ASSEMBLEA SOCIALE

I SOCI HANNO PROCEDUTO AL RINNOVO DELLE CARICHE. CONFERMATO DAL CDA ELETTO IL PRESIDENTE FRANCESCO LIBERATI

 

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE

L’esercizio 2017 è stato un anno di svolta per il nostro Paese grazie a una moderata ma concreta ripresa economica, accompagnata da un migliorato clima di fiducia da parte dei cittadini.

Il sistema bancario ne ha beneficiato, anche in relazione ai numerosi interventi di salvataggio e aggregazione degli intermediari in stato di crisi, nel contesto di un più generale processo di risanamento e ricapitalizzazione degli attivi, sotto la spinta delle Autorità di Vigilanza.

In questo scenario in nuovo divenire, la nostra Banca non ha mancato di proseguire il proprio ruolo al servizio di famiglie e imprese con risultati apprezzabili nelle aree di riferimento nel Lazio, in Abruzzo e nel Veneto.

Nell’anno appena trascorso, abbiamo dato luogo all’ulteriore espansione del credito, proseguendo lo straordinario trend avviato dal 2008 in avanti in un decennio di crisi economica in cui la nostra Banca ha fatto registrare un aumento del 128% dei finanziamenti erogati, a fronte di un modesto +5% del sistema bancario nel suo complesso.

Malgrado condizioni di mercato sempre più strette, con una contenuta forbice dei tassi e una concorrenza sempre più agguerrita, è stata ampliata la base di clientela, mantenendo livelli adeguati di qualità del credito e sviluppando i servizi erogati con un crescente valore aggiunto anche in termini tecnologici.

Il positivo risultato di bilancio dell’esercizio 2017 chiude un triennio più che soddisfacente a conclusione di un mandato consiliare che è stato caratterizzato da scelte strategiche importanti per il futuro della Banca, come le 4 operazioni di acquisizione e incorporazione realizzate in ottica di mutualità di sistema e, soprattutto, il processo di convergenza verso il nuovo assetto in gruppi bancari del credito cooperativo italiano, che vede la nostra Banca confermarsi come punto di riferimento centrale.

In questo quadro, la Banca ha mantenuto una politica di mutualità sociale e territoriale fondata sulla pietra angolare della centralità dei soci e del sostegno alle comunità locali di riferimento.

SCENARIO GENERALE

Il 2017 è stato un anno positivo per l’attività economica a livello globale, che si è rafforzata in maniera generalizzata sia nei paesi avanzati che in quelli emergenti. Nell’Area dell’euro la crescita è stata trainata soprattutto dalla domanda estera. L’inflazione è rimasta modesta: l’aumento dei prezzi a dicembre era dell’1,4% su base annua.

Nel nostro Paese l’economia è cresciuta dell’1,5% contro lo 0,9% del 2016, sostenuta sia dalla domanda interna che da quella estera. Le esportazioni hanno continuato a registrare tassi di crescita superiori alle importazioni.

L’occupazione è aumentata, trainata dall’incremento dei dipendenti a tempo determinato. Il tasso di disoccupazione a fine anno è sceso al 10,8%.

L’inflazione continua a restare bassa: l’indice dei prezzi al consumo a dicembre ha evidenziato un aumento dello 0,9% su base annua.

MERCATI FINANZIARI

Nel 2017 hanno continuato a mostrare una buona tenuta. La Banca Centrale Europea ha ricalibrato nella seconda parte dell’anno gli interventi di politica monetaria, pur mantenendo condizioni espansive; di contro la Federal Reserve statunitense, proseguendo nel programma di graduale normalizzazione della politica monetaria, nel corso dell’anno ha aumentato 3 volte i tassi di interesse.

In Italia è ripresa l’espansione del credito al settore privato. In crescita i prestiti alle famiglie mentre il credito bancario alle imprese è stato ancora frenato.

La qualità del credito bancario ha continuato a migliorare e si è ulteriormente ridotta l’incidenza dei crediti deteriorati e delle sofferenze. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali è diminuito al 3,7% rispetto al 4,9% del 2016. I coefficienti patrimoniali si sono rafforzati in misura significativa.

Stabile la raccolta da clientela, anche se i depositi hanno registrato una crescita del 3,6% mentre i prestiti obbligazionari sono diminuiti del 15,2%.

