Castel Porciano e il Fiume di Smeraldo

Non lontano da Nepi si ergono i resti del suggestivo incastellamento medievale che servì, insieme ad altri, per proteggere il territorio dalle incursioni saracene. A poca distanza un’altra sorpresa per l’escursionista avventuroso: un fiume dagli incredibili colori 

di Luigi Plos

C’era una volta un luogo segreto, Castel Porciano, che individuai tanti anni fa tra la vegetazione, a picco sulla grandiosa forra del Rio Cerreto non lontano da Nepi.

È uno della decina di incastellamenti medievali costruiti fra Mazzano Romano e Civita Castellana, componente della linea “Maginot” di fortificazioni, edificate a protezione dei porti sul Tevere (un tempo navigabile e importante via commerciale) e soprattutto dell’abbazia di Farfa contro le scorrerie dei saraceni, i quali venivano lasciati sfogare fino al Treja, ma poi andavano fermati.

Per inciso, in passato ho visitato altri straordinari incastellamenti in zona: il castello d’Ischia e il castello di Filissano (quest’ultimo però non raggiungibile essendo ormai, mi è stato riferito, in un terreno privato). Oltre a tutti quelli abbastanza noti nei pressi di Calcata: Castel Foiano, Castel Paterno e così via.

Ho scritto “c’era una volta un luogo segreto”, perché qualche anno fa hanno affisso delle (scarne) indicazioni per giungervi. E non dovrei quindi dedicarvi un articolo, visto che non è appunto più segreto.

Ma siccome Castel Porciano è troppo suggestivo per non parlarne, ho aggiunto un altro luogo ignoto praticamente a tutti e a poca distanza, che risponde invece a tutti i sei requisiti necessari perché un luogo vicino a Roma sia considerato segreto: 

• è praticamente sconosciuto. Spesso anche agli abitanti dei dintorni;

• non è generalmente indicato nelle guide escursionistiche più comuni;

• non ci arriva alcun sentiero segnato;

• l’ubicazione non è semplice da individuare;

• è vicino a Roma (non più di 30 km dal GRA);

• è sufficientemente suggestivo.

Sto parlando del Fiume di Smeraldo.

 

Dopo avere dunque perlustrato il non più segreto ma sempre incantevole Castel Porciano, dove come in tanti altri luoghi a nord di Roma è indissolubile il rapporto fra l’uomo e la pietra, si passa dal pianoro sommitale assolato e coltivato a un non luogo fatto di grotte, boschi… e acqua.

Ovvero una valletta boscata, solcata da un corso d’acqua senza nome, che ho chiamato a mia discrezione il Fiume di Smeraldo, a meno di 30 chilometri dal GRA, che si getta dopo poco a capofitto nel Rio Cerreto.

E le foto riportano questo spettacolo di cui io, non essendo né biologo, né chimico, non conosco la causa. A completare il quadro: poco lontano c’è una sorgente effervescente di acqua ipotermale, dallo splendido colore ceruleo.

In uno dei prossimi articoli andremo in cerca di altri due luoghi strepitosi: uno segreto, la grotta dell’Arnaro, e uno no, la cascata del Picchio, situati davanti a noi, dall’altra parte della maestosa forra del Rio Cerreto.

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