Alla scoperta della Smart-Art

Bruno Cerboni, socio della nostra Banca, è un artista che usa strumenti digitali e intelligenza artificiale per creare opere sorprendenti. Per capirne di più pubblichiamo un estratto dall’articolo che Mario Gerosa ha recentemente dedicato proprio all’opera di Cerboni

L’umanità in diversi tempi, in diversa maniera, voleva vedere rappresentate davanti agli occhi le immagini sensibili secondo il contorno e il colore nel piano e nello spazio”. Sono parole del grande Alois Riegl, il grande storico dell’arte austriaco che ci ha lasciato analisi illuminanti sull’arte tardoromana, spiegando soprattutto che nel periodo che intercorre tra l’impero di Costantino e quello di Carlo Magno, nell’arte ci si libera lentamente da una visione bidimensionale per proiettare progressivamente l’opera nello spazio, regalandole consistenza e volume. Alois Riegl scrisse i suoi volumi sull’Industria artistica tardoromana nel 1901 e nel 1923. Oggi, a distanza di un secolo, quegli insegnamenti calzano perfettamente a un altro percorso artistico, quello dell’arte digitale figurativa, spesso lasciata in disparte a favore delle ricerche concettuali o astratte. Eppure, a ben vedere, questo tipo di arte, che utilizza  i pixel per rappresentare persone vere o avatar, paesaggi urbani o scenari fantascientifici, sta seguendo un’evoluzione  assai interessante, che per certi aspetti riflette quella dell’arte antica, con un periodo arcaico, uno classico e una fase più complessa in cui convergono tutte le sperimentazioni.

We Will Predict Your Future – Smart-Art stile olio impasto

Le opere di Bruno Cerboni fanno parte di questa terza fase, che coincide con la piena presa di coscienza dell’arte figurativa digitale.  Sono opere complesse quelle ideate da Bruno Cerboni, che per dar vita alla propria arte lavora di concerto con l’intelligenza artificiale. 

Ritrattio di donna in costume tipico – Mosaico

Da sempre grande appassionato d’arte, forte di un gusto innato, ereditato dai suoi antenati toscani, nati nella culla del Rinascimento, Cerboni ha sempre seguito con particolare interesse lo sviluppo della tecnologia al servizio della cultura. Tra i primi a lavorare ai cd-rom che offrivano cataloghi ragionati delle opere e visite virtuali ai musei, Cerboni ha monitorato con grande attenzione tutto il processo legato alla rappresentazione tridimensionale e alla creazione di ambienti e architetture digitali, al punto che, tra i primi a capire la portata del fenomeno Second Life e dei mondi virtuali, ha creato lui stesso un proprio mondo virtuale, Moondus, varcando per la prima volta il Rubicone e affermandosi come inventore di universi oltreché come uomo di scienza.

Waiting For The Race – Smart-Art stile neoimpressionista

Da quel momento Cerboni ha fatto un gesto da artista, lo si potrebbe considerare al pari di un letterato che crea il proprio mondo sulla pagina, mentre lui l’ha fatto con i codici di programmazione. Con un’altra differenza, che quel mondo digitale ha avuto uno straordinario esito commerciale, utilizzato per numerose applicazioni in tutto il globo, senza per questo che venisse meno lo status di opera d’arte di quella monumentale realizzazione nel web. Insignito del Premio Nazionale Innovazione, conferitogli dal Presidente della Repubblica, Cerboni ha continuato con determinazione le proprie ricerche muovendosi sempre sul crinale tra arte e tecnologia, approfondendo e sperimentando. Dopo aver creato il Codex Dietrichstein, un codice da Wunderkammer, ricco di pagine fitte di miniature con elementi di zoologia e mirabilia di ogni tipo, Cerboni ha iniziato a  elaborare opere con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Per dar vita alle proprie composizioni, Cerboni si muove su due fronti complementari. Per certi versi fa un lavoro da connaisseur, setacciando mentalmente migliaia di ispirazioni, secondo un attitudine molto in linea con l’epoca di internet: Cerboni vaglia, ricerca, analizza, reinterpreta, studia, sceglie e poi scarta tra migliaia e migliaia di esempi, attingendo a diverse culture, dall’arte tardo-romana ai videogames, dal teatro alla moda, al cinema, e poi serve un lauto pasto iconografico, a base di immagini di ogni genere e tipo, all’intelligenza artificiale, che di giorno e di notte fagocita, memorizza, assorbe, metabolizza e comprende quel patrimonio sterminato. Tutta quella messe di informazioni viene tradotta in nuove immagini, totalmente inedite, in un percorso creativo che si svolge costantemente sotto l’occhio vigile di Cerboni, che da vero scienziato misura ogni oscillazione delle macchine, regola i toni, aggiusta i dettagli, dosa le consistenze e definisce il grado di matericità, finché l’opera non raggiunge il risultato desiderato. Cerboni, che nei social viene chiamato Maestro  da chi ne apprezza il lavoro d’artista e forse ne ignora il passato da ingegnere, si dedica a questo tipo di opere da diversi anni, e ha addirittura coniato un termine per definirle: Smart-Art.

Frilled Collar Lady – Smart-Art stile mosaico Stainedglass

www.brunocerboni.it

linktr.ee/brunocerboni