IL SISTEMA DEL CREDITO COOPERATIVO

Nel 2017 la raccolta diretta da clientela delle Banche di Credito Cooperativo è stata di 158,4 miliardi, in contrazione dell’1,4%. Gli impieghi lordi sono stati pari a 131,4 miliardi, in diminuzione dell’1,1%. La quota di mercato è leggermente aumentata al 7,2%. Considerando anche i finanziamenti erogati dalle banche di secondo livello del Credito Cooperativo, gli impieghi ammontano complessivamente a 149 miliardi, per una quota di mercato dell’8,2%.

In rallentamento la dinamica delle sofferenze lorde, diminuite del 9,2% su base annua; il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi è rimasto invariato rispetto al 2016 al 12,1%.

Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, l’aggregato “capitale e riserve” è per le BCC pari a 19,4 miliardi di euro, in diminuzione del 2,5%. Il CET 1 ratio ed il Total capital ratio si mantengono sugli stessi livelli del 2016, rispettivamente al 16,7% e al 17,1%. Il confronto con il sistema bancario evidenzia il permanere di un significativo divario a favore delle banche della categoria.

Dal punto di vista strutturale, il sistema del Credito Cooperativo a fine anno risultava composto da 289 banche (29 in meno rispetto al 2016), con 4.256 sportelli in 2.651 comuni, 1.271.300 soci e oltre 6 milioni di clienti.

I dipendenti, compresi anche quelli delle società centrali del sistema, ammontavano a circa 35.200 unità.

 

IL RUOLO SOCIALE E TERRITORIALE DELLA BANCA

Nel 2017 la Banca di Credito Cooperativo di Roma ha proseguito l’efficace azione in favore dei soci con il fine di dare corpo agli obiettivi mutualistici di società cooperativa, come dettato dall’art. 2 della legge 59/92. Le attività di collegamento intraprese con la base sociale e con le comunità locali di riferimento sono state costanti e hanno comportato vantaggi socio-economici per lo sviluppo territoriale delle zone presidiate. I numeri danno concreto riscontro al buon esito delle attività svolte.

A cominciare dai soci, protagonisti attivi e partecipi della vita aziendale, che hanno fatto registrare un ulteriore aumento: nell’anno hanno raggiunto il numero di 33.353 (+2,3% rispetto al 2016) con un’età media di 57 anni. Nell’ambito della compagine cooperativa, 3.511 soci sono persone giuridiche, tra cui numerose Amministrazioni pubbliche ed Enti come la Regione Lazio, la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Provincia dell’Aquila, il Comune di Roma, il Comune di Rieti, la Rai e alcune ASL. I soci risiedono o svolgono la propria attività nella zona di competenza della Banca e, prevalentemente, nei Comuni nei quali la Banca stessa è presente con proprie filiali. Quasi il 40% dei soci risiede nel Comune di Roma. I criteri di ammissione alla compagine sociale sono e rimarranno improntati al rispetto da parte dei candidati soci dei requisiti di moralità e rettitudine che non contrastino con il buon nome e lo spirito della forma cooperativa, nonché di operatività con la Banca, nel rispetto del dettato statutario.

I soci sono i primi portatori di interesse della Banca e, pertanto, l’attenzione nei confronti della compagine sociale si è esplicitata sia in ambito bancario nell’offerta di prodotti/servizi a condizioni agevolate, sia in quello dei servizi mutualistici complementari, di natura sanitaria, ricreativa e comunicazionale, puntando a promuovere costantemente la partecipazione informata alla vita aziendale, anche attraverso una articolata attività comunicazionale.

