gardini ha aggiunto che per il credito cooperativo questa è un’occasione importante, l’occasione di essere protagonista nello sforzo di garantire la coesione sociale del Paese. 

Gardini ha concluso ricordando come Bruxelles debba tenere in adeguato conto le peculiarità dei Gruppi bancari cooperativi. I quali devono senz’altro modernizzarsi, proseguendo anche l’opera di concentrazione delle singole BCC, ma sempre mantenendo fede ai valori mutualistici che li caratterizzano.