Attrice per vocazione

di Annalisa Bucchieri

Intervista a Ludovica Nasti, la tredicenne protagonista de L’amica geniale, la serie tv di Saverio Costanzo tratta dai romanzi fortunatissimi di Elena Ferrante. Ludovica buca lo schermo grazie alla sua bellezza espressiva ed è assolutamente convinta della strada che ha intrapreso: “Dopo aver affrontato il provino ho capito che fare l’attrice era quello che volevo sopra ogni cosa”

Lunghi capelli scuri e incarnato olivastro sui quali si accendono due occhi color giada. Uno sguardo che cattura per intensità e carisma nonostante la giovane età di chi lo esercita. Ludovica Nasti, l’attrice tredicenne che ha vestito i panni di Lila, una delle due protagoniste di L’amica geniale, la serie tv di Saverio Costanzo tratta dai romanzi fortunatissimi di Elena Ferrante, è una che buca lo schermo grazie alla sua bellezza espressiva che nasce dalla profondità d’animo. Ha già alle spalle, infatti, la lotta con una terribile malattia che ha consolidato in lei il senso del dono prezioso della vita e i valori che non hanno prezzo: la famiglia, gli amici, le passioni autentiche come il suo amato calcio. E la scuola. Quando la chiamiamo infatti si sta preparando all’esame di terza media con un elaborato sul cinema dai fratelli Lumière a Hollywood, con particolare riferimento a Pasolini di cui è rimasta affascinata per la poliedricità di espressione artistica di regista, sceneggiatore, romanziere, poeta. Lo avete già capito. Ludovica non è una ragazzina qualunque, insegue il sogno di diventare una grande attrice senza dimenticare quello di essere prima di tutto una grande persona.

Ludo, ci racconti come e quando hai mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo?

A 11 anni ho fatto il mio primo provino per la serie televisiva L’Amica geniale. È iniziato tutto per caso. In realtà prima facevo la modella e sognavo di diventare una ballerina o una calciatrice (insomma prima credeva di avere solo i piedi “geniali”, ndr). Dopo però aver affrontato il provino ho capito che fare l’attrice era quello che volevo sopra ogni cosa. Una strada molto tosta… Ho fatto sette mesi di casting per poter essere scelta nel ruolo di Lila; ho dovuto iscrivermi e seguire una scuola di recitazione seria continuando contemporaneamente a studiare per la scuola media, e una volta arrivata sul set per le riprese svegliarmi ogni mattina per diversi mesi prestissimo avendo poche pause per riposare. Recitare è sicuramente meraviglioso ma anche faticoso.

Con la tua interpretazione di Lila in L’amica geniale andata in onda lo scorso autunno hai conquistato tutti, sia pubblico che critica, principalmente perché entrambi l’hanno percepita come una recitazione davvero naturale.

In realtà ho dovuto impegnarmi tanto, soprattutto interiorizzando un concetto: se fingi il pubblico non si emoziona. Ho capito che dovevo essere Lila, lavorare per immedesimarmi completamente nel personaggio e, per il tempo delle riprese, dimenticarmi di essere Ludovica Nasti.

Quanto ti somiglia il personaggio di Lila?

Ci sono molti tratti della personalità di Lila che combaciano con la mia: forte, ostinata, caparbia e combattente ma non è questo che mi ha permesso di recitare in maniera “naturale”. Lila mi ha dato tanto, e non smetterò mai di ringraziarla e di ringraziare Saverio Costanzo, il regista che mi ha guidata e formata con tanto cuore sul campo. Ma ora guardo avanti ad altri ruoli che possano arricchirmi. Lila è cresciuta e anche io sono cresciuta, quindi entrambe guardiamo al nuovo. Del resto io non sono una che si ferma, amo le nuove sfide, le prove della vita.

Cosa ti sei regalata con i primi soldi guadagnati con L’amica geniale?

In realtà non ricordo di essermi regalata nulla, i soldi li gestiscono come è giusto mamma e papà, essendo minorenne. Questi che ho guadagnato sono stati messi da parte per il mio futuro. Li sto conservando, da brava formichina, per quando sarò diciottenne. In ogni caso se avessi potuto spendere quei soldi avrei voluto comprare qualcosa di bello piuttosto che per me per i miei genitori. In particolar modo a mia mamma che mi ha seguito sempre durante le riprese de L’Amica geniale, dormivamo insieme a Caserta, vicino al set.

Riprese sul set, interviste, impegni promozionali del film: sei riuscita a conciliare tutto questo con la scuola, la tua passione per il calcio e con le uscite con i tuoi amici? O il successo ha un po’ cambiato la tua vita?

Premetto che è un piacere essere seguita sui social dove sono molta attiva con il mio profilo da personaggio dello spettacolo, così come è bello essere fermata in strada per un selfie. Però mi piace continuare a fare la vita di sempre, un panino e due chiacchere con gli amici, il calcio, la scuola… insomma sono rimasta la Ludovica di prima con una passione in più, quella di recitare.