Sotto questo profilo la Banca dispone di una serie di strumenti a partire dalla storica rivista “Credito Cooperativo di Roma”, trimestrale che riporta i principali eventi del periodo, valorizzando la ricchezza sociale che caratterizza il territorio di riferimento. La rivista cartacea è affiancata da un’edizione digitale consultabile on line, mentre continua ad essere alimentato il profilo della Banca sui principali social media con apprezzamento e interazione del pubblico di riferimento. Attenzione centrale sui social media è stata data alla promozione e sostegno delle diverse attività nel territorio attuate attraverso i Comitati Locali dei soci. A fine anno erano attivi 23 Comitati Locali (di cui 7 nel Comune di Roma, 10 nel Lazio, 3 in Abruzzo e 3 nell’Alta Padovana) che hanno indirizzato le risorse assegnate verso le organizzazioni della società civile – volontariato, associazioni, enti morali e no profit – nonché nella valorizzazione delle risorse e delle culture locali. Lo scorso anno sono stati erogati contributi per più di 2.600 iniziative a sostegno di microprogetti di utilità sociale e di organizzazioni che sono espressione diretta delle comunità locali, sia attraverso il Fondo per la Beneficenza e la Mutualità, che viene annualmente alimentato per decisione dell’Assemblea con la destinazione di una parte degli utili della gestione, sia per interventi di sponsorizzazione sociale, in gran parte a favore di associazioni culturali e sportive, pro loco, circoli.

L’impegno economico totale è stato pari a 1,8 milioni di euro.

Continuano inoltre ad essere molto apprezzate le riunioni di territorio con i soci, con la presenza complessiva nell’anno, considerando anche l’assemblea sociale – festa del socio, di oltre 10.000 soci e loro familiari. Sempre sul piano della partecipazione, attenzione preminente è stata annessa alle iniziative volte a promuovere l’impegno dei giovani soci, dando sostanza a un’imprescindibile esigenza di mutualità e ricambio intergenerazionale. Oltre alle tradizionali premiazioni dei migliori diplomati e laureati, infatti, ha avuto nuovo ulteriore impulso l’attività del Laboratorio Giovani Soci, finalizzato a coinvolgere gli “under 40” nella vita della Banca. Alla fine del 2017 erano 4.429 i soci di età inferiore a 40 anni, con 230 conti Zero Lab attivi, conti correnti a particolari condizioni di vantaggio per i giovani. Tre le aree fondamentali di attività del Laboratorio: una prima dedicata agli eventi ludici e aggregativi, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e le relazioni tra i giovani soci; una seconda area, dedicata alla formazione sia finanziaria sia cooperativa; una terza area, infine, rivolta all’impegno sociale, con iniziative finalizzate a sostenere le persone meno fortunate.

Parte significativa dell’azione solidaristica della Banca nei confronti dei soci è stata attuata attraverso la Fondazione Banca di Credito Cooperativo di Roma, che ha sostenuto iniziative di promozione sociale e cooperativa tra cui la CRAMAS, società di mutuo soccorso costituita nel 1979 tra i soci e dipendenti del Credito Cooperativo per supportare le famiglie nel campo sanitario. Il numero degli iscritti alla CRAMAS a fine 2017 è di 4.440 titolari, cui corrisponde, con i relativi nuclei familiari, una platea di 10.227 iscritti.

Oltre all’offerta di campagne di prevenzione, ultima delle quali quella della tiroide, il pacchetto di assistenza sanitaria è completato dall’offerta Mutuasalus che prevede una copertura più ampia e complementare a quella di CRAMAS. Hanno aderito al Fondo Mutuasalus 829 soci per un bacino d’utenza di 1.832 assistiti.

Attraverso la Fondazione Banca di Credito Cooperativo di Roma, la Banca sostiene altresì Sodalitas, Associazione di Mutuo Soccorso, con sede a Campodarsego (PD).

L’attività della Villa del Melograno, la Casa di Riposo per i soci anziani a Frascati, prosegue con soddisfazione degli ospiti utenti.

LINEAMENTI GENERALI DI GESTIONE

La Banca ha chiuso l’esercizio 2017 con risultati gestionali e patrimoniali positivi, conseguiti, come detto, in un quadro di moderata ripresa economica.

Gli impieghi economici hanno raggiunto i 7.327,0 milioni, con un aumento rispetto al precedente esercizio di 299,9 milioni e un incremento relativo del 4,3%.

Lo sviluppo degli impieghi ha riguardato soprattutto il comparto a medio-lungo termine con una crescita del 3,5% e, in misura inferiore, il comparto a breve con un incremento del 2,8%.

Il frazionamento dimensionale rimane caratteristica prevalente degli impieghi, con il 69,4% della clientela che rientra nella fascia degli affidamenti sino a 50 mila euro.

