Al servizio del territorio

di FRANCESCO LIBERATI

Cari soci, in nove mesi il mondo è cambiato per sempre. L’Italia e l’Europa sono cambiate in modo irreversibile e altri cambiamenti avverranno. La pandemia da COVID-19 ancora infuria in tutto il mondo, con effetti dirompenti sui sistemi sanitari e sull’economia. È messa a rischio la tenuta sociale. La pandemia passerà, ma nei prossimi anni abiteremo in un mondo diverso. Molti dei provvedimenti presi, nel campo del lavoro come nella scuola digitale, avranno un impatto lungo e duraturo nella futura vita di tutti i giorni con effetti nelle abitudini dei cittadini e delle imprese, nel mercato immobiliare, nei trasporti e nel traffico veicolare, nelle attività commerciali e nel turismo. Alcuni settori dovranno necessariamente reinventarsi.

Tutti noi siamo chiamati a uno sforzo per adeguarci alla nuova realtà: stiamo sperimentando in pochi mesi ciò che normalmente si verifica in 20 o 30 anni. Da questo punto di vista, la pandemia è uno spartiacque, un po’ come accaduto dopo le due guerre mondiali o dopo la crisi energetica degli anni ’70.

Anche a livello bancario assistiamo ad una accelerazione di trend già in atto, come il progressivo incremento della digitalizzazione. Vi sarà l’ulteriore diminuzione dell’uso del contante, che sarà spinta dalle prossime misure governative per favorire la diffusione delle carte e della banca elettronica. Per effetto della crisi, i bassi tassi di interesse prevarranno ancora a lungo, le reti di distribuzione fisica dovranno essere ripensate, l’adeguamento delle strutture informatiche sarà ancora più impellente. Stiamo inoltre assistendo a un’ulteriore fase di concentrazione del sistema verso pochi grandi operatori bancari. Questa tendenza aumenterà ancora di più la distanza con il pubblico e, per questo, il credito cooperativo potrà trovare nuovi motivi di successo grazie alla capacità storicamente praticata di ascolto e dialogo, essendo intimamente legato al territorio di cui è espressione. Noi cooperatori di credito siamo il segno distintivo dell’economia territoriale e, per questo, abbiamo non soltanto una missione nei confronti della società, ma anche una precisa responsabilità morale. Dialogo, disponibilità, senso di appartenenza al territorio, sono queste le chiavi con cui la nostra Banca, ovunque abbia iniziato ad operare, è sempre riuscita a farsi percepire come azienda locale, sempre a disposizione delle famiglie e di chi fa impresa. Questi sono i motivi per cui, con i conti in ordine e a una patrimonializzazione più che adeguata, in virtù di una precisa politica avviata sin dalla fine degli anni ’80, BCC Roma continua ad andare bene, costituendo un rinnovato punto di riferimento e motivo di stabilità per soci, clienti e dipendenti.

Di tutto ciò avrei voluto parlarvi direttamente nel corso delle tradizionali riunioni di territorio che dall’Autunno sino a Primavera si tengono in vista dalla grande Assemblea sociale. Oggi non è possibile vederci e non sappiamo quando sarà concesso di tornare a riunirci. La nostra Banca però con tutti suoi 1500 dipendenti vi è vicina, continuando la propria missione al servizio del territorio.