BCC Roma primo semestre positivo

di Mauro Pastore

Questo numero di settembre della nostra rivista esce a 10 anni da un evento economico che ha avuto un impatto enorme sui Paesi occidentali. Mi riferisco al fallimento della banca d’affari Lehman

Brothers, emblema, con la vicenda dei mutui subprime, della più grande crisi finanziaria della storia, di cui ancora oggi avvertiamo le pesanti conseguenze. Quel fallimento non fu la causa della crisi, ma l’epilogo di un sistema finanziario che da tempo stava deragliando. Da allora molto si è fatto per cercare di evitare il ripetersi di una crisi di quelle proporzioni. Per mettere in sicurezza il sistema finanziario internazionale si è prodotta una mole enorme di regolamenti. Tuttavia non si è saputa considerare la diversità degli intermediari, né si è voluta declinare la nuova normativa secondo criteri di indispensabile proporzionalità. Con il risultato che norme pensate per grandi intermediari sono andate ad impattare – con abnorme aggravio di costi – sulle realtà minori, come le banche cooperative mutualistiche, cioè quelle che non causarono la crisi e che in questi dieci anni si sono dimostrate più “resilienti” e più vicine alle necessità delle comunità locali e degli operatori minori.

Da quel settembre 2008 gran parte delle economie nazionali si sono riprese con alcune eccezioni, come quella italiana, che ancora oggi presenta un Prodotto interno lordo inferiore a quello di un decennio fa. Tutte le componenti del nostro Pil presentano valori più bassi rispetto al 2008, ad esclusione delle esportazioni.

Purtroppo, dopo i buoni risultati dello scorso anno, le previsioni di crescita per il nostro Paese negli ultimi mesi sono state ritoccate al ribasso, sia per quest’anno che per il prossimo. I più recenti indicatori congiunturali confermano la decelerazione dell’attività produttiva. Inoltre gli ultimi sondaggi presso famiglie e imprese segnalano nel complesso un leggero calo della fiducia. Buono invece l’andamento dell’occupazione che continua a mostrare un trend positivo.

Per quanto riguarda la nostra Banca, pur in questo contesto complesso, i risultati del primo semestre 2018 sono positivi, in linea con le attese.

Iniziamo con la raccolta: quella allargata, ovverosia la raccolta totale, rispetto al 30 giugno 2017 è aumentata dello 0,5%. Tale incremento è il risultato di due opposte tendenze: la raccolta diretta è diminuita dello 0,7%, attestandosi a 9,3 miliardi di euro mentre quella indiretta ha superato i 2 miliardi (+6,3%). In particolare il comparto del risparmio gestito ha evidenziato un incremento del 13,2%.

Gli impieghi sono in aumento dell’1,6%, toccando i 7,3 miliardi. L’incremento è concentrato nel comparto a medio-lungo termine (+4,9%) mentre i finanziamenti a breve sono in diminuzione.

Passando al conto economico, margine di interesse, margine di intermediazione e utile di esercizio risultano in aumento rispetto a giugno 2017. Per fine anno si prevede una conferma della raccolta e la crescita ulteriore degli impieghi. Con tutti i margini in crescita, anche l’utile è atteso aumentare intorno al 9% a circa 23 milioni.