Effetto Rete

L’incontro annuale del personale BCC Roma è stato l’occasione per fare il punto sul nuovo contesto operativo che vede la nostra Banca, forte dei suoi numeri e della sua autorevolezza, all’interno della più ampia cornice del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. “Vogliamo contare per capacità organizzativa, competenze trasversali, governance” ha detto il Direttore Generale Mauro Pastore, mentre il Presidente Francesco Liberati ha sottolineato che il nostro modo di operare e interpretare il mutualismo bancario non cambierà: “Continueremo a dare attenzione alla persona in quanto tale, al di là dei freddi algoritmi di valutazione del merito creditizio”. Premiate le migliori zone e agenzie per i risultati ottenuti nel 2018

Mille e cento donne e uomini che compongono la squadra del personale BCC Roma si sono incontrati lo scorso 23 marzo per la tradizionale convention dei dipendenti presso la Fiera di Roma. Aprendo la serata il Direttore Generale Mauro Pastore ha voluto in primo luogo ringraziare i collaboratori delle 10 agenzie acquisite recentemente in Veneto per l’impegno con cui hanno raccolto in tempi record oltre 900 candidature a socio della nostra Banca, cosa che ha permesso di avviare tempestivamente la procedura di costituzione delle necessarie quattro nuove sedi distaccate ad Albaredo D’Adige, Arquà Petrarca, Borgo Veneto e San Bonifacio.

Un sentito ringraziamento è andato anche ai collaboratori dell’Alto Sangro, pronti nel raccogliere le firme necessarie alla costituzione di una sede distaccata a Isernia (l’agenzia sarà aperta entro l’anno).

Passando al contesto generale Pastore ha ricordato come, con l’Italia in recessione tecnica, la Banca abbia chiuso l’esercizio 2018 con risultati gestionali e patrimoniali di assoluta qualità. Ma tutto ciò oggi non basta, ha sottolineato Pastore, e questo “perché abbiamo di fronte complessità mai viste”.

I fronti principali su cui è necessario il massimo impegno, ha proseguito il Direttore Generale, sono tre. Il primo è il mercato, con le rinnovate esigenze di credito e investimento della clientela e con la necessità di prodotti e servizi efficienti e innovativi, in un ambito operativo nel quale la competizione si estende dal mondo bancario ai nuovi canali non bancari.

Il secondo è dato dal rafforzamento e dal recupero di redditività, in una situazione di forbice dei tassi strutturalmente bassa e apporti commissionali contenuti. “Al proposito è indispensabile aumentare i volumi intermediati e dei ricavi da servizi per rafforzare redditività e asset patrimoniali”.

Il terzo fronte, non meno importante, è quello tecnologico, “perché la tecnologia ormai non è più solo supporto e strumento ma è essa stessa prodotto, linguaggio e fine, sempre più incisiva e pervasiva. La digitalizzazione, infatti, si sta espandendo all’industria finanziaria e alle attività svolte sinora solo dalle banche, abbattendo drasticamente i costi della trasmissione, elaborazione e archiviazione delle informazioni”.

Ed ecco che in tutto ciò si innesta la fase di avvio del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, fondamentale opportunità di crescita per le BCC aderenti e per la nostra Banca in particolare. “Siamo entrati in modo positivo e autorevole nel Gruppo – ha detto – ma, per confermare il nostro ruolo, continuare a pesare anche di più rispetto alle azioni da noi detenute, dobbiamo non solo mantenere sempre di più i conti in ordine, ma anche perseguire una gestione sempre più accorta, tenendo sotto controllo una serie complessa di indicatori interrelati tra loro”.

 

Si tratta di un compito grande e complesso, ma anche entusiasmante: “Oggi, più che nel passato, il successo di ciascun settore operativo della Banca è legato a doppio filo a quello degli altri settori, in una sorta di catena di responsabilità che deve funzionare in maniera assolutamente armonica. Il nostro mondo, dal gennaio del 2019, è cambiato per sempre e gli obiettivi che ci poniamo devono essere centrati tutti, pena il mettere a rischio l’equilibrio aziendale. Un rischio che non possiamo in alcun modo correre. Come abbiamo visto e voglio ripetere, i nostri numeri e la nostra solidità, conquistati nel corso di decenni, sono la garanzia che nel Gruppo la nostra voce sarà autorevole e che la nostra autonomia decisionale non verrà messa in discussione”.

