Dall’idea all’impresa: i giovani soci a lezione di starup

Cosa sono le startup innovative e di quali vantaggi godono in Italia? Quali sono i passaggi da compiere, come reperire credito e quali sono i punti di riferimento del settore? Questi i temi del convegno promosso dal Laboratorio Giovani Soci BCC Roma che si è svolto lo scorso 9 novembreall’Università di Tor Vergata, alla presenza di rappresentanti di multinazionali del calibro di Facebook e H-Farm. In sala oltre 100 giovani soci della Banca, compresi alcuni rappresentanti dei nuovi presidi territoriali del Lab. La diretta streaming sulla pagina Facebook è stata seguita da circa 300 persone

di Piergiorgio Liberati

In apertura del convegno ha portato il suo saluto Gianni Nicolini, Vice Direttore del Master Executive EMBA di Tor Vergata, che ha ricordato l’importanza dei Master dedicati a chi è già entrato nel mondo del lavoro e desidera acquisire nuove competenze.

Alessandro Crispiciani (dottore commercialista e revisore legale, componente dei Probiviri dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma) ha illustrato caratteri, requisiti e vantaggi delle startup innovative. Questo nuovo modello di impresa, ha spiegato, è stato introdotto con la legge 221/2012 e ha la caratteristica di avere come oggetto sociale non solo la mera commercializzazione ma, soprattutto, lo sviluppo e la produzione di prodotti e servizi ad alto valore tecnologico.

È fondamentale che il contenuto innovativo della startup sia identificato da almeno un elemento tra questi: una soglia minima di investimento di spesa in ricerca e sviluppo; il team formato per almeno un terzo da dottori di ricerca o dottorandi di università italiane o straniere; essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato oppure titolare dei diritti relativi ad un “programma per elaboratore originario” (software) registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore (SIAE).

Se questi sono i requisiti richiesti, vi sono però anche dei vantaggi, in particolare diverse agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche. Per esempio alcune deroghe al diritto societario: se si verifica una perdita che erode di un terzo il capitale, alle start up innovative vengono concessi due anni, e non solo uno, per effettuare il ripianamento.

Si aggiunga poi una disciplina del lavoro tagliata su misura, la possibilità della remunerazione dei collaboratori attraverso piani di incentivazione in equity, nonché l’accesso al crowdfunding per la raccolta di capitali e l’accesso semplificato, diretto e gratuito al Fondo Centrale di Garanzia. Senza dimenticare poi che è possibile, in fase di costituzione dell’impresa, evitare il passaggio dal notaio con un atto costitutivo guidato, redatto on line sul portale #ItalyFrontiers e autenticato con firma digitale.

Domenico Buonocunto (Servizio Marketing BCC Roma), dopo aver presentato i numeri complessivi della Banca e i suoi valori cooperativistici e mutualistici, ha dato conto dei prodotti BCC Roma dedicati ai giovani soci, a partire da ZeroLab, il conto corrente dedicato alle imprese startup create da soci della Banca con età compresa entro i 40 anni. Si tratta di un investimento che la Banca fa a favore del territorio e dei giovani imprenditori, ha detto Buonocunto, poiché l’offerta si caratterizza per la completa gratuità del canone di tenuta conto e del costo delle operazioni, con servizio di home banking gratuito, carta Bancomat/Pagobancomat “BCC Cash” gratuita, carta di credito “Carta Valore” (esclusiva per i soci) gratuita.

Buonocunto ha poi illustrato l’impegno della Banca sul fronte del microcredito con garanzia del Fondo Centrale, impegno che pone la Banca stessa come terzo intermediario italiano nel settore e primo nel Lazio. Di grande importanza la collaborazione con l’Ente Nazionale del Microcredito, che fornisce il servizio di tutoraggio e consulenza per il neo-imprenditore. Ad oggi sono stati erogati ben 673 finanziamenti per 15,5 milioni di euro. Un impegno, quello di BCC Roma, a vasto raggio dunque.

Giulio Natalizia ha illustrato le attività del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria, di cui è Presidente. Il Gruppo dà rappresentanza sia a livello regionale che territoriale a 250 imprese e mette in campo sinergie con altre categorie professionali giovanili regionali. Si tratta, insomma, di un network impegnato in prima linea nella diffusione della cultura di impresa, della responsabilità e del merito, e che dà ampio risalto alle tante eccellenze che operano nel Lazio, veri e propri volani di sviluppo per i territori.

Natalizia, che ha anche una delega alle startup innovative, ha ricordato come Unindustria da sette anni sia particolarmente impegnata su questo fronte, a partire da una quota d’ingresso agevolata e dall’impegno a far sedere a un tavolo comune i maggiori interlocutori della Regione, al fine di rendere il Lazio un territorio sempre più ospitale per i giovani imprenditori.

Virginia Giammaria, Program Manager di Facebook, ha sottolineato l’importanza delle competenze digitali per creare una strategia di marketing che faccia crescere una startup. L’uso efficace dei social media è cruciale perché è necessario stare là dove la gente passa la maggior parte del tempo e perché permette di veicolare il proprio messaggio anche al di fuori dei confini nazionali. Facebook, insieme ad altre piattaforme come Instagram, ha permesso in sostanza una democratizzazione delle operazioni di marketing, operazioni che hanno una notevole efficacia a patto di saperle usare.

Per questo, ha detto Giammaria, è nato Binario F, un nuovo spazio nel cuore di Roma (si trova presso la stazione Termini) dove studenti, imprenditori, aziende, sviluppatori e ONG possono frequentare gratuitamente corsi e attività per migliorare le proprie conoscenze digitali e impararne di nuove. Un strumento utile che ha tra i partner per le attività di formazione Skuola.net, l’Istituto italiano per la privacy, Freeformers e Fondazione mondo digitale.

Vittorio Maraghini Garrone ha infine allargato gli orizzonti allo scenario startup nazionale e internazionale. Maraghini Garrone è membro del board dei direttori di H-FARM, una piattaforma, come ha avuto modo di spiegare, dove innovazione, imprenditoria e formazione convivono e si contaminano l’una con l’altra. Nata nel 2005, H-Farm è stata infatti la prima realtà al mondo ad adottare un modello che unisce investimenti, consulenza per le imprese e programmi di formazione in un unico luogo, ed è oggi il più grande centro di innovazione in Europa. H-Farm supporta le aziende nell’implementazione di processi digitali, accompagnandole verso quei nuovi processi operativi necessari per continuare ad essere competitivi in un mercato in rapidissima evoluzione.

Maraghini Garrone ha ricordato anche come gli ultimi tre anni siano stati particolarmente significativi quanto a investimenti in capitali di rischio dedicati all’avvio o la crescita di nuove attività imprenditoriali. In particolare il 2018 ha mostrato una netta tendenza al rialzo. Per quanto riguarda la situazione europea il centro del venture capital rimane Londra, con Milano che sta però scalando posizioni e Roma un po’ dietro.