La bassa concentrazione degli impieghi è confermata anche dall’importo medio dei fidi erogati pari a 49,5 mila euro, in lieve aumento rispetto allo scorso esercizio.

Le famiglie si confermano il principale interlocutore della Banca, con un peso pari al 57,8% del totale degli affidamenti.

La prevalenza degli impieghi alle famiglie, l’elevato frazionamento e il contenuto importo medio dei prestiti sono dimostrazione, ancora una volta, della natura strettamente cooperativa e mutualistica della nostra Banca.

Il rischio sul credito è diminuito rispetto al 2016, restando a livelli inferiori a quelli di sistema: il peso dei crediti deteriorati in rapporto agli impieghi è passato, come esposizione lorda, dal 13,4% del 2016 al 12,7%, contro un dato di sistema del 15,6%, mentre come esposizione netta ha registrato un calo dall’8,2 % al 7,2%.

Il grado di copertura dei crediti deteriorati, vale a dire il rapporto tra la consistenza delle rettifiche e l’ammontare lordo, è aumentato dal 42,3% del 2016 al 47,1%; anche il grado di copertura delle sofferenze è migliorato dal 57,7% al 58,2%.

Per quanto riguarda le operazioni di investimento finanziario, l’ammontare del portafoglio titoli di proprietà è pari a 2.390 milioni, in diminuzione del 30,2%.

Dal lato della provvista, la raccolta allargata, composta dalla componente diretta e da quella indiretta, ha raggiunto il livello di 11.323,2 milioni, con un incremento di 25 milioni, pari allo 0,2%.

La raccolta diretta si è attestata a 9.374,8 milioni, in decremento del 2%.

All’interno della raccolta diretta, la componente “a vista” è aumentata del 4,6%, mentre la componente “a termine” si è ridotta del 23,8%.

È confermata elevata l’incidenza della raccolta dalle famiglie, a cui fa capo il 68,8% della raccolta diretta, in leggera diminuzione rispetto al 2016.

La raccolta indiretta ammonta a 1.948,4 milioni di valore nominale, in aumento di 217,2 milioni, pari a 12,5%. Il rapporto tra raccolta indiretta e diretta è aumentato dal 18,1% del 2016 al 20,8% del 2017.

Per quanto riguarda gli assetti economici, va in primo luogo segnalato che nel 2017 la forbice tra il rendimento medio dell’attivo fruttifero e il costo medio della raccolta onerosa è dell’1,7%, in incremento di 2 centesimi di punto rispetto al 2016.

Il margine di interesse ha risentito positivamente della crescita dei volumi operativi, risultando di 195,4 milioni, con un incremento rispetto al 2016 di 16,3 milioni, pari al 9,1%.

Il margine di intermediazione è di 282,1 milioni, in aumento di 5,2 milioni (+1,9%).

Le rettifiche di valore per deterioramento dei crediti e di altre operazioni finanziarie sono pari a 67,9 milioni, in diminuzione di 12,3 milioni (-15,3%).

Il risultato netto della complessiva gestione finanziaria è di 214,2 milioni, in crescita di 17,5 milioni, per una variazione dell’8,9%.

I costi operativi sono risultati pari a 189,9 milioni, in aumento di 15,7 milioni vale a dire del 9% in più rispetto al 2016. All’interno di tali costi sono ricompresi circa 3,8 milioni di contributi ordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale e 4,5 milioni di contributi al Sistema di Garanzia dei Depositi (DGS), per un totale di 8,3 milioni; nel 2016 risultavano inscritti 9,7 milioni di contributi ordinari e straordinari al Fondo di risoluzione nazionale e 4 milioni di contributi al Fondo DGS, per un totale di 13,7 milioni. Al netto di tali componenti i costi operativi 2017 risulterebbero in incremento del 4,2%.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 24,4 milioni, con un incremento di 1,5 milioni, pari al 6,6%.

Tenuto conto che le imposte sul reddito ammontano a 3,3 milioni, l’utile netto è di 21,1 milioni, in aumento del 16,6%.

Con l’accantonamento a riserva indivisibile, il patrimonio aziendale ammonta a 759 milioni.

