EDUCARE AL FUTURO

In occasione dell’Assemblea annuale di Federcasse la “Lectio Cooperativa” è stata tenuta da Enrico Giovannini (portavoce della Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile-ASVIS). Nella fase post-Covid, ha detto Giovannini, la sostenibilità sarà l’elemento discriminante per impostare ed immaginare il futuro. Dalle BCC e dal loro modello un contributo essenziale

L’Assemblea annuale di Federcasse, tenutasi a Roma il 28 luglio scorso, è stata la cornice di un prezioso intervento di Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASVIS, realtà nata nel 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata” per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile stilata dall’Onu.

Giovannini ha tenuto una importante “Lectio cooperativa” sul tema: “Protagonismo dei territori e cooperazione nelle comunità. Condizioni per un Patto tra le generazioni e la sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

Si è trattata della terza “Lectio Cooperativa” – ormai tradizione delle Assemblee della Federazione italiana delle BCC – dopo le precedenti tenute dalla Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia (2018), dedicata al riconoscimento della cooperazione mutualistica nell’art. 45 della Costituzione, e da Enrico Letta, Direttore della Paris School of International Affairs (2019), sul futuro dell’Europa.

Enrico Giovannini

“La crisi ha colpito indistintamente, anche se con intensità diverse, settori produttivi differenti ed interi territori – ha esordito Giovannini – ma si evidenzia una maggiore resilienza per le aziende che avevano adottato, prima della crisi, scelte imprenditoriali sostenibili, il 40% delle imprese di questo tipo sono già proiettate allo sviluppo, contro il 20% di quelle che non avevano fatto questa scelta”.

La sostenibilità, nella fase post-Covid, sarà l’elemento discriminante per impostare ed immaginare il futuro, ha continuato Giovannini: “L’Italia tutta, non solo il governo, dovrebbe aiutare le forze imprenditoriali, sociali, i giovani, a pensare al futuro in chiave di sostenibilità. Una vera e propria educazione al futuro come scelta culturale del nostro Paese, capace prima di tutto di immaginare, e poi di costruire, uno sviluppo diverso. Più equo più sostenibile. Questo farà la differenza”.

D’altronde il Rapporto Asvis 2019 ha sottolineato come nonostante le tante azioni messe in campo negli ultimi anni, il mondo non si trovi oggi su un sentiero di sviluppo sostenibile. A quattro anni dall’adozione dell’Agenda 2030, nonostante i progressi compiuti, le misure adottate dai singoli Paesi, dal settore privato e dalle organizzazioni internazionali non appaiono essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

È per questo, ha sottolineato Giovannini, che corollario di una visione possibile di ripartenza economica è la valorizzazione di tutte quelle forme di “resilienza trasformativa” che stanno emergendo sui territori. Vale a dire di quelle esperienze che, nonostante la crisi, hanno mostrato di avere in sé valori o visioni del domani già improntate alla sostenibilità. In grado di valorizzare non solo capitale economico, ma anche sociale e umano. Occorre allora, per Giovannini, ripensare le politiche secondo cinque caratteristiche basate su un approccio culturale diverso. “Occorrono – ha aggiunto – politiche che proteggono; politiche che prevengono; politiche che preparano; politiche che promuovono; politiche che trasformano”.

“L’esperienza della cooperazione, e della cooperazione di credito – ha detto ancora – va proprio in questa direzione. Perché ha in sé già quegli elementi capaci di identificare un modello di sviluppo alternativo a quello neoliberista finalizzato alla massimizzazione di un profitto a breve. Soprattutto, una esperienza che si basa sulla attenzione alla dimensione inter-generazionale, che è la chiave per legare il passato e i suoi valori ad un futuro sostenibile”.

Massima attenzione va prestata ai giovani – ha concluso Giovannini – sui quali si scaricano tensioni spesso non sopportabili, a partire dall’aumento del debito pubblico, che peserà inesorabilmente sul nostro futuro. Da qui l’invito al Credito Cooperativo ad “aiutare il Paese a fare il grande salto culturale, politico e di visione intergenerazionale di cui ha bisogno. Perché tutto questo non è solo necessario, ma anche giusto”.