Quanto ha importanza la famiglia per te?

Senza i miei genitori non sarei riuscita a vincere la sfida della telecamera così come lo stress del successo. Loro mi hanno sostenuto fin dall’inizio e incoraggiato, sono ogni giorno presenti e mi aiutano a gestire il mio personaggio pubblico ogni giorno, per esempio gestiscono con me il mio profilo Instagram, durante le interviste ci sono loro e monitorano tutto ciò che ruota intorno alla mia immagine e alla comunicazione che mi riguarda. La cosa mi fa sentire protetta e tutelata.

A fine maggio di quest’anno è uscito anche un tuo libro, Diario geniale, con cui inviti i tuoi coetanei a credere in se stessi e a lottare per realizzare i propri sogni. Ci racconti come è nato questo progetto?

Nasce dal fatto che avendo viaggiato tanto per lavoro e avendo fatto molti incontri con persone interessanti mentre giravo in Un posto al sole, come Anna Frank nel film Il nostro nome è Anna, e nel film Rosa Pietra Stella, tenevo con me un diario dove annotavo tutte le emozioni e le esperienze che stavo facendo e che mi stavano facendo crescere. Tutto ciò che di bello mi veniva in mente. In qualche modo invito a credere tutti nei propri sogni, soprattutto i ragazzi perché solo così, come è successo a me, si potranno realizzare e soprattutto a scoprire la genialità che è dentro ognuno di noi.

L’utilizzo consapevole del web da parte dei giovani e giovanissimi sembra essere per te un tema molto caro. Tanto che lo ribadisci anche nel Diario geniale.

Sì, certo. Noi ragazzi dobbiamo essere sereni nell’utilizzare tutto il buono che ci viene dai social ma imparare a difenderci da chi può farci del male seriamente. I cyberbulli sono fra questi. Per questo segnalo numeri e app molto utili: YouPol (app che permette di inviare in tempo reale filmati o foto su atti di bullismo o spaccio di droga e la volante più vicina accorrerà per intervenire), i numeri dell’emergenza infanzia, 114, e quello contro la violenza domestica, 115, così come il commissariatodips.it e l’112. È utile sapere a chi rivolgersi subito sia per sé che per aiutare un amico che ha timore a denunciare.

Recentemente hai anche cantato una canzone dal titolo “Mamma non è niente” per sensibilizzare genitori e tuoi coetanei sul tema del bullismo e di altre forme di violenza. Il suo testo è presente nel Diario geniale. Vuoi diventare anche cantante adesso?

In realtà la canzone è stata creata dal compositore Gino Magurno e da Ornella Della Libera, poliziotta e scrittrice che si occupa di violenza sulle fasce deboli. Loro dopo averla fatta mi hanno proposto di cantarla, visto che ci sono tanti ragazzi della mia età che sono miei followers. Prima di decidere se accettare, mi sono preparata bene perché non avevo mai fatto lezioni di canto (sono una perfettina!). Poi ho cantato una canzone di Pino Daniele, il mio autore preferito, e ho inviato a loro la registrazione… è piaciuta! Io non sono una cantante per cui l’ho fatto principalmente perché mi piace mandare dei messaggi belli che spero possano servire tanto ai giovani e non solo.

Sembri una ragazza, seppur giovane, molto coraggiosa e protettiva nei confronti degli altri, gli amici come i più deboli. Ti piacerebbe un giorno interpretare il ruolo di un magistrato o una giornalista d’inchiesta o una poliziotta?

Magari! Mi piacciono tantissimo le donne combattenti e scrivo nel mio diario che dobbiamo essere tutti guerrieri a difesa dei diritti e per contrastare le ingiustizie. Mi piacciono in genere tutti i ruoli forti e in particolare quelli impegnativi perché mi pongono una sfida con me stessa. A maggior ragione se si tratta di personaggi che con coraggio si oppongono all’arroganza e ai soprusi.

Prima di diventare un’attrice famosa, a cinque anni hai dovuto fare i conti con una brutta malattia, una leucemia, che grazie al tuo coraggio e determinazione sei riuscita a sconfiggere. Cosa ti ha insegnato quell’esperienza così dolorosa?

La malattia mi ha fatto capire che bisogna avere coraggio per superare la sofferenza e anche fede, mi sono affidata tanto alla preghiera, alla Vergine Maria che mi ha aiutata. Inoltre la malattia ti insegna che la vita è un dono prezioso ed è questo il messaggio più importante che sento di dare ai soprattutto ai ragazzi e ai giovanissimi che spesso vedo rischiare la propria salute per incoscienza.

Un sogno nel cassetto oltre quello già in corso di diventare una grande attrice?

Incontrare Sophia Loren, è il mio mito. Ho provato un’emozione grandissima quando mi ha scritto facendomi i complimenti per L’amica geniale. Però non mi basta, la voglio vedere di persona!