I Fondi propri risultano pari a 725,8 milioni. Con questa dotazione patrimoniale la Banca assolve abbondantemente agli attuali vincoli normativi: infatti, il CET1 Capital ratio, il Tier1 Capital Ratio ed il Total Capital Ratio ammontano tutti al 14,7% a fronte dei requisiti minimi pari, nell’ordine, a 6,2%, 7,8% e 10,1%.

L’ATTIVITÀ, IL PERSONALE, I SERVIZI

Sono stati attuati gli obiettivi dichiarati nel Piano Strategico 2016-2017, finalizzati a migliorare ulteriormente il governo dei costi e della redditività. Sul piano organizzativo è stato adeguato l’assetto di Direzione Centrale al fine di rafforzare il modello di monitoraggio e gestione del credito, in particolare con una specifica ‘Strategia di Gestione dei Crediti deteriorati’ per il contenimento e la riduzione delle esposizioni.

Per quanto attiene alla Rete sono proseguite le attività volte a una più efficiente gestione della presenza sul territorio e dell’utilizzo delle risorse, anche attraverso una crescente automazione e diffusione dei canali diretti. Sono state inoltre attivate specifiche iniziative in merito al prosieguo del progetto firma digitale; alla rivisitazione del sistema dei controlli interni con il potenziamento delle figure di presidio al monitoraggio e gestione del credito, ai controlli operativi e al controllo dei rischi di riciclaggio; agli interventi derivanti dall’entrata in vigore della IV Direttiva Antiriciclaggio; alla redazione della Dichiarazione Individuale di carattere non finanziario secondo il D.Lgs. n. 254/2016, e infine al passaggio alla nuova versione della certificazione di qualità “UNI EN ISO 9001:2015” per la “Progettazione ed Erogazione di Servizi di Tesoreria e Cassa”.

Nel corso del 2017, la Banca è stata interessata da due visite ispettive della Banca d’Italia, in ordine all’adeguatezza del comparto antiriciclaggio: il primo accertamento è stato effettuato nel periodo marzo/aprile con l’obiettivo di approfondire il processo di gestione delle Persone Politicamente Esposte; il secondo, nel periodo set­tem­bre/novembre, ha riguardato l’operatività in tema antiriciclaggio di 10 dipendenze della Banca dislocate nelle aree di riferimento operativo.

Il personale

Al 31 dicembre 2017 l’organico della Banca è costituito da 1.505 collaboratori, 11 in più rispetto all’anno precedente. L’organico è composto da 890 uomini e 615 donne; il 73,7% del personale è impiegato nella rete delle agenzie, il 25% nelle due sedi centrali di Roma e nella nuova sede territoriale di Campodarsego, l’1,3% è distaccato.

Il 79,6% del personale è inquadrato a livello impiegatizio, il 19% a livello di quadro direttivo e l’1,4% a livello dirigenziale. Nell’anno il 7,9% del personale ha avuto un avanzamento di carriera.

Il 38,1% del personale è laureato. L’età media è di 45,1 anni, per un’anzianità di servizio di 14 anni. Il 21,5% del personale ha una anzianità di servizio nella Banca inferiore a 5 anni.

Nel corso dell’anno, l’attività formativa ha coinvolto complessivamente 1.384 risorse (91% dell’organico medio) per un totale di 10.285 gior­na­te/uomo.

Servizi alla clientela

Nel rispetto del piano strategico è continuata l’azione di arricchimento dell’offerta commerciale rivolta al sostegno delle famiglie, delle imprese e del terzo settore.

Con riferimento alla rete commerciale, al 31 dicembre 2017 sono operative 182 agenzie, oltre a 26 sportelli di tesoreria e cassa a domicilio presso enti privati e amministrazioni pubbliche.

In crescita il numero dei clienti complessivi della Banca, che hanno superato le 374 mila unità. I comuni ricompresi nell’area di competenza della Banca sono 364, dei quali 97 presidiati da agenzie.

Nell’ambito dello sviluppo dei servizi alla clientela, è proseguito l’impegno per una comunicazione sempre più efficace anche attraverso i canali innovativi e, in particolare, il sito internet della Banca www.bccroma.it, adeguato nel continuo secondo le crescenti e mutevoli esigenze istituzionali e commerciali. Il sito è stato visitato nell’anno da 2,8 milioni di navigatori, con oltre 4,7 milioni di pagine consultate.