L’elemento cruciale in questo tragitto, ha detto il Direttore Generale, “è il nostro spirito di squadra, che non ha mai tradito. Con la forza di quello spirito dovremo essere un punto di riferimento per tutte le altre realtà che sono confluite nel Gruppo. Dovremo essere agli occhi di tutti quella banca che partì nel 1954 da un piccolo sportello periferico e che è diventata, con un percorso fuori dall’ordinario, la più grande BCC d’Italia”.

Il lavoro che ci attende è decisivo, ha rimarcato concludendo Pastore, “non solo per noi stessi, per il nostro futuro, ma anche per il bene del nostro Paese, che della cooperazione di credito e del dialogo con i territori ha enorme bisogno”.

La relazione con i soci e i clienti rimarrà insomma la principale stella polare dell’azione della Banca anche se evoluta e supportata da strumenti digitali all’interno di un nuovo contesto. Perché solo “rimanendo connessi tra noi, i nostri portatori di interesse e i nostri territori potremo affrontare le sfide che ci attendono, generando un Effetto Rete che determinerà l’unico futuro possibile. Il nostro futuro”.

Sentito ed apprezzato l’intervento del Presidente Francesco Liberati, che ha posto l’accento sui 65 anni dalla fondazione della Banca, ancora viva e operante al contrario di tanti blasonati marchi che sono spariti. Compresi quelli che si opposero negli anni ’50 al fatto che un nuovo sportello, quello della Cassa Rurale dell’Agro Romano, potesse proseguire il suo percorso.

“Oggi siamo la prima BCC italiana per dimensioni e mezzi intermediati – ha detto Liberati – e una delle aziende bancarie di medie dimensioni più solide del Paese, conservando sempre lo spirito costitutivo basato sui valori cooperativi della mutualità e della solidarietà”.

In virtù di questi assetti, della forza organizzativa e della spinta di tutto il personale, la nostra Banca – ha proseguito – è uscita dal ristretto ambito di competenza romana, andando ripetutamente in aiuto di molte consorelle in difficoltà.

“Abbiamo aggregato 21 BCC minori nel Lazio, nell’Abruzzo interno e poi anche nel Veneto, dove è stata realizzata una delle più grandi operazioni di concentrazione nel credito cooperativo degli ultimi anni con l’acquisizione della ex BCC Padovana. Tra le agenzie acquisite con quest’ultima operazione c’è, e lo dico con orgoglio, una filiale a Loreggia, il paese dove nacque la prima cassa rurale in Italia”.

Con queste 21 operazioni e la recente acquisizione delle ulteriori 10 agenzie venete “abbiamo preservato oltre 500 posti di lavoro, vale a dire un terzo dei 1550 attuali dipendenti della Banca”.

Ma tutto questo, ha sottolineato il Presidente, non cambierà il nostro modo di operare e interpretare il mutualismo bancario: continueremo a dare attenzione alla persona in quanto tale, al di là dei freddi algoritmi di valutazione del merito creditizio.

“Con questo consapevole approccio fondato sulla mutualità creditizia, con la persona posta al centro, abbiamo l’orgoglio di affermare di aver costruito un’impresa solida e solidaristica orientata al futuro. Un’impresa capace di tenere la barra a dritta nelle impetuose trasformazioni che hanno attraversato gli ultimi decenni e, in particolare, gli anni della grande crisi finanziaria ed economica dal 2008 in avanti”.

Ed è per questo, ha concluso Liberati, che in un mondo globalizzato, dove le distanze e le barriere temporali sono annullate, il nostro modello cooperativo continuerà ad essere capace di dare risposte concrete attraverso la solidarietà, la mutualità e il localismo. “Sono convinto che tutti noi, nessuno escluso, sapremo dare un nuovo grande futuro a questa grande famiglia che si chiama Banca di Credito Cooperativo di Roma”.

La serata si è conclusa con lo spettacolo della nota attrice comica Paola Minaccioni.