Dai territori la nostra ricchezza

Giampaolo Sodano, socio della nostra Banca, ha lavorato a lungo nel mondo televisivo. Oggi è alla guida del Frantoio Artigiano Tuscus, produttore di olio di grande qualità. Ce ne ha parlato in questa intervista, in cui ha anche sottolineato l’importanza che Ventis, la piattaforma e-commerce del Gruppo Iccrea, può avere per le aziende come la sua

Come nasce l’esperienza imprenditoriale del Frantoio Artigiano Tuscus dopo la sua lunga e qualificata carriera nel mondo dell’informazione?

La passione per il lavoro e il gusto della vita. Ho avuto la fortuna di fare lungo un percorso di 40 anni un lavoro straordinario, il televisionista, coniugandolo con un grande impegno civile, la politica. Poi è arrivato il giorno in cui le regole del mercato del lavoro ti costringono ad uscire dall’azienda e a cambiare stile di vita: l’hanno chiamata pensione. Non era una cosa giusta per me: ho trasformato un hobby in un nuovo lavoro e con il lavoro ho costruito un’azienda da cui nessuno mi potrà costringere ad uscire.

 

Quali sono le caratteristiche qualitative dei vostri prodotti, che ne fanno un’eccellenza nel panorama delle produzioni olearie artigianali italiane?

Se un olio dalle olive può definirsi un prodotto eccellente questo si deve innanzitutto all’etica e alla professionalità del mastro oleario. Le caratteristiche qualitative del prodotto sono il risultato di un continuo e rigoroso allenamento alla qualità: il mastro oleario è come l’atleta che deve migliorare le sue prestazioni potendo contare solo sulle sue energie, che aumentano con l’allenamento e non con il doping. Tuttavia è necessario osservare che una produzione di qualità non può basarsi soltanto sulla competenza del mastro oleario ma richiede investimenti in ricerca e innovazione tecnologica, un continuo aggiornamento culturale e soprattutto una organizzazione aziendale per dare continuità e prestigio alla presenza del prodotto sul mercato nazionale e internazionale. E in questa organizzazione tocca al mastro oleario tornare al suo mestiere di giornalista: per dare il giusto valore al proprio olio bisogna far sapere al consumatore le virtù dell’extravergine e il presupposto è una corretta informazione.

Ritiene che vi sia ulteriore spazio, nel mercato italiano, per questo tipo di prodotti di qualità? E quale spazio possono trovare aziende come la sua nel mercato internazionale?

Certamente sì, lo spazio c’è perché il consumatore vuole un prodotto alimentare buono, sano e nutriente. Il problema è il mercato e il governo del settore. Le regole e le norme hanno favorito l’importazione di olio dai paesi della comunità europea e dai paesi del nord Africa e di conseguenza il formarsi di una industria che privilegia il confezionamento alla produzione. Risalire la china è difficile, ma ci aiuta la straordinaria qualità dell’olio italiano: batti e ribatti ci siamo ritagliati uno spazio sugli scaffali della grande distribuzione organizzata. Ora le piattaforme e-commerce sono una nuova opportunità per noi artigiani dell’olio. Per esempio Ventis. Ho fatto una interessante esperienza sia come fornitore che come consumer di Ventis. Si tratta di una piattaforma per il sistema delle banche di credito cooperativo che può certamente essere utile ai soci, alle imprese e ai clienti agevolandone l’accesso al mercato, pur mantenendo una logica che trae dalla territorialità il vantaggio del rapporto con il cliente e dal centro la forza della strategia e del marketing.

 

Lei pensa che il futuro sia la banca digitale?

Il 70% delle transazioni finanziarie è destinato a migrare sui canali digitali, ma i bancari non saranno rimpiazzati dagli algoritmi: la previsione viene da una interessante ricerca di McKinsey, che sottolinea come la banca non dovrà rinunciare agli sportelli, ma «bisognerà fare in modo che le filiali si specializzino», nel senso di una conoscenza approfondita del territorio e dei clienti. Per le BCC è una straordinaria opportunità: la nostra banca ha consolidate radici nel territorio e una tradizionale “familiarità” con il cliente, ma è anche una occasione per manager e dipendenti di avere un ruolo decisivo nello sviluppo della banca. Quella che si presenta è una occasione storica: perderla potrebbe essere fatale e non solo per il quarto gruppo bancario del nostro paese. Non potremo dire di non averlo saputo.