Dichiarazione non finanziaria

In applicazione del D.Lgs. n. 254 del 30 dicembre 2016, la Banca di Credito Cooperativo di Roma pubblica una dichiarazione individuale di carattere non finanziario come relazione distinta rispetto alla relazione sulla gestione, denominata “Dichiarazione individuale di carattere non finanziario 2017”, in cui sono contenute le informazioni richieste dal Decreto medesimo. Della “Dichiarazione individuale di carattere non finanziario 2017” viene data notizia mediante pubblicazione sul sito internet della Banca.

PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

A fine dicembre 2017 si è concluso il Piano strategico aziendale 2016-2017, redatto eccezionalmente per un solo biennio nelle more dell’attuazione della riforma del Credito Cooperativo italiano.

A seguito di detta riforma, approvata nel 2016, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato il 18 gennaio 2017 l’adesione non vincolante al Gruppo Bancario cooperativo proposto dalla candidata capofila Iccrea Banca, comunicata poi all’attenzione dell’assemblea dei soci il primo maggio successivo.

Ciò premesso, e considerato che il Gruppo Bancario prenderà verosimilmente avvio dal 2019, si è ritenuto di procedere alla stesura di un piano aziendale per il solo anno 2018.

In questa prospettiva aggregativa, la Banca sta vivendo un momento particolarmente intenso legato sia all’ attività progettuale di Gruppo che all’applicazione del nuovo principio contabile IFRS9, con impatti significativi sui modelli organizzativi di gestione del comparto crediti e attività finanziarie.

Nell’ambito del suddetto processo di confluenza, la Banca d’Italia ha effettuato da gennaio a marzo del corrente anno un accertamento ispettivo presso la nostra Banca e altre BCC del Movimento, con riferimento al comparto del credito in vista dell’Asset Quality Review cui saranno sottoposte tutte le BCC italiane.

Le aree di profilo strategico definite nel piano aziendale, oltre agli aspetti legati al processo di convergenza di gruppo, sono confermati nella governance societaria e cooperativa, nella responsabilità sociale, nel presidio territoriale, nell’efficacia/ efficienza operativa, nella gestione e controllo dei rischi e nel valore delle risorse umane.

Sotto il profilo dello sviluppo territoriale, sono state focalizzate alcune limitate aperture di agenzie nell’anno in aree caratterizzate da bacini d’utenza affini alla tradizionale domanda di credito cooperativo e dove sono presenti potenzialità di sviluppo per il nostro servizio bancario; inoltre, saranno valutate opportunità di acquisizione di sportelli rinvenienti da operazioni di supporto a BCC in criticità gestionale, in ottica di salvaguardia delle insegne del Credito Cooperativo e ulteriore sviluppo della nostra Banca in aree complementari a quelle di attuale presenza.

In un’ottica di armonizzazione continua dei sistemi di controllo, è prevista la prosecuzione dello sviluppo della capacità aziendali di gestione dei diversi rischi in coerenza con le vigenti normative. Specifiche attività riguarderanno il processo del credito in funzione della rischiosità delle controparti, nonché una più robusta modellizzazione dei rischi di mercato e di liquidità.

L’obiettivo di fondo è volto alla stabilizzazione degli asset aziendali, puntando nel contempo a un rapporto impieghi/depositi nell’intorno del 80%. La crescita della raccolta riguarderà la componente indiretta e, soprattutto indiretta gestita, con il supporto di adeguate campagne commerciali con particolare riferimento al segmento retail e alle nuove aree di insediamento. Attesa l’esigenza di ampliare il comparto degli impieghi a breve termine, la politica creditizia proseguirà a essere orientata verso il segmento famiglie e piccole e medie imprese; le strategie di sviluppo riguarderanno anche i prestiti personali e chirografari e i fidi estero, nonché i prodotti per l’agricoltura. Lo sviluppo dei servizi e dei ricavi sarà indirizzato soprattutto al comparto assicurativo, all’evoluzione tecnologica nei sistemi di pagamento, con l’obiettivo più generale di acquisizione di nuova clientela.

Con una forbice aziendale tra l’attivo fruttifero e la raccolta onerosa sostanzialmente stabile, il margine di intermediazione è stimato pari a 300,9 milioni, in incremento del 6,2%, mentre l’utile netto è stimato in 23